Apriti Sesamo!

Il servizio web relativo agli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, finora riservato all’accesso delle amministrazioni pubbliche, è stato integrato con una sezione aperta al pubblico, a cui è possibile accedere senza procedura di registrazione. È finalmente implementata una storica istanza di trasparenza a dimostrazione del fatto che in un paese avanzato e civile – come vogliamo che sia l’Italia – anche produzioni “rischiose” possono essere gestite in modo da convivere con le comunità locali.

Il Ministero della Transizione Ecologica, l’ISPRA e l’ANCI hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per rendere liberamente consultabili su web le informazioni aggiornate destinate al pubblico inviate con la notifica dai gestori degli stabilimenti definiti “a rischio di incidente rilevante” (quelli disciplinati dalla cosiddetta Direttiva “Seveso”).

Nella sezione pubblica dell’apposito sito https://www.rischioindustriale.isprambiente.gov.it/seveso-query-105/inventario_listatolist.php , per ciascuno dei 981 stabilimenti censiti, sono disponibili le informazioni sui singoli stabilimenti riguardanti:

  • ragione sociale e ubicazione dello stabilimento;
  • informazioni generali su autorizzazioni/certificazioni e stato dei controlli a cui è soggetto lo stabilimento;
  • descrizione dell’ambiente/territorio circostante lo stabilimento;
  • descrizione sintetica dello stabilimento e riepilogo sostanze pericolose;
  • informazioni sugli scenari incidentali con impatto all’esterno dello stabilimento.

Si tratta di un importante passo avanti nella direzione dell’applicazione della normativa volta ad assicurare una corretta informazione al pubblico, anche se le informazioni fornite potrebbero essere senz’altro migliorate, ad esempio sarebbe utile mettere a disposizione dei cittadini una mappa con l’indicazione del “raggio di rischio” in caso di incidente, che con immediatezza farebbe capire le potenziali situazioni.

D’altra parte, questo aspetto è fondamentale nella logica della Direttiva Seveso, che è una logica di prevenzione, cioè di operare in modo tale che per stabilimenti di questo genere – che per la tipologia produttiva e le sostanze detenute in caso di incidente presentano un rischio di effetti rilevanti – si adottino tutte le azioni necessarie per fare in modo che gli incidenti siano evitati.

La Direttiva, che nella sua ultima versione è definita come  Seveso-III (Direttiva 2012/18/UE), ha modificato la precedente Seveso-II (Direttiva 96/82/CE) che, in considerazione degli insegnamenti tratti dai successivi incidenti avvenuti a BhopalTolosa e Enschede, ha modificato l’originale direttiva Seveso (Direttiva 82/501/CEE), che, a seguito del catastrofico incidente avvenuto nel paese lombardo di Seveso nel 1976,  ha portato all’adozione di una normativa sulla prevenzione e il controllo di simili incidenti.

La legge ora riguarda circa 12.000 siti industriali in tutta l’UE in cui vengono utilizzate, o sono conservate, sostanze chimiche o petrolchimiche o vengono raffinati metalli.

Ogni paese dell’UE deve garantire che vengano adottate misure per affrontare gli incidenti nei pressi degli impianti industriali che ospitano grandi quantità di prodotti pericolosi.

Le aziende che trattano queste sostanze in quantità superiori a determinate soglie devono:

  • informare regolarmente le persone che potrebbero essere colpite da un incidente;
  • elaborare delle relazioni sulla sicurezza;
  • applicare un sistema di gestione della sicurezza;
  • adottare un piano di emergenza interno ed uno esterno.

La nuova legge inoltre:

  • rende più rigorose le procedure per la consultazione pubblica in merito ai progetti, ai piani e ai programmi che coinvolgono gli impianti interessati dalla normativa;
  • introduce modifiche alle leggi sulla pianificazione territoriale volte a garantire che gli impianti nuovi siano ubicati a distanza di sicurezza rispetto a quelli esistenti;
  • consente alle persone di adire in giudizio se ritengono di non essere state adeguatamente informate o coinvolte;
  • introduce norme di controllo più rigorose per i vari impianti, al fine di garantire l’applicazione efficace delle norme di sicurezza.

Il Decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105, che ha recepito la cosiddetta Direttiva Seveso III, espressamente prevede che “Le informazioni (…) comprensive  di  informazioni chiare e comprensibili sulle misure di sicurezza e sul comportamento da tenere in caso di incidente rilevante, sono fornite d’ufficio dal sindaco, nella forma più idonea, a tutte le persone ed a qualsiasi struttura e area frequentata dal pubblico, compresi scuole e ospedali, che possono essere colpiti da un incidente rilevante verificatosi in uno degli stabilimenti, nonché a tutti gli stabilimenti ad esso adiacenti soggetti a possibile effetto domino.”

Impianti a Rischio Incidente Rilevante

Tipologia attivitàn. stabilimenti
Stoccaggio di GPL173
Impianti chimici143
Altra attività (non specificata altrimenti nell’elenco)82
Produzione, imbottigliamento e distribuzione all’ingrosso di gas di petrolio liquefatto (GPL)77
Stoccaggio di combustibili (anche per il riscaldamento, la vendita al dettaglio ecc.)75
Stoccaggio e distribuzione all’ingrosso e al dettaglio (ad esclusione del GPL)60
Trattamento di metalli mediante processi elettrolitici o chimici48
Produzione, distruzione e stoccaggio di esplosivi38
Produzione di prodotti farmaceutici37
Produzione e stoccaggio di pesticidi, biocidi e fungicidi32
Fabbricazione di sostanze chimiche (non specificate altrimenti nell’elenco)32
Stoccaggio, trattamento e smaltimento dei rifiuti23
Fabbricazione di plastica e gomma23
Lavorazione di metalli ferrosi (fonderie, fusione ecc.)16
Raffinerie petrolchimiche/di petrolio16
Produzione, fornitura e distribuzione di energia16
Produzione e stoccaggio di articoli pirotecnici15
Produzione di sostanze chimiche organiche di base15
Lavorazione di metalli non ferrosi (fonderie, fusione ecc.)11
Industrie alimentari e delle bevande11
Attività minerarie (sterili e processi fisico-chimici)8
Lavorazione dei metalli8
Produzione e stoccaggio di fertilizzanti7
Stoccaggio e distribuzione di GNL6
Produzione e fabbricazione di carta e di pasta di carta2
Altra attività (non specificata altrimenti nell’elenco)2
Risorse idriche e acque reflue (raccolta, fornitura e trattamento)1
Ingegneria generale, fabbricazione e assemblaggio1
Ceramica (mattoni, terracotta, vetro, cemento ecc.)1
Settore medico, ricerca e istruzione (ivi compresi gli ospedali, le università, ecc.)1

I cittadini (e anche le aziende vicine ad uno di questi stabilimenti) devono essere messi in grado di sapere quali comportamenti tenere in caso di incidente, in relazione alla distanza in cui le loro abitazioni e luoghi di lavoro si trovano rispetto allo stabilimento “Seveso”, ed al tipo di attività svolta in quell’impianto.

Quello della Direttiva Seveso è uno dei pochi campi di applicazione effettiva del principio della prevenzione in campo ambientale nel nostro Paese, come ha ricordato il neo Ministro alla Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, in uno dei suoi primissimi incontri con i responsabili delle strutture di controllo.

Anche per questo è importante che gli organi di controllo mettano a disposizione le informazioni sugli esiti delle attività di verifica svolte periodicamente, sull’effettiva applicazione da parte delle aziende di adeguati comportamenti.

Queste tipologie di impianti, oltre a ricadere nella normativa “Seveso”, che è più concentrata sugli aspetti dei “sistemi di gestione e della sicurezza”, sono comprese fra quelle soggette ad autorizzazione integrata ambientale (Direttiva 96/61/CE e D.Lgs. 152/2016) e, quindi, a controlli per quanto riguarda tutti gli aspetti relativi alle emissioni, agli scarichi, ai rifiuti, ecc.

Il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente, costituito da Ispra e dalle Agenzie ambientali regionali e delle province autonome, pubblica rapporti periodici sui controlli effettuati su questi impianti. Nell’ultimo rapporto pubblicato sono riportate le informazioni e i dati, per gli anni 2017 e 2018, riferiti allo svolgimento e agli esiti delle visite ispettive, con l’evidenza delle non conformità rilevate e delle attività di campionamento ed analisi effettuate. Nel 2017, sono state effettuate 232 ispezioni Seveso e nel 2018 sono state 185, su 996 stabilimenti, con una percentuale di controllo pari al 23,3% nel 2017 e al 18,6% nel 2018.

* Giornalista e comunicatore, già dirigente della comunicazione di Arpa Toscana


Articolo pubblicato sulla rivista Astrolabio

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