Consumo di suolo

In precedenti articoli abbiamo visto, sulla base delle informazioni contenute nelle banche dati di Ispra, informazioni relativamente alle cosiddette Aziende a rischio rilevante (Direttiva Seveso), ai rifiuti urbani (produzione e raccolta differenziata, anche in relazione alla popolazione), alle aree interessate da pericolosità idraulica o da frane sulla base dei dati disponibili nella Piattaforma nazionale IdroGEO.

Un altro ambito per il quale Ispra ed il Snpa mettono a disposizione da tempo una vera e propria miniera di informazioni utili è costituito dal consumo di suolo.

Recentemente è stata realizzata una nuova modalità di presentazione dei dati e delle informazioni disponibili sul tema, utilizzando l’applicazione StoryMaps, che permette di creare vere e proprie “storie” combinando testo, mappe interattive e altri contenuti multimediali.

Una soluzione che già trova alcune applicazioni in ambito SNPA, come l’Eco@Atlante di Ispra ed il sito di Arpa Piemonte dedicato ai campi elettromagnetici.

Qui di seguito il sito dedicato al consumo di suolo in italia.

L’ultimo rapporto predisposto da Ispra sul consumo di suolo è costituito dall’edizione 2020.

Nel rapporto si evidenzia come nel 2019 le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 57,5 kmq, ovvero, in media, circa 16 ettari al giorno. Un incremento che, purtroppo, non mostra segnali di rallentamento.

La velocità del consumo di suolo è ancora molto lontana dagli obiettivi europei, che prevedono l’azzeramento del consumo di suolo netto, ovvero il bilancio tra il consumo di suolo e l’aumento di superfici naturali attraverso interventi di demolizione, deimpermeabilizzazione e rinaturalizzazione.

Ogni abitante del nostro Paese oggi ha in “carico” 355 mq di superfici occupate da cemento, asfalto o altri materiali artificiali, un valore che cresce di quasi 2 mq l’anno, con la popolazione che, invece, diminuisce sempre di più.

I dati confermano che il rallentamento del consumo di suolo è, di fatto, terminato e che si continua a incrementare il livello di artificializzazione e di conseguente impermeabilizzazione del territorio, causando la perdita, spesso irreversibile, di aree naturali e agricole. Tali superfici sono state sostituite da nuovi edifici, infrastrutture, insediamenti commerciali, logistici, produttivi e di servizio e da altre aree a copertura artificiale all’interno e all’esterno delle aree urbane esistenti.

Gli ultimi dati disponibili relativi al consumo di suolo sono quelli sulla cui base è stato realizzato il rapporto Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2019.

Per una visualizzazione ottimale dei grafici, delle tabelle e delle mappe selezionare AMP in alto nella pagina.

Nel grafico seguente il riepilogo della situazione a livello regionale.

Nelle tre mappe interattive sono visibili i dati di livello provinciale del suolo consumato in superficie (ha) ed in percentuale al 2019 e l’incremento avvenuto nel 2019 rispetto al 2018.

In Parlamento sono da tempo in discussione varie proposte di legge sulla limitazione del consumo di suolo, puntando sulla rigenerazione urbana, sul riutilizzo degli edifici dismessi che possono diventare spazi fruibili per i cittadini, contrastando poi ogni forma di abusivismo che deturpa il paesaggio aggirando leggi e norme di sicurezza.

Secondo alcuni autorevoli osservatori la redazione del PNRR costituisce un’occasione mancata su questo tema, in quanto sostanzialmente non prevede alcun impegno per limitare il consumo di suolo.

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