Un indicatore di mobilità sostenibile per i 109 comuni capoluogo

In precedenti articoli ho cercato di visualizzare, attraverso l’utilizzo di mappe e grafici interattivi, i dati resi disponibili da ISTAT per i 109 comuni capoluogo. Abbiamo trattato di veicoli motorizzati (autovetture e motocicli) circolanti, di mobilità dolce (ciclabile e pedonale) e infine di trasporto pubblico locale.

Con questo articolo cerco di definire un indicatore sintetico di mobilità sostenibile, tenendo conto di una selezione di 10 indici, 5 relativi ad aspetti che contribuiscono alla sostenibilità della mobilità ed altrettanti che invece ne determinano l’insostenibilità.

Gli indici impiegati [vedi tabella in fondo all’articolo] sono rispettivamente relativi a:

  • Densità di piste ciclabili (km per 100 kmq di superficie territoriale),
  • Densità di aree pedonali (mq per 100 abitanti),
  • Densità delle reti di tram e metro (km per 100 kmq di superficie urbanizzata),
  • Autobus a basse emissioni e filobus (% sul totale degli autobus e filobus),
  • Utilizzo trasporto pubblico locale (passeggeri annui per abitante)
  • Densità autovetture (auto / 1000 abitanti)
  • Densità motocicli (moto  / 1000 abitanti)
  • Auto più inquinanti (Euro 3 o inferiore e Euro 4, % sul totale)
  • Moto più inquinanti (Euro 2 o inferiore e Euro 3, % sul totale)
  • Bus più inquinanti (% bus Euro 4 o inferiore e 5, % su totale autobus e filobus)

Nella scelta degli indici non ho considerato i servizi di mobilità condivisa (car e bike sharing) perché ancora non così significativi in molte città, ma non escludo di aggiungerli in prossime elaborazioni.

Al fine di ottenere un indicatore che evidenzi le realtà che si discostano in positivo o in negativo dalla situazione media esistente, ciascun indice di base viene normalizzato, rapportandolo (con base 100) al dato medio delle città considerate, ottenendo altrettanti indicatori per ciascun fattore considerato.

Esempio: a Roma la densità di piste ciclabili è di 18,8 km per 100 kmq di superficie territoriale, la media delle 15 città con più di 200.000 abitanti è di 57,1, il relativo indicatore è ottenuto attraverso la seguente formula: 18,8 / 57,1 * 100 = 32,9. Analogamente per Milano, che ha una densità di piste ciclabili di 121,6, la normalizzazione porta a: 121,6 / 57,1 * 100 = 213,0.

I valori sopra 100 indicando situazioni al di sopra della media, quelle minori di 100 al di sotto.

Otteniamo così, per ogni comune capoluogo, applicando una semplice media degli indicatori elementari prodotti, un indicatore di sostenibilità / insostenibilità della mobilità.

Successivamente, al fine di tenere conto sia degli aspetti positivi che di quelli negativi, è possibile ottenere un indice sintetico della mobilità sostenibile sottraendo il secondo dal primo.

Nelle tabelle che seguono (per ciascuna classe dimensionale di città) è facile verificare quanto incida ogni fattore considerato nel determinare l’indicatore.

Ad esempio per le città con più di 200.000 abitanti, per Milano, indubbiamente è molto rilevante in positivo la densità di trasporto pubblico su ferro esistente, di gran lunga superiore a tutte le altre città, (lo stesso avviene per Brescia fra le città di dimensione medio-grande, fra 100 e 200mila abitanti); per Padova, invece è significativa l’elevata densità di piste ciclabili realizzate.

Comuni con più di 200.000 abitanti

Comuni capoluogo fra 100 e 200 mila abitanti

Comuni fra 50 e 100mila abitanti

Comuni con meno di 50mila abitanti


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