Eurostat Sviluppo sostenibile

Sviluppo sostenibile, a che punto siamo

Eurostat ha recentemente pubblicato un rapporto “Sustainable development in the European Union – Monitoring report on progress towards the Sdgs in an EU context – 2021 edition“, che può essere consultato anche in modo interattivo, sul monitoraggio dei progressi fatti dall’Unione Europea e dai singoli stati verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) definiti dall’Agenda 2030.

Lo sviluppo sostenibile mira a conseguire un miglioramento continuo della qualità della vita e del benessere dei cittadini, senza compromettere il benessere delle generazioni future. Si tratta di perseguire il progresso economico, salvaguardando nel contempo l’ambiente naturale e promuovendo la giustizia sociale. Per questi motivi, lo sviluppo sostenibile è un obiettivo fondamentale e generale dell’UE e i progressi verso gli obiettivi concordati a livello delle Nazioni Unite sono regolarmente monitorati e segnalati.

Secondo il rapporto Eurostat, nel corso dell’ultimo quinquennio, sono stati compiuti progressi significativi verso gli obiettivi per tre SDG (e progressi buoni o moderati per la maggior parte degli altri.

L’UE ha compiuto la maggior parte dei progressi negli ultimi 5 anni verso il conseguimento generale della SDG 16 Pace, giustizia e istituzioni forti.

Notevoli progressi sono stati compiuti riguardo anche al SDG 1 inerente la riduzione della povertà e dell’esclusione sociale (SDG 1) e nel miglioramento della situazione sanitaria dell’UE (SDG 3). Tuttavia, la valutazione di questi due obiettivi sulla povertà (SDG 1) e la salute (SDG 3) si riferisce ancora al periodo fino al 2019 e quindi non riflette ancora gli impatti della pandemia COVID-19.

La valutazione dei restanti obiettivi tiene già in qualche misura conto della pandemia, con il COVID-19 che rallenta notevolmente il progresso medio. Nel settore dell’economia e del mercato del lavoro (SDG 8), la crisi COVID-19 ha interrotto il miglioramento continuo osservato dal 2013. Impatti simili possono essere osservati nei settori dell’istruzione (SDG 4), della parità di genere (SDG 5), di altre disuguaglianze (SDG 10), nonché dei partenariati globali e dei mezzi di attuazione (SDG 17), dove i dati per il 2020 mostrano un netto deterioramento per i singoli indicatori.

Progressi moderati sono visibili per gli obiettivi relativi alle città sostenibili (SDG 11), il consumo e la produzione (SDG 12), l’agricoltura sostenibile (SDG 2) e la R&S e l’innovazione (SDG 9). Per questi obiettivi 2020 i dati non sono ancora disponibili, pertanto la loro valutazione riflette il periodo precedente l’inizio della pandemia.

Sulla base dell’attuale serie di indicatori disponibili, la valutazione globale del SDG 13 ‘Azione per il clima’ rimane più o meno neutrale. Le tendenze positive sono visibili per la mitigazione del clima (ad es. la quota crescente di energie rinnovabili) e il sostegno all’azione per il clima (ad es. il crescente sostegno finanziario ai paesi in via di sviluppo). La valutazione è influenzata negativamente dall’intensificarsi degli impatti climatici, come l’aumento delle temperature medie. Si basa inoltre sui progressi compiuti in passato e non su proiezioni di emissioni future basate su misure legislative e politiche pianificate o adottate. Con il recente accordo sulla legge europea sul clima, l’attuale legislazione UE in materia di clima ed energia sarà rivista.

Due obiettivi – SDG 7 ‘Energia a prezzi accessibili e pulita’ e SDG 15 ‘Vita sulla terra’ nel complesso mostrano un leggero allontanamento dell’UE dai rispettivi obiettivi di sviluppo sostenibile. Nel caso degli SDG 7, questa valutazione complessivamente leggermente negativa è dovuta all’aumento del consumo energetico dell’UE nel periodo dal 2014 al 2019 e pertanto non riflette ancora le riduzioni – almeno temporanee – previste per il 2020. La valutazione della SDG 15 mostra che gli ecosistemi e la biodiversità rimangono sotto pressione da parte delle attività umane.

Per altri due obiettivi – SDG 6 ‘Acqua pulita e servizi igienici’ e SDG 14 ‘Vita sotto l’acqua’ – le tendenze generali dell’UE non possono essere calcolate a causa della mancanza di dati sufficienti negli ultimi cinque anni.

Nella relazione di monitoraggio, le tendenze degli indicatori sono valutate su due periodi (quando la disponibilità dei dati lo consente): il breve termine, che tiene conto degli sviluppi degli ultimi cinque anni, e il lungo termine, che esamina le tendenze degli ultimi quindici anni, per riflettere la portata quindicennale dell’Agenda 2030.

Per fornire un’istantanea dello sviluppo generale per ogni SDG, una sinossi presenta una sintesi a livello di obiettivo, mentre i capitoli tematici, uno per ciascuno dei 17 SDG, forniscono una valutazione dettagliata di ogni indicatore correlato. Un capitolo aggiuntivo presenta una panoramica grafica dello stato attuale e dei progressi a breve termine verso i 17 obiettivi per ciascuno dei 27 Stati membri del l’UE.

Per ciascun obiettivo il sistema interattivo messo a disposizione da Eurostat permette di visualizzare i vari indicatori con i quali si misurano le tendenze in atto.

Di seguito il quadro della situazione per alcuni degli indicatori relativi ai 17 obiettivi, con particolare riguardo a quelli più legati agli aspetti ambientali, con il confronto fra la situazione a livello UE e quella del nostro Paese.

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