Agenzia Europea per l'Ambiente Aria Emissioni

L’Italia entro il 2030 deve ridurre fra il 10 ed il 30% le emissioni di NOx e PM2,5

L’inquinamento atmosferico, che danneggia la salute umana e l’ambiente, continua a essere una delle principali sfide che l’Europa deve affrontare. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), nel 2018, circa 379.000 decessi prematuri sono stati associati all’esposizione al particolato fine (PM2,5) solo nell’UE-27 e nel Regno Unito.

L’inquinamento atmosferico provoca gravi problemi di salute, come malattie cardiache e polmonari, asma e problemi respiratori, che rappresentano un onere significativo per i sistemi sanitari. L’inquinamento atmosferico provoca anche l’eutrofizzazione e l’acidificazione degli ecosistemi e riduce la crescita della vegetazione, compresi i raccolti agricoli, attraverso i danni causati dall’ozono a livello del suolo. Inoltre, alcuni inquinanti atmosferici agiscono come gas serra e determinano il cambiamento climatico.

EEA ha presentato un rapporto sulle emissioni inquinanti nei paesi membri rispetto ai limiti nazionali di emissioni stabiliti nella direttiva NEC (direttiva UE 2016/2284) e validi fino al 2019.

Nuovi impegni di riduzione delle emissioni si applicano ora per il periodo 2020-2029 e impegni più rigorosi si applicano dal 2030 in poi. Ai sensi della direttiva NEC 2016, gli Stati membri comunicano le informazioni sull’inventario annuale delle emissioni dal 1990 — o nel caso del PM2,5 dal 2000 — per 2 anni prima dell’anno in corso.

L’analisi presentata dall’EEA si basa sugli ultimi dati dell’inventario delle emissioni di inquinanti atmosferici per il periodo 2010-2019, come riportato dagli Stati membri nel febbraio 2021. Il rapporto fornisce anche una valutazione delle riduzioni delle emissioni necessarie se gli Stati membri devono rispettare i loro impegni di riduzione per il 2020-2029 e il 2030 in poi, rispetto ai rispettivi livelli di emissione del 2019.

EEA mostra che, sebbene la maggior parte degli Stati membri abbia raggiunto i rispettivi limiti nel 2019, sono necessari ulteriori sforzi per raggiungere gli impegni di riduzione fissati per il periodo 2020-29 e per il 2030 e oltre.

L’Italia, che ha emesso la maggior quantità di PM2,5 in Europa nel 2019, seguita da Francia e Polonia, dovrà impegnarsi fortemente nei prossimi dieci anni, in particolare per ridurre le emissioni di NOx, i composti organici volativi e il PM2,5 per rispettare i nuovi limiti stabiliti a livello europeo.

Nel grafico interattivo che segue si possono selezionare i diversi inquinanti ed i vari Paesi, visualizzando l’andamento delle emissioni negli anni.

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