Raccolta differenziata Rifiuti urbani Toscana

Raccolta differenziata in Toscana 2016-2019

In un precedente articolo abbiamo visto i dati relativi alla produzione di rifiuti urbani ed alla raccolta differenziata in Toscana sulla base del catasto dei rifiuti ISPRA, che in quasi tutte le regioni e province autonome è alimentato dalle agenzie per la protezione ambientale.

In Toscana la Regione ha scelto di affidare il compito di raccogliere e certificare i dati relativi ai rifiuti urbani ad una agenzia in house, ARRR (Agenzia Regionale Recupero Risorse) che pubblica i dati dal 1998.

Utilizzando quanto pubblicato da ARRR in questo articolo vediamo la tendenza relativa alla raccolta differenziata negli ultimi quattro anni disponibili, e cioè 2016-2019.

Complessivamente la Toscana ha raggiunto nel 2019 il 60%, con un incremento di quasi il 10% rispetto al 2016.

Aumenta il numero di comuni che rispettano il limite del 65% (che in base alla normativa doveva essere raggiunto nel 2012), passando dal 2016 al 2019 da 71 a 124. Sempre molti i comuni, al contrario, che non raggiungono neppure il 45% di raccolta differenziata, che sono ancora ben 88; 61 invece quelli che si collocano in una fascia intermedia.

Nei grafici interattivi che seguono i dati relativi a tutti i comuni differenziati per le tre fasce evidenziate. Esaminando la lista dei comuni che registrano risultati decisamente insufficienti emerge chiaramente che molti di questi (74) sono di piccole dimensioni, con meno di diecimila abitanti. Una pattuglia di 14 comuni di dimensioni maggiori fa parte di questa parte di comuni, fra essi quattro dei dieci capoluoghi di provincia: Massa (30%), Pistoia (40%), Grosseto (41%) e Siena (44%).

Considerato che la Regione Toscana si proponeva addirittura di raggiungere il 70% di raccolta differenziata nel 2020, questi dati mostrano con chiarezza che – se non si vuole che questi obiettivi rimangano dichiarazioni sulla carta e basta – sono necessarie politiche mirate puntuali rivolte a premiare e sanzionare gli amministratori locali in relazione ai loro comportamenti. Poiché non si tratta di inventare niente, perché le politiche efficaci in termini di raccolta differenziata sono state realizzate in varie parti d’Italia, e nella stessa Toscana, occorre, che la Regione definisca una road map chiara e precisa, comune per comune, affinché su tutto il territorio regionale ci si attesti sui valori adeguati.

Esaminando i grafici si osserva chiaramente che in alcuni comuni si registrano miglioramenti significativi nel periodo, anche in realtà più popolose, come Lastra a Signa, Borgo San Lorenzo, Massarosa, Scandicci, Livorno. D'altra parte c'è una significativa parte di comuni che addirittura nel periodo hanno nel 2019 una percentuale inferiore al 2016.

Nei grafici interattivi che seguono i dati relativi ai comuni suddivisi per provincia e poi complessivamente per tutta la regione in modo da fornire uno strumento di valutazione ed analisi il più dettagliato possibile.

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