Citizen science

Citizen science al lavoro

Nel novembre scorso si è svolto presso il Museo di Storia Naturale di Grosseto l’Incontro nazionale della Citizen science Italia. Negli ultimi anni la citizen science (o scienza partecipata) ha visto un fiorire di progetti, iniziative e reti, a livello globale. In Europa alcuni paesi si sono dotati di reti nazionali, con lo scopo di promuovere un coordinamento tra progetti e creare opportunità di interscambio tra la società e il mondo scientifico.

L’incontro di Grosseto ha costituito un ulteriore passo per favorire la diffusione e la strutturazione della citizen science nel nostro paese. Sul sito del Museo sono ora disponibili tutte le presentazioni effettuate durante l’incontro.

Fra i primi interventi quello di Antonella Radicchi (Museo di Storia Naturale di Berlino) che ha presentato il nuovo sito https://eu-citizen.science che dal 2022 è gestito dall’ECSA (European Citizen Science Association).

EU-Citizen.Science è una piattaforma online per la condivisione di conoscenze, strumenti, formazione e risorse per la Citizen science – dalla comunità, per la comunità. La visione della piattaforma è quella di fungere da Knowledge Hub e diventare il punto di riferimento europeo per la Citizen science (CS), a sostegno della sua diffusione.

Nel sito sono disponibili informazioni su:

Gli interventi successivi hanno trattato sia numerosi progetti di citizen science realizzati, sia attività – soprattutto grazie a progetti europei – rivolte a mettere a punto metodologie e strumenti per realizzare iniziative di citizen science.

Molte davvero e tutte interessanti le esperienze di CS presentate, numerose relative al campo delle scienze naturali e della biodiversità, come è naturale – essendo questo l’ambito in cui inizialmente la citizen science è nata -, ma diverse anche su temi di carattere ambientale più generale, quali il rumore, l’inquinamento da plastica del mare, la conoscenza e la gestione dei fiumi, le maleodoranze degli impianti industriali, il monitoraggio ambientale partecipato in una metropoli. Su alcuni di questi mi soffermerò in particolare con specifici successivi articoli.

Fra questi secondi ambiti l’intervento di Antonella Passani (T6 Ecosystems) su: Misurare gli impatti dei progetti di CS: la metodologia ACTION. ACTION (Participatory science toolkit against pollution), è un progetto europeo cofinanziato nell’ambito di Horizon 2020. L’obiettivo generale della valutazione d’impatto è quello di realizzare una realtà più sostenibile ed equa dal punto di vista ecologico, socio-culturale ed economico. Ogni progetto di CS dovrebbe eseguire una valutazione d’impatto ex-ante ed ex-post per monitorare meglio i cambiamenti tra la situazione “prima” dell’inizio del progetto e la sua conclusione. E, possibilmente, i dati dovrebbero essere disponibili non solo per il team del progetto ma per i cittadini impegnati nelle attività. L’ ACTION impact assessment canvas, uno strumento visuale viene utilizzato dal team del progetto per avviare il processo di valutazione dell’impatto e può essere usato in maniera autonoma da ogni Progetto CS come punto di partenza.

Sempre in ambito metodologico l’intervento di Gaia Agnello (ARPA Sicilia), che si è soffermata sulla valutazione della dimensione sociale della citizen science, che essenziale è per migliorare l‘efficacia dei progetti:

  • comprendere prospettive e processi decisionali dei partecipanti,
  • individuare quali sono le motivazioni che spingono i cittadini a partecipare ad un progetto,
  • capire quali sono i benefici percepiti dai partecipanti,
  • valutare come migliorare coinvolgimento, produttività e fidelizzazzione.

Il tema è stato affrontato in una ricerca effettuata dalla relatrice nell’ambito dell’Imperial College di Londra.

Molto interessante anche la presentazione di Anna Berti Suman (Joint Research Centre) che ha illustrato il progetto SENSJUS Sensing for Justice, che ha affrontato un tema davvero innovativo, e cioè il potenziale utilizzo del monitoraggio civico:

  • come fonte di prova nel contenzioso ambientale
  • come uno strumento di mediazione del conflitto
  • come stimolo per il riconoscimento del diritto a contribuire all’informazione ambientale, quando quella istituzionale è scarsa o assente.

L’incontro si è quindi concluso con l’intervento di Andrea Sforzi, Alessandro Campanaro e Gaia Agnello, che hanno delineato la strada da intraprendere per organizzare e consolidare il network della Customer science nel nostro Paese.

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