Cambiamento climatico Meteo

Crisi climatica ed eventi estremi

L’ONU ha costituito un settore specifico – United Nations Office for Disaster Risk Reduction – al fine di operare per ridurre il rischio di disastri e le perdite per garantire un futuro più sicuro e sostenibile.

I cambiamenti climatici possono aumentare il rischio di catastrofi in vari modi – alterando la frequenza e l’intensità degli eventi pericolosi, influenzando la vulnerabilità ai pericoli e cambiando i modelli di esposizione.

Il cambiamento climatico sta già modificando la frequenza e l’intensità di molti rischi legati alle condizioni meteorologiche, aumentando costantemente la vulnerabilità ed erodendo la resilienza delle popolazioni esposte che dipendono dalla terra arabile, dall’accesso all’acqua e dalle temperature medie stabili e dalle precipitazioni.

I rischi legati alle condizioni atmosferiche sono concentrati nei paesi a basso e medio reddito. Anche se l’impatto preciso dei cambiamenti climatici non è certo, ed è importante essere consapevoli che non tutte le aree saranno interessate in modo analogo, gli impatti previsti del cambiamento climatico che determineranno il rischio di catastrofi includono:

Siccità: Il numero di persone che soffrono di siccità estrema in tutto il mondo potrebbe raddoppiare in meno di 80 anni, il che ha gravi implicazioni per i mezzi di sussistenza dei poveri rurali, e può anche portare ad un aumento dei flussi migratori. Ci sarà probabilmente una grande riduzione dello stoccaggio di acqua naturale in due terzi del mondo, soprattutto nell’emisfero australe.

Innalzamento del livello del mare: entro il 2100 gli eventi di inondazioni lungo le coste potrebbero minacciare attività che rappresentano fino al 20 % del PIL mondiale. La popolazione delle zone costiere è cresciuta più rapidamente dell’aumento complessivo della popolazione globale. Gli “hotsport” globali per le inondazioni sono previsti nell’Europa nord-occidentale e in Asia.

Malattie infettive: entro il 2050, le zanzare portatrici di malattie come la malaria potrebbero raggiungere circa 500 milioni di persone. Il riscaldamento globale ha portato ad una perdita di biodiversità, con conseguente aumento della trasmissione e dell’incidenza delle malattie. A causa di modelli climatici alterati, l’urbanizzazione e la deforestazione pipistrelli e roditori, che sono responsabili del 60 per cento delle malattie trasmesse dagli animali agli esseri umani, si sono moltiplicati.

Incendi: entro il 2030, la stagione degli incendi potrebbe durare tre mesi in aree già esposte agli incendi. Nell’Australia Occidentale, per esempio, si arriverebbe a tre mesi con un alto potenziale di incendi.

Cicloni: fino a 2,5 ºC di riscaldamento globale, si prevede che le tempeste più devastanti si verifichino fino a due volte più spesso di oggi.

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