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Dentro la notizia: Firenze, “Da marzo stop ai veicoli euro 5 sui viali”

Sul quotidiano La Repubblica Firenze del 16 dicembre, abbiamo letto la notizia che:

“dall’1 marzo 2023 scatterà la messa a bando dei veicoli diesel euro 5 su buona parte dei viali di circonvallazione a Firenze. È quanto prevede una delibera all’esame della Giunta regionale, che ha avuto parere preventivo favorevole dalla commissione Ambiente e territorio. Una decisione che anticipa di quasi tre anni la limitazione di circolazione di questa tipologia di veicoli, prevista in un primo momento per l’1 novembre 2025. Un’accelerazione resa necessaria a causa di una sentenza di maggio con la quale la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha contestato il mancato rispetto da parte dell’agglomerato di Firenze del valore limite di biossido di azoto.
I superamenti di biossido di azoto continuano a essere costanti nella stazione di rilevamento Firenze-Gramsci (che tra l’altro rappresenta il punto di maggiore criticità di tutta la Toscana) e rispecchiano una situazione deteriorata lungo i viali di circonvallazione che dalle porte medievali di ingresso alla città si muovono in direzione di Arezzo, ovvero piazza Beccaria, e verso Prato, vale a dire Porta a Prato. A essere incriminato è il traffico, poiché sono proprio le emissioni dei veicoli euro 3, 4 e 5 le principali fonti di emissione. Tutto questo nonostante in alcune zone della città dallo scorso marzo siano entrati in vigore i divieti per gli euro 4.”

Visto che la vocazione di Ambientenonsolo, fin dalla sua nascita, è quella di presentare temi ambientali partendo dall’analisi di dati forniti da fonti attendibili, perché riteniamo che la formazione dell’opinione pubblica e delle decisioni si debbano basare su fatti concreti, appunto i dati, con questo articolo cerchiamo di applicare questa logica per “leggere” i motivi che stanno alla base di questa prossima decisione della Regione Toscana.

La Sentenza della Corte di Giustizia Europea

Abbiamo visto nell’articolo “La condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia Europea per il biossido di azoto: dentro la notizia” come sia stato accertato che l’Italia non ha provveduto “affinché non fosse superato, in modo sistematico e continuato, il valore limite annuale fissato per il biossido di azoto (NO2)” e come questo sia relativo anche all’area urbana di Firenze.

Nel medesimo articolo si forniscono informazioni su come il trasporto stradale costituisca la fonte principale del biossido di azoto e come questo sia stato confermato anche dalle analisi effettuate nel corso del lockdown, sia dalle rilevazioni satellitari del programma europeo Copernicus, sia dalle rilevazioni effettuate da parte delle agenzie ambientali. Inoltre abbiamo ricordato come numerosi lavori scientifici hanno evidenziato una associazione statisticamente significativa tra le concentrazioni atmosferiche di NO2 i ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie e anche i casi di mortalità anticipata. (vedi il rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente sulla qualità dell’aria)

Limiti di legge e valori da non superare per tutelare la salute

Il valore limite di legge attualmente in vigore per il quale l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea è la media annua di 40 µg/m3. Tuttavia, secondo le Linee guida 2021 dell’Organizzazione Mondiale della Salute per tutelare la salute umana, questo limite dovrebbe essere di 10 µg/m3. Da parte sua, la Commissione Europea nella recente proposta di revisione della Direttiva che regola la materia, indica come nuovo limite per questo inquinante, una media annua di 20 µg/m3.

La proposta di revisione della Direttiva Europea introduce – similmente a come oggi avviene per il PM10 – anche un limite giornaliero di 50 µg/m3, da non superare più di 18 volte in un anno (secondo l’OMS questo limite per tutelare la salute umana dovrebbe essere di 25 µg/m3, da non superare più di 4 volte in un anno).

I dati del biossido di azoto della stazione di monitoraggio “FI-Gramsci”

I dati dei diversi inquinanti atmosferici sono rilevati dalle stazioni di monitoraggio delle agenzie ambientali, in Toscana ARPAT, che pubblicano queste informazioni, fornendo sia i trend negli anni che i dati giornalieri, e nel caso degli inquinanti gassosi – come il biossido di azoto – anche in tempo quasi reale.

Vediamo l’andamento nel tempo della media annuale, con i dati pubblicati da ARPAT dal 2007 al 2021, che evidenziano sì una diminuzione anche sensibile – rispetto ai valori del 2010 addirittura di oltre 100 µg/m3 – ma anche il persistere di una media annuale sempre superiore all’attuale limite di legge e ben oltre i valori indicati dalla Commissione Europea nella revisione della Direttiva sulla qualità dell’aria, per non parlare di quelli raccomandati dall’OMS.

ARPAT mette a disposizione anche i dati giornalieri e orari, nei due grafici che seguono vediamo quelli relativi agli ultimi trenta giorni e a lunedì 12 dicembre. Risulta evidente che i valori sono costantemente elevati (a parte la notte).

ARPAT a suo tempo ha anche prodotto lo studio “L’andamento dei principali inquinanti atmosferici in Toscana durante la pandemia” nel quale veniva chiaramente evidenziato la drastica riduzione di biossido di azoto durante il lockdown.

La stazione di monitoraggio di FI-Gramsci si trova proprio davanti alla scuola “Carducci”, nella quale ARPAT ha promosso varie iniziative legate proprio al biossido di azoto.

Le fonti emissive degli ossidi di azoto

Per capire il contributo delle varie tipologie di veicoli alle emissioni di ossidi di azoto, la fonte ufficiale a cui possiamo riferirci è costituita dall’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera gestito da ISPRA, che fornisce i dati fino a livello provinciale (gli ultimi anni disponibili sono quelli relativi al 2019).

Nella città metropolitana di Firenze gli ossidi di azoto derivanti dal trasporto stradale costituiscono il 65% del totale. L’Inventario Ispra fornisce l’incidenza di ogni tipologia di veicolo ed anche l’ambito relativo (urbano, extraurbano, autostradale), come risulta dal seguente grafico interattivo.

Estrapolando da tale grafico i dati relativi alle “strade urbane” si osserva che su 1.175 tonnellate di NOx emesse, 971 (83%) risultano prevenienti da veicoli con motori diesel.

In conclusione i dati disponibili sembrano confermare l’orientamento regionale teso a limitare la circolazione dei veicoli con motore diesel, per rispondere alla Condanna della Corte di Giustizia Europea, ma anche per tutelare la salute di tutte/i noi.

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One thought on “Dentro la notizia: Firenze, “Da marzo stop ai veicoli euro 5 sui viali”

  1. Al di la dei valori tecnici nei quali non entro nel merito , mi domando come si pretenda da parte dell’amministrazione comunale di concentrare tutto a Firenze.. trasporti aerei alta velocità oltre alla presenza di snodi autostradali di primaria importanza e poi si fa ricadere sui cittadini il problema dell’inquinamento limitando la libertà di circolazione? Una città praticamente a ridosso del più grande snodo autostradale d’italia tra i più trafficati in assoluto e la colpa di chi e? Dei veicoli che circolano tra piazza Beccaria e piazza libertà? Scute ma qualcosa non torna..

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