Agenzia Europea per l'Ambiente - EEA incendi

Estate 2021: in Italia bruciati boschi per 160mila ettari, quattro volte più della media 2008-2020

Nel corso dell’estate 2021 abbiamo visto come il monitoraggio degli incendi avviene dallo spazio, utilizzando i satelliti della Nasa e quelli del progetto europeo Copernicus. Per monitorare l’evoluzione degli incendi boschivi, il sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), gestito dal Centro comune di ricerca (JRC), riferisce in merito al numero di incendi e alla zona incendiata, i cui dati sono considerati più attendibili e pertinenti.

EFFIS mette a disposizione di tutti le informazioni aggiornate quotidianamente sull’attuale stagione degli incendi in Europa e nell’area del Mediterraneo, con l’indicazione degli incendi e delle aree bruciate, durante la stagione estiva e negli ultimi giorni (1, 7, 30).

Successivamente l’Arma dei Carabinieri, Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare (CUFA) elabora i dati a livello nazionale – diffusi poi da ISTAT (vedi analisi 1970-2018) – alimentando un vero e proprio Catasto degli incendi – anche ai fini dell’applicazione della legge quadro in materia di incendi boschivi n. 353/2000 che definisce divieti, prescrizioni e sanzioni sulle zone boschive e sui pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco prevedendo la possibilità da parte dei comuni di apporre, a seconda dei casi, vincoli di diversa natura sulle zone interessate.

Incendi frequenti e su larga scala hanno un impatto negativo sulla qualità dell’aria e dell’acqua, sulla biodiversità, sul suolo e sull’estetica del paesaggio. Il rischio di incendio dipende da molti fattori, comprese le condizioni climatiche. Il cambiamento climatico dovrebbe avere un forte impatto sul rischio di incendi boschivi in Europa, come riconosciuto dalla strategia dell’UE sull’adattamento al cambiamento climatico.

La stagione estiva 2021 per l’Italia è stata particolarmente devastante, secondo i dati EFFIS sono andati in fumo circa 160mila ettari di territorio, quattro volta la media di quanto bruciato fra il 2008 ed il 2020. Una superficie grande quanto l’intera provincia di Milano. Molto di più di quanto accaduto negli altri due paesi dell’Europa mediterranea che in questa estate sono stati colpiti da un gran numero di incendi, la Grecia e la Spagna.

Incendi e cambiamento climatico

Il pericolo di incendio è collegato alle condizioni meteorologiche che determinano condizioni favorevoli per lo sviluppo di tali eventi (perdurante siccità e alte temperature), che comunque sono quasi sempre innescate da azioni umane (dolose o colpose), e quindi anche su di essi influiscono gli effetti dei cambiamenti climatici.

Il Fire Weather Index (FWI) è un indice meteorologico utilizzato in tutto il mondo per stimare il pericolo di incendio. Più alto è il valore del FWI, più favorevoli sono le condizioni meteorologiche per innescare un incendio. L'Agenzia Europea per l'Ambiente fornisce delle stime del FWI sui vari scenari climatici previsti.

Fire Weather Index

E' evidente quindi che dobbiamo iniziare a considerare "normali" situazioni come quelle di questa estate e quindi operare in una logica di "adattamento" al cambiamento climatico, che richiede misure che sinora non sono state prese, anche in un campo così rilevante come quello degli incendi boschivi, che produce effetti dannosi di lungo periodo.

Sul tema dell'adattamento al cambiamento climatico vedi il video con l'intervento di Francesca Giordano (Ispra) nell'ambito di un corso di formazione per giornalisti organizzato dal AsVis.

Sul versante invece delle proposte concrete in termini di azioni da adottare segnaliamo questo post dell'ex Ministro dell'Ambiente e generale dei Carabinieri forestali Sergio Costa.

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