Ambiente Mobilità

I servizi accessibili in 15 minuti nelle città italiane ed europee

Abbiamo visto in un precedente articolo come l’idea dell’urbanista Carlos Moreno, fatta propria dalla Sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, di una città del quarto d’ora, una città cioè in cui ciascun cittadino abbia a meno di 15 minuti a piedi tutto ciò di cui ha bisogno per vivere, divertirsi e lavorare, stia acquisendo proseliti e sia in corso di realizzazione proprio nella metropoli francese.

Per capire però la realizzabilità di questa prospettiva affascinante, siamo andati a vedere i dati messi a disposizione dall’International Transport Forum dell’OCSE, un’organizzazione intergovernativa, che funge da think tank per la politica dei trasporti, e che predispone approfonditi studi sul tema della accessibilità nelle città europee, mettendo a disposizione i dati relativi a 121 metropoli.

Secondo il rapporto Improving Transport Planning and Investment Through the Use of Accessibility Indicators l’accessibilità è la combinazione di mobilità e prossimità. Un approccio basato sull’accessibilità riconosce l’importanza dei trasporti pubblici e dei modi non motorizzati di muoversi (pedonale e ciclabile), nonché il ruolo – e la necessità di un coordinamento con le decisioni in materia di politica di utilizzo del territorio (ad es. nella creazione di modelli di sviluppo urbano efficienti in termini di localizzazione). Può anche evidenziare il ruolo dei sostituti della mobilità (ad es. smart-working e servizi di consegna a domicilio).

Il framework di accessibilità urbana dell’ITF

Nel rapporto Benchmarking Accessibility in Cities, invece, si illustrano i dati che l’Istituto mette a disposizione di tutti e che sono stati utilizzati in questo articolo. Il rapporto presenta un nuovo framework di accessibilità urbana. Identifica le destinazioni raggiungibili a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici o in auto entro un certo tempo (accessibilità). Misura quindi quante destinazioni sono vicine (prossimità). Il confronto tra destinazioni accessibili e destinazioni vicine mostra come ogni modo di trasporto si comporta bene (prestazioni di trasporto). Questi tre indicatori sono calcolati per destinazioni quali scuole, ospedali, negozi di alimentari, ristoranti, persone, opportunità ricreative e spazi verdi in 121 città in 30 paesi europei.

Questi indicatori misurano quante destinazioni è possibile raggiungere (accessibilità assoluta), quante destinazioni sono vicine (prossimità) e qual è l’impatto del sistema di trasporto nel raggiungere queste destinazioni (prestazioni di trasporto).

sopra: esempio relativo ad un tempo di 15 minuti a piedi (1km) nelle città austriache

L’accessibilità assoluta è il numero totale di destinazioni raggiungibili in auto, bicicletta, a piedi o con i mezzi pubblici. Esso coglie tutte le opportunità che sono a disposizione di un residente e sono determinati sia dalle dimensioni e la densità della città e il quartiere dove qualcuno vive, così come la rete di trasporto che collega la zona al resto della città.

La prossimità indica la concentrazione spaziale delle origini del viaggio e delle potenziali destinazioni. È definito come il numero totale di servizi all’interno di una determinata distanza, tipicamente 8 km. Misura il numero di destinazioni in prossimità “vicina” all’origine indipendentemente dal tempo di viaggio richiesto per accedervi. La prossimità nel contesto del quadro non è considerata attraverso la scelta del modo di trasporto, ma sulle caratteristiche geografiche, sulla pianificazione dei trasporti, sulle decisioni di politica e di investimento che in ultima analisi incidono sulla distanza tra l’origine e la destinazione dei viaggiatori.

Prestazioni di trasporto per ciascuna modalità, controllando la distribuzione spaziale delle destinazioni. Questo confronta il numero totale di destinazioni accessibili (in auto, con i mezzi pubblici o in bicicletta) con il numero di destinazioni vicine (entro un determinato raggio). Le prestazioni di trasporto sono calcolate come il rapporto tra l’accessibilità assoluta per una data modalità e la prossimità a destinazioni potenziali. Un rapporto di uno o più mezzi il modo funziona bene, un rapporto vicino a zero significa che il modo funziona male, anche nel fornire l’accesso alle destinazioni vicine. Sebbene questo rapporto sia più astratto dell’accessibilità totale o relativa, evita i pregiudizi basati sulla dimensione della città. Riassume molti aspetti dell’efficacia della modalità di accesso alle destinazioni. Ad esempio, nel caso dei trasporti pubblici, esso rileva la frequenza dei servizi, la velocità di bordo, il numero di trasferimenti e la distanza dalla fermata o dalla stazione degli autobus più vicina.

Gli indicatori sono calcolati per molte destinazioni diverse (popolazione, scuole, ospedali, aree verdi, negozi di alimentari, luoghi di divertimento, ristoranti) , per quattro modi di trasporto (auto, trasporto pubblico, pedonale e bicicletta), per diversi livelli geografici (città, aree pendolari, aree metropolitane) e per diverse soglie temporali (15, 30 e 45 minuti).

L’accessibilità delle città europee in 15 minuti

Fra i tanti dati disponibili nelle tabelle interattive che seguono abbiamo utilizzato i dati relativi all’accessibilità assoluta per percorsi di 15 minuti, quindi coerenti con l’idea della città del quarto d’ora, mostrando in questo modo gli attuali livelli di accessibilità nelle città europee.

Nelle prime quattro tabelle interattive (è possibile ordinare in senso ascendente/discendente i dati cliccando sull’intestazione di ogni colonna) sono riportati i dati di 121 città europee per tutte le possibili destinazioni per i quattro modi di spostamento considerati dallo studio.

Le città spagnole sembrano essere quelle più ‘compatte’, nelle quali in un quarto d’ora è possibile raggiungere a piedi il maggior numero di persone. Il capoluogo catalano rimane al primo posto anche per la mobilità ciclabile, mentre Parigi è prima per la mobilità che utilizza il trasporto pubblico. Valori diversi però emergono esaminando la situazione in relazione alle diverse destinazioni, in relazione alla diffusione di queste nel tessuto urbano.

Il dato medio delle 120 città (e la mediana non si discosta molto) mostra che in 15′ possiamo raggiungere a piedi 10 istituti scolastici, 22 esercizi di alimentari, 41 ristoranti, 3 luoghi di ricreazione/divertimento. Le destinazioni più problematiche sono gli ospedali e le aree verdi (evidentemente considerati come aree estese e non come piccoli giardini).

La bicicletta, invece ci assicura una accessibilità assai più ampia, considerato che le aree verdi raggiungibili in 15 minuti diventano in media 2 e gli ospedali 4, assai di più gli altri servizi: 75 scuole, 208 negozi di alimentari, 389 ristoranti e 33 punti di ricreazione/divertimento.

In misura minore invece l’accessibilità che si ha con il trasporto pubblico in un tempo così ridotto, che probabilmente diventa maggiormente significativo su tempi di percorrenza più lunghi.

L'accessibilità delle città italiane

Nella prima delle tabelle interattive che seguono sono riepilogati i dati per le 11 città italiane presenti nella banca dati dell'ITF, per i quattro modi di spostamento considerati e per le diverse destinazioni. Nelle tabelle successive sono evidenziati gli stessi dati per ogni singola destinazione, per una lettura più agevole.

Già ad un primo colpo d'occhio si evidenzia che in 15 minuti il mezzo che permette di raggiungere il maggior numero di destinazioni è la bicicletta.

Qualche variazione si ha in relazione alla destinazione dello spostamento. Nel caso infatti degli ospedali in diverse città è possibile raggiungerne un maggior numero, sempre nei 15 minuti di viaggio, usando l'automobile, così come avviene per le aree verdi.

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