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Il monitoraggio delle microplastiche: agenzie ambientali e citizen science

Le microplastiche si trovano ovunque

Ormai da alcuni anni si moltiplicano le ricerche effettuate sulle micro-plastiche disperse nell’ambiente in tutto il Mondo ed in tutte le matrici ambientali (aria, acqua, suolo). Microplasticheche sono ingerite dagli animali (mammiferi, rettili, uccelli e pesci) ed anche dall’uomo. Con il termine microplastica ci si riferisce a piccole particelle di materiale plastico generalmente più piccole di 5 millimetri fino a livello micrometrico (cioè un millesimo di millimetro).

Le microplastiche sono state trovate in aria, persino in una zona montuosa remota, incontaminata e scarsamente abitata, sui Pirenei; nel ghiaccio marino dell’Antartide, e nei crostacei dell’Artide, cioè in zone ancora più remote dalle aree più popolate del Pianeta; ma anche nell’acqua potabile; per non parlare dei mari di tutto il mondo e quindi nei pesci, entrando quindi nella catena alimentare, come denunciato alcuni anni fa da Greenpeace. Secondo uno studio commissionato dal WWF e condotto dall’Università di Newcastle, in Australia, il consumo di cibi e bevande comuni può comportare un’ingestione settimanale media di circa 5 grammi di plastica (l’equivalente di una carta di credito) a seconda delle abitudini di consumo. Il monitoraggio delle micro-plastiche nei mari europei

Il monitoraggio delle microplastiche nei mari europei

Le microplastiche presenti nei nostri mari sono oggetto del monitoraggio effettuato in Europa dalle agenzie ambientali, secondo le indicazioni della Strategia Marina UE (2008/56/EC). L’indicatore 10.1.3 della Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, ha infatti come obiettivo quello di reperire informazioni sui “Trend nella quantità, nella distribuzione e, se possibile, nella composizione di micro-particelle, in particolare micro-plastiche”. Queste ultime fanno parte del cosiddetto microlitter che comprende tutto il materiale solido con dimensioni inferiori ai 5 mm. (vedi ad esempio il campionamento e analisi delle microplastiche in Toscana).

Per il campionamento viene utilizzato un retino di tipo “manta” con apertura della rete di 25*50 cm, con vuoto di maglia da 330 μm e dotato di un bicchiere raccoglitore finale. Per la stima del volume di acqua filtrato, dato essenziale per il calcolo della quantità di microplastiche presenti per metro cubo, viene utilizzato un flussimetro.

I risultati del monitoraggio effettuato dalle ARPA ormai da alcuni anni sono pubblicati – insieme con quelli degli altri moduli del monitoraggio previsto dalla Strategia Marina UE – nella banca dati ISPRA, ed illustrati in occasione di vari eventi nelle diverse regioni costiere.

Citizen science e monitoraggio delle microplastiche

Nell’ottobre 2019 – nell’ambito dell’incontro Globe Europe-Eurasia svolto a Trieste – Globe Italia, denominazione assunta dalla rete delle scuole aderenti al GLOBE (Global Learning and Observations to Benefit the EnvironmentProgram che è un programma internazionale di educazione scientifica che fornisce agli studenti e al pubblico in tutto il mondo la possibilità di partecipare alla raccolta di dati contribuendo in modo significativo alla comprensione del sistema Terra e dell’ambiente globale, ha presentato un “Protocollo per il monitoraggio delle microplastiche nelle acque superficiali”.

“Il protocollo è stato ideato nel 2019 dal professore associato della Deakin University, Alessandra Sutti (Phd, Institute for Frontier Materials – Victoria, Australia) e dall’Ing. Stuart Robottom (MEng, MArts, BEng(Hons), Deakin University), ed è stato testato in collaborazione con Labter-Crea (Laboratorio Territoriale – Centro di Riferimento per l’Educazione Ambientale) di Mantova all’Isola d’Elba nell’estate del 2019.

Il protocollo combina l’utilizzo di materiali a basso costo, facilmente reperibili o auto-costruiti da studenti e insegnanti, con un dispositivo di filtrazione pronto per il campo, già in uso nelle scuole di Mantova e del Friuli nell’ambito di alcuni progetti di educazione ambientale esistenti (Progetto MincioAt School on the River, ecc.), e microscopi ottici, che sono più comuni nelle scuole locali.

Sull’onda della valutazione positiva avuta a Trieste, Labter-Crea Mantova, GLOBE Italia, e Deakin University hanno testato il protocollo su scala più ampia, raccogliendo: 

– 49 campioni di corpi idrici italiani, di cui 39 provenienti dal Mincio e dai suoi affluenti, 4 da torrenti montani (Val di Casies, SudTirolo) e 6 dal mare Adriatico (Lido di Spina); 

– 60 campioni di fiumi e oceani australiani nello stato di Victoria, intorno alla Great Ocean Road e alla penisola di Bellarine.

I campioni italiani sono stati filtrati, analizzati al microscopio ottico e inviati ai partner australiani per: 

– un’analisi morfologica più approfondita mediante microscopia ottica, utile per identificare le microplastiche provenienti da altri materiali di origine naturale; 

– la preparazione di una galleria fotografica ad alta definizione, destinata a fungere da materiale didattico e formativo per insegnanti e formatori.” Tratto da MICROPLASTICS AT FESTIVALETTERATURA 2020,  GLOBE Italia News, GLOBE Europe News, Sept 12, 2020.

 

Successivamente il Protocollo è stato testato nel settembre 2020 nell’ambito dei laboratori organizzati da SCIENCEGROUND, la sezione scientifica di Festivaletteratura, organizzata da eXtemporanea, comunità scientifica temporanea costituita da  studenti universitari, dottorandi, ricercatori universitari e industriali che si interroga sui rapporti tra scienza e società: allo scopo sono stati formati 10 studenti volontari del Festival provenienti da scuole superiori mantovane.   

Con pochi giorni di formazione, gli studenti volontari hanno acquisito la padronanza degli aspetti tecnici associati allo svolgimento delle attività, nonché delle conoscenze necessarie per impegnarsi sugli argomenti, in modo da gestire tutte le fasi del protocollo (campionamento, filtrazione, osservazioni al microscopio ottico) con grande sicurezza e competenza tecnica. Ciò che ha permesso loro di accogliere i visitatori del Festival e introdurli alle fasi teoriche e a quelle pratiche, realizzando il primo test di Citizen Science per il protocollo. 

I riscontri positivi ottenuti nel coinvolgimento di studenti e adulti hanno indotto gli ideatori del Protocollo a proporre webinar di formazione a livello internazionale. Con la collaborazione dell’Ufficio di Coordinamento GLOBE per la Regione Europa-Eurasia sito a Praga, nel febbraio e nel marzo 2021 sono stati organizzati webinar di formazione per docenti GLOBE e aspiranti GLOBE di 13 nazioni europee, di cui più di 60 stranieri e più di 60 italiani. Attualmente sono in fase di pubblicazione i Short Activity Report delle scuole che sono riuscite ad implementare il Protocollo pur in una contingenza così sfavorevole.

E’ imminente lo sbarco del Protocollo nell’area Asia and Pacific e, quale output del Convegno annuale di GLOBE, che si sta tenendo proprio in questi giorni, verrà prossimamente organizzato un meeting tra il team dei ricercatori australiani, del coordinamento di GLOBE Italia e università,  ricercatori e insegnanti USA della West Coast. 

Nel frattempo si stanno producendo altri tutorial, oltre ai due realizzati su filtrazione ericonoscimento delle microplastiche al microscopio, e sistematizzando la mole di immagini trasmesse, dopo averne valutato la significatività analitica. 

La sperimentazione su vasta scala (un vero e proprio percorso di ricerca) ha lo scopo di migliorare il Protocollo e la sua accessibilità da parte dei diversi livelli scolari grazie ai suggerimenti che provengono da studenti, insegnanti e ricercatori, al fine di sottoporlo al vaglio di GLOBE, NASA e NOAA per ottenerne l’idoneità all’inserimento tra i protocolli ufficiali del GLOBE Program.

 

Per contatti sul progetto:

GLOBE ITALY
– Sandro Sutti – sandro.sutti@gmail.com
– Lorella Rigonat – rigolory@yahoo.it

DEAKIN University – Institute for Frontier Materials, GPT Research
Deakin University, Geelong, VIC, Australia
Prof. Alessandra Sutti – alessandra.sutti@deakin.edu.au
Ing. Stuart Robottom

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