Mobilità dolce (ciclabile e pedonale)

Il piano bici 2021-2026 mira a rendere Parigi una città al 100% ciclabile

Abbiamo visto in un precedente articolo la situazione relativa alla mobilità dolce nelle nostre città, il comune con una maggiore estensione di piste ciclabili (dati 2019) è Roma (con una popolazione di poco meno di 2.800.000 abitanti) e circa 250 chilometri di percorsi riservati alle bici.

La “ville lumiere”, la capitale francese che ha una popolazione di poco più di 2 milioni di abitanti nel territorio comunale, ne ha più di mille di chilometri (al 2021) di percorsi ciclabili (erano 200 km nel 2001) e la sindaca, Anne Hidalgo, eletta per la prima volta nel 2014 e confermata a marzo 2021 alla guida della città, ha fatto dell’obiettivo “Parigi città ciclabile” uno dei capisaldi della propria campagna elettorale e dei successivi impegni.

Il bilancio del Piano Bici (2015-2020)

Il Comune ha implementato il Piano Bici 2015-2020 con un investimento di oltre 150 milioni di euro per raddoppiare la lunghezza delle piste ciclabili. Gi investimenti effettuati hanno riguardato:

  • 70 milioni per la realizzazione di piste ciclabili,
  • 40 milioni per l’integrazione della bicicletta nella ristrutturazione di piazze e di progetti urbani,
  • 30 milioni per finanziare il programma estensione delle zone con velocità limitata 30 km/h e realizzazione in tali zone di percorsi ciclabili a doppio senso,
  • 6 milioni per il parcheggio delle biciclette,
  • 10 milioni per l’aiuto all’acquisto di biciclette.
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Ecco il bilancio di questo Piano.

Creazione di una Rete Express Bike (REVe) Il REVe è costituito da sistemazioni protette a doppio senso, continue ed omogenee. La loro larghezza garantisce il comfort, la sicurezza e la convivenza di tutti i ciclisti. Esso è realizzato in particolare sugli assi Nord-Sud ed Est-Ovest o sulle rive della Senna.

Un esempio della REVe (Réseau express vélo): la pista ciclabile di via Georges Pompidou (Christophe Belin/Mairie de Paris)

Sviluppo delle reti primarie e secondarie. La rete primaria è organizzata attorno al REVe. Gli altri tre assi sono: la tangenziale dei Maréchaux, quella dei Fermiers-Généraux e quella costituita dai Grands Boulevards e dal boulevard Saint-Germain. Completando la rete primaria, la rete secondaria assicura una copertura diffusa per la mobilità ciclabile nella città.

1094 km di piste ciclabili censite nel 2021. Questa cifra comprende piste ciclabili, corsie riservate e corsie in controsenso ciclabili. L’estensione ciclabile era di 200 km nel 2001. Il 36% delle piste ciclabili dell’area metropolitana (Métropole) è situato a Parigi. (la Métropole raggruppa il comune di Parigi e 130 comuni limitrofi, comprendendo l’intera “Piccola Corona” e sette comuni della “Grande Corona”).

A livello di Métropole, ci sono 2800 km di piste ciclabili. Nel 2018, secondo l’indagine globale sui trasporti 840.000 spostamenti quotidiani sono stati realizzati in bicicletta nell’Ile-de-France – la regione di Parigi – (ossia 1,9% di quota modale per la regione) e il 26% di questi spostamenti erano realizzati entro i limiti di Parigi, il 13% tra Parigi e la piccola corona. La bicicletta è utilizzata anche come complemento ai trasporti pubblici.

2,8 km in media percorsi al giorno. Il potenziale di sviluppo della bicicletta rimane ancora molto importante considerato che la distanza media degli spostamenti a Parigi è stimata in 2,8 km.

+47 % di frequentazione delle piste ciclabili. E’ stato rilevato un aumento di utilizzo medio dei percorsi ciclabili del 47% tra il 2019 e il 2020 e del 22% tra il 2020 e il 2021. Su alcuni assi, l’aumento tra il 2019 e il 2020 raggiunge il 60%.

L’arrivo di nuovi ciclisti Nell’estate del 2020, quasi un utente delle nuove piste temporanee (realizzate in seguito al lockdown per il Covid) su due (45%) usava la bicicletta solo dopo la ripartenza, cioè da tre mesi. Tra questi nuovi ciclisti, si contavano più donne, occupati e professioni intermedie rispetto agli altri ciclisti, abituati alla pratica (per lo più uomini, appartenenti a categorie socio-professionali elevate). Inoltre, quasi un ciclista su quattro che usava le nuove piste ciclabili parigine abitava nella metropoli. La portata degli spostamenti abituali realizzati in bicicletta è anch’essa più lunga: un percorso «tipo» sulle nuove piste era realizzato allo scopo di andare o tornare dal lavoro e durava in media 33 minuti (contro 19 minuti secondo una rilevazione del 2010).

L’Ademe (l’Agenzia per la transizione ecologica), in un rapporto pubblicato nell’aprile 2020 ha sviluppato tre scenari di evoluzione della mobilità ciclabile, con previsioni che vanno dal 19,6 al 28,5% di spostamenti effettuati con la bicicletta.

Il Piano Bici (2021-2026)

Il Piano 2021-2026 prevede un investimento di oltre 250 milioni di euro, ovvero 100 milioni di euro in più rispetto al piano bici del precedente mandato.

Nel 2021, Parigi ha più di 1.000 km di piste ciclabili, di cui più di 300 km di piste e 52 km di piste provvisorie realizzate dopo il primo lockdown. Queste ultime saranno integralmente mantenute.

Mappa del Piano bici 2021 2026 (comune di Parigi)
video sulle piste ciclabili di “emergenza” realizzate in primavera 2020 a Parigi durante il lockdowna del prof. Lorenzo Pagliano del Politecnico di Milano

Ecco i principali obiettivi di questo nuovo piano:

180 km di nuove piste sicure:

  • 130 km di nuove piste ciclabili,
  • 52 km di piste “corona” (piste ciclabili sviluppate nella città in parallelo delle linee della metropolitana).

La generalizzazione dei doppi sensi ciclabili e lo sviluppo della rete diffusa: 450 km entro la fine del mandato, di cui 60 km sono già stati realizzati.

Piste cyclable rue de Douai (9e) (Clement Dorval / Ville de Paris)

La messa in sicurezza di incroci e porte: eliminare le divisioni urbane tra Parigi e la metropoli.

Un approccio concertato: ogni progetto di sviluppo ciclabile è oggetto di un’ampia concertazione che permette di associare la polizia, la RATP, Île-de-France Mobilités, le associazioni ciclistiche parigine, e le associazioni di commercianti.

Priorità alla circolazione delle biciclette e dei trasporti collettivi: finora, il traffico automobilistico è stato favorito attraverso la regolazione dei semafori. D’ora in poi, la priorità sarà data agli autobus, ai tram e alle biciclette grazie ad un sistema “d’onde verdi”.

Parcheggi per tutte le esigenze: a Parigi, nel 2020 sono stati rilevati 6631 denunce per furto di biciclette, pari al 7 % di aumento rispetto al 2019. L’81% delle persone che non vogliono usare una bicicletta cita la paura del furto come prima ragione di questa rinuncia. L’offerta di parcheggio, in particolare di parcheggio sicuro, è quindi uno dei fattori determinanti per utilizzare una bicicletta come mezzo di trasporto.
L’obiettivo è:

  • aggiungere agli attuali 60.000 posti bici ulteriori 130.000, con 30.000 nuovi “archi”, di cui 1.000 posti riservati alle cargo bike.
  • 40.000 nuovi posti sicuri in prossimità delle stazioni, o ai punti intermodali, in libero accesso e sicuri, entro il 2030,
  • 10.000 nuovi posti sicuri su spazi pubblici esclusi i punti di intermodalità,
  • 50.000 nuovi posti nel settore privato (locatori sociali e condomini, imprese…),
  • obblighi di parcheggio garantiti per ogni nuova costruzione/ristrutturazione di edifici privati, uffici, strutture pubbliche e incentivi nel caso in cui non siano previsti grandi cantieri. La creazione di parcheggi temporanei per adattarsi alla domanda specifica di grandi eventi.
60.000 posti bici attualmente presenti a Parigi (Henri Garat/Ville de Paris)

Spostamenti sicuri e più comodi. Favorire la pratica della bicicletta passa attraverso la creazione di un ambiente. La priorità è la sicurezza di tutti gli utenti dello spazio pubblico a partire da quelli più vulnerabili: i pedoni. Per contribuire al comfort e alla sicurezza di tutti gli utenti, le operazioni di controllo da parte degli agenti della polizia municipale saranno rafforzate (rispetto delle piste da parte degli altri utenti, rispetto della priorità pedonale da parte dei ciclisti, ecc.).
Lo sforzo della città di Parigi proseguirà su diversi aspetti:

  • azioni di sensibilizzazione e comunicazione con/dalla polizia municipale e dalla prefettura di polizia, in particolare sulla problematica degli angoli ciechi, ancora troppo sconosciuta agli utenti motorizzati e ciclisti.
  • individuazione dei «punti critici» e trattamento specifico per migliorare la sicurezza su questi punti.
  • Azioni di controllo degli agenti del Comune mirate al rispetto delle piste ciclabili e dei parcheggi per biciclette.
  • Messa in sicurezza degli incroci: proseguimento dello sviluppo degli incroci «alla olandese» e degli isolotti protettivi,
  • realizzazione di un Codice della strada che permetta di facilitare la convivenza tra tutti gli utenti, con un controllo rafforzato assicurato dalla polizia municipale;
  • il segnavia che permette ai ciclisti di orientarsi, ma anche di posizionarsi bene e di circolare più facilmente sui grandi assi;
  • pulitura e rimozione della neve dalle linee ciclabili.
Corriere in bici-cargo (Emilie Chaix / Ville de Paris)

La questione della ciclo logistica è integrata nell’approccio in corso per elaborare una strategia logistica urbana; adattare le piste ciclabili per tener conto delle dimensioni delle biciclette a triciclo; prevedere parcheggi per queste biciclette particolari o aree di consegna specifiche per biciclette da carico in prossimità dei grandi generatori di flusso a due ruote (grandi insegne come Monoprix o Carrefour ad esempio); migliorare le condizioni di lavoro e lo status degli autisti addetti al trasporto di biciclette; ricerca di luoghi di preparazione dei giri in prossimità dei luoghi di distribuzione finale (il raggio d’azione di una bicicletta è di circa 2 km), sotto forma di siti privati (spazi di logistica urbana) o sullo spazio pubblico (micro hub).

Limiti di velocità: 30 km/h in tutta la città eccetto poche vie di scorrimento

Dal 31 agosto 2021 è stato fissato il limite di velocità a 30 km/h in tutta la città eccetto poche vie di scorrimento a 50 e 70. Il territorio interessato è all’interno del Boulevard Périphérique, l’anello stradale a scorrimento veloce che comprende quasi tutto il territorio comunale.

La decisione fa seguito a una consultazione in materia svoltasi alla fine del 2020 nella quale la maggioranza di parigini (63% degli intervistati) si era espressa favorevolmente a questa nuova misura che mira principalmente a migliorare la sicurezza stradale e a ridurre l’inquinamento acustico. (i motivi della decisione)

La riduzione generale della velocità consentita ai veicoli a motore offre numerosi vantaggi:

  • Riduzione degli incidenti per numero, morti e feriti
  • Riduzione del rumore
  • Migliore regolarità dello scorrimento dei veicoli
  • Riduzione dell’inquinamento generato dai motori (in città un’andatura regolare a 20-30 km/h è meno inquinante rispetto a frequenti accelerazioni, rallentamenti e frenate)
  • Riduzione delle polveri sottili generate da freni e pneumatici
  • Minore usura delle strade (l’impatto su una piccola crepa nell’asfalto di un veicolo a 50 km/h è maggiore rispetto a veicoli a 20-30: con minori velocità la crepa ci mette più tempo a diventare una buca)
  • Maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti
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