Ambiente

La città dei quindici minuti

La “città dei 15 minuti” è tendenzialmente una città in cui ciascun cittadino ha a meno di 15 minuti a piedi tutto ciò di cui ha bisogno per vivere, divertirsi e lavorare. Una città che assicura una migliore qualità della vita grazie al tempo che si risparmia negli spostamenti e alla maggiore funzionalità dello spazio urbano in cui si vive, che riduce lo stress e incoraggia il movimento.

L’idea della città del quarto d’ora

In concomitanza con il Salone Mondiale dell’Automobile di Parigi, il professor Carlos Moreno, docente della Sorbona e studioso della città “intelligente” ha pubblicato su un quotidiano francese nell’ottobre 2016 un intervento, affermando:

Le nostre città, ovunque nel mondo, si trovano ad affrontare una crescita permanente, ma sono ancora guidate dal paradigma dell’era del petrolio e dei suoi impatti sulle strade e sull’urbanistica in generale. L’era dell’automobile onnipresente, associata ad uno stile di vita basato sulla proprietà del suo veicolo come elemento di status sociale, è ancora presente, ma vacilla. Si sta diffondendo una presa di coscienza sulle nostre città divenute irrespirabili dal triplice effetto delle emissioni prodotte dagli edifici, dalle reti di calore e di freddo, e dal trasporto a benzina a tutto campo.

Inoltre, la risposta si trova anche in un’altra caratteristica della città del XXI secolo, quella dell’ubiquità massiccia, segno di un’altra nuova era, quella della città “a tempo continuo”. Le nuove relazioni che hanno trasformato le nostre vite e il lavoro attraverso l’uso di nuove tecnologie hanno anche cambiato il ritmo della città. La cronologia sequenziale della città, erede del fordismo industriale e dell’opposizione tra la città del giorno (che lavora) e quella della notte (che si diverte ma anche pericolosa), è in rovina, cedendo il suo posto alla città multi-ritmica.

Anche tutti noi lo siamo diventati. Si può, per esempio, acquistare a qualsiasi ora tramite le piattaforme online, facendoselo consegnare in un punto di prossimità, fare vita notturna di ogni tipo; tutto questo è diventato comune. Alcune città hanno nominato dei «sindaci della città di notte» per mostrare l’importanza di questa città che non si ferma mai. Questa nuova crono-urbanistica, è perfettamente visibile con eventi come la «Notte Bianca», che si è svolta a Parigi questo fine settimana.

Conciliare le esigenze della città sostenibile ma anche i nuovi ritmi con altri modi di vivere, di abitare, di lavorare e di prendere tempo libero, passa attraverso una trasformazione dello spazio urbano ancora fortemente mono funzionale, con la città centro e le sue diverse specializzazioni verso una città policentrica, sostenuta da 4 componenti principali: la vicinanza, la diversità, la densità, l’ubiquità. È la città del ¼ dell’ora, dell’iper prossimità, dell’«accessibile» a tutti e in qualsiasi momento… Quella in cui, in meno di 15 minuti, un abitante può soddisfare i suoi bisogni essenziali di vita.

Si tratta allora di avvicinare la domanda dell’abitante all’offerta che gli viene proposta, di assicurare una diversità funzionale sviluppando le interazioni sociali, economiche e culturali, di assicurare una densità non trascurabile, pur aumentando gli spazi pubblici di incontro, ottimizzare la gamma di servizi grazie al digitale e ai modelli collaborativi e di condivisione, far diventare le strade spazi di mobilità decarbonizzati riscoprendo la mobilità pedonale e ciclabile (…)

La ville du quart d’heure : pour un nouveau chrono-urbanisme, La Tribune, 5.10.2016 [traduzione dal francese a cura di Ambientenonsolo]

Dobbiamo decostruire la città segmentata” intervista a Carlos Moreno su Liberation del 20 gennaio 2020

Negli anni ’90, ci siamo detti che avremmo risolto il problema della frammentazione spaziale delle città grazie alla tecnica: andare più veloce, più lontano, con metropolitane più veloci per esempio. Poi persone come me si sono interessate alle conseguenze di questa pianificazione della città sulla vita in città. Sei cose rendono felice un cittadino: vivere dignitosamente, lavorare in condizioni corrette, approvvigionarsi, il benessere, l’istruzione e il tempo libero. Per migliorare la qualità della vita, occorre ridurre l’accesso a queste sei funzioni. Ho scelto quello del quarto d’ora per segnare gli animi.

Anne Hidalgo, sindaco di Parigi, fa propria l’idea della città del quarto d’ora

Concetti fatti propri e rilanciati negli anni successivi dal Sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, proprio in occasione della campagna elettorale che ha portato alla sua rielezione nel 2020.

What is a ‘15-minute city’?

Un’idea che ha trovato spazio ed è stata rilanciata in molte parti del Mondo, come è facilmente visibile nella rassegna stampa presente sul sito dello studioso francese. La pandemia del Covid-19 ha favorito lo svilupparsi di un ampio dibattito su questa idea

Con la chiusura delle città, gli spostamenti sono stati ridotti quasi a zero e gli acquisti essenziali dovevano essere effettuati vicino a casa. Inoltre, per prevenire la diffusione del virus a causa della congestione sui trasporti pubblici, sono state rapidamente messe in atto soluzioni di trasporto alternative. Le città di tutto il mondo hanno dimostrato la loro agilità dispiegando centinaia di chilometri di piste ciclabili, ampliando le terrazze dei ristoranti in spazi di parcheggio e adottando iniziative ecologiche nei quartieri… La pianificazione urbana tattica è stata uno strumento reale per la modifica rapida e a basso costo di spazi urbani. Il Covid-19 ha confermato e decisamente accelerato l’attuazione della città dei 15 minuti in molte città attraverso la riscoperta della prossimità, l’uso della mobilità attiva e il rafforzamento dei legami sociali.

Città metropolitana di Barcellona, Viure en proximitat, la ciutat dels 15 minuts

La città del quarto d’ora all’opera

Con la rielezione di Anne Hidalgo la “Scommessa della città del quarto d’ora, o la scommessa della vicinanza” è diventata un obiettivo della amministrazione comunale di Parigi.

Lo stesso Carlos Moreno risponde alle domande dei parigini, sulla realizzazione di questo progetto che viene presentato come una risposta all’emergenza climatica e sanitaria.

Le quartier modèle de la ville du quart d’heure (Ville de Paris)

In queste immagini l’Amministrazione parigina cerca di mostrare come dovrebbe essere la realtà di un quartiere prima e dopo gli interventi per renderlo coerente con l’idea della città del quarto d’ora.

La scuola, la capitale del quartiere

Una strada tranquilla e conviviale

La trama di quartiere

I primi due quartiere della città del quarto d’ora

I primi due quartieri parigini che rispondono a questo modello sono il quartiere delle Olimpiadi e quello di Vaugirard. come illustrato in questi due video.

Il quartiere delle Olimpiadi

Il quartiere di Vaugirard (15e arrondissement)

La città dei 15 minuti in Italia

Alcuni candidati sindaci, ad esempio Roberto Gualtieri a Roma, anche in Italia hanno ripreso l’idea promossa dalla prima cittadina di Parigi – ed ora candidata alla Presidenza della Repubblica francese.

Legambiente, nell’ambito di una ricerca sulla mobilità degli italiani commissionata all’Istituto di ricerca IPSOS ha inserito anche una domanda sulla città del quarto d’ora, da cui emergerebbe una condivisione di principio molto ampia, ma anche scetticismo sulla sua realizzabilità.

Una opportunità e in qualche modo una sfida per amministratori che intendano lavorare per realizzarla.

EnelX, in collaborazione con l’Università di Firenze, ha realizzato il 15 Minute City Index un indicatore di pianificazione urbana di prossimità che concretizza l’idea della città dei 15 minuti, analizzando 13 dimensioni di qualità della vita e un producendo un indicatore sintetico che permette di individuare per ogni Comune e singolo micro-distretto, i punti di forza e i margini di miglioramento in relazione ai principi della “15 Minute City”. L’indicatore può aiutare le Pubbliche Amministrazioni a identificare gli interventi più appropriati ed efficaci per semplificare e migliorare la vivibilità delle città italiane. Ma di questo parleremo diffusamente in un prossimo articolo, così come dei dati prodotti dall’International Transport Forum dell’OCSE, un’organizzazione intergovernativa con 63 paesi membri, che funge da think tank per la politica dei trasporti, e che mette a disposizione i dati relativamente all’accessibilità di 121 città europee.

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