Cambiamento climatico WMO

L’Organizzazione Mondiale della Meteorologia predispone un’analisi dei disastri naturali negli ultimi 50 anni

Il cambiamento climatico negli ultimi cinquanta anni ha causato disastri naturali con centinaia di migliaia di morti in tutto il mondo. 20mila morti e 28 miliardi di dollari di danni in Italia per gli eventi disastrosi censiti in Europa fra i 10 più gravi nell’ultimo mezzo secolo.

L’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) ha presentato l’aggiornamento, con i dati dal 1970 al 2019, dell’ “Atlas of Mortality and Economic Losses from Weather, Climate and Water Extremes (1970–2012)

Le anticipazioni che l’organizzazione ha diffuso, evidenziano che i rischi legati all’acqua dominano l’elenco dei disastri sia in termini umani che economici negli ultimi 50 anni.

Dei primi 10 disastri avvenuti nel Mondo nell’ultimo mezzo secolo, i rischi che hanno causato le maggiori perdite umane sono stati la siccità (650mila morti), le tempeste (577mila morti), le inondazioni (59mila morti) e le temperature estreme (56mila morti).

Per quanto riguarda le perdite economiche, i primi 10 eventi includono le tempeste (521 miliardi di dollari) e le inondazioni (115 miliardi di dollari). Le inondazioni e le tempeste hanno causato le maggiori perdite economiche degli ultimi 50 anni in Europa, con un costo di 377,5 miliardi di dollari.

L’alluvione del 2002 in Germania ha causato perdite per 16,48 miliardi di dollari ed è stato l’evento più costoso in Europa tra il 1970 e il 2019. Tuttavia, le ondate di calore hanno determinato il più alto costo umano. I dati mostrano che nel corso dei 50 anni, i rischi meteorologici, climatici e idrici hanno rappresentato il 50% di tutte le catastrofi (compresi i rischi tecnologici), il 45% di tutti i decessi segnalati e il 74% di tutte le perdite economiche segnalate a livello globale.

Cambiamento climatico

Il Segretario generale del WMO ha affermato che “I rischi meteorologici, climatici e idrici aumentano di frequenza e intensità a seguito dei cambiamenti climatici. Il tributo umano ed economico è stato evidenziato con tragico effetto dalle piogge torrenziali e dalle recenti devastanti inondazioni e perdite di vite umane nell’Europa centrale e in Cina.” Questi avvenimenti, così come le ondate di calore da record in Nord America sono chiaramente legate al riscaldamento globale.

“Mentre l’atmosfera si riscalda, mantiene più umidità, il che significa che pioverà di più, aumentando il rischio di inondazioni. Nessun paese – sviluppato o in via di sviluppo – è immune. Il cambiamento climatico è qui e ora. È fondamentale investire di più nell’adattamento ai cambiamenti climatici, e un modo per farlo è rafforzare i sistemi di allarme rapido multirischio.”

Il servizio meteorologico nazionale tedesco, DWD, ha affermato che una quantità di pioggia che normalmente cade in due mesi si è concentrata in due giorni (14 e 15 luglio) su terreni che erano già vicino alla saturazione, nelle regioni più colpite di Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo.

Secondo DWD, circa 100-150 mm di pioggia sono caduti in 24 ore tra il 14 e il 15 luglio. La stazione meteorologica DWD di Wipperfuerth-Gardeweg (Renania settentrionale-Vestfalia) ha registrato 162 mm, seguita da Colonia-Stammheim (Renania settentrionale-Vestfalia) con 160 mm, Kall-Sistig (Renania settentrionale-Vestfalia) con 152 mm e Wuppertal-Buchenhofen (Renania settentrionale-Vestfalia) con 151 mm.

Dall’altra parte del Mondo, in Cina, alcune zone della provincia centrale dell’Henan hanno ricevuto più precipitazioni tra il 17 e il 21 luglio rispetto alla media annuale. La stazione di osservazione meteorologica nazionale di Zhengzhou ha raggiunto 720 mm – rispetto alla sua media annuale di 641 mm. …

Zhengzhou, la capitale dell’Henan, ha ricevuto l’equivalente della metà delle sue precipitazioni annuali nello spazio di sei ore. Fra le 16:00 e le 17:00 del 20 luglio sono caduti 382 mm di pioggia. Più di 600 stazioni in Cina hanno registrato precipitazioni oltre 250mm. La precipitazione massima è stata di 728mm.

Un numero crescente di studi sta confermando l’influenza umana su eventi di precipitazioni estreme.

Le tendenze in Europa

Il numero di vittime causate da condizioni meteorologiche estreme sta generalmente diminuendo a causa del miglioramento degli allarmi tempestivi e della migliore gestione dei disastri. In Europa, in totale, 1.672 disastri registrati dal WMO hanno causato 159mila morti e 476,5 miliardi di dollari in danni economici fra il 1970 ed il 2019. Sebbene le inondazioni (38%) e le tempeste (32%) siano state la causa più diffusa nei disastri registrati, le temperature estreme hanno rappresentato il numero più alto di morti (93%), con 148mila morti nel corso dei 50 anni.

Le due ondate di caldo estreme del 2003 e del 2010 hanno rappresentato il numero più alto di morti (80%), con 128mila vite perse nei due eventi.

Naturalmente i disastri causati dagli eventi meteorologici estremi possono causare effetti ancora più gravi, e richiedono appunto una capacità di prevenzione e risposta maggiori, laddove il territorio è particolarmente fragile, come in Italia, dove le aree a pericolosità inondazione e frane sono così estese.

L’Atlante, che sarà pubblicato prima dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre, fa parte di una serie di iniziative del WMO per fornire ai decisori informazioni scientificamente fondate sul clima estremo e sullo stato del clima globale.

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