Fiumi e laghi

Plastiche e microplastiche nei corsi d’acqua

Nell’articolo Il monitoraggio dei rifiuti sulle spiagge italiane abbiamo visto che complessivamente nel triennio 2015-2017 le Agenzie per la protezione dell’ambiente (ARPA) hanno monitorato più di 250mila oggetti in una sessantina di stazioni di monitoraggio (ciascuna della estensione di 100 metri). Tre quarti di questi oggetti, oltre 190mila, erano costituiti da materiali di plastica fossero essi frammenti (più di 50.000), stoviglie mono-uso (circa 46mila), shopper (circa 10mila) o altro.

Ma non si tratta solo di plastiche, ma anche di microplastiche (di dimensioni minori di 5 mm, come evidenziato nell’articolo Il monitoraggio delle microplastiche: agenzie ambientali e citizen science, che sono state rilevate in quantità rilevanti in tutto il Mediterraneo.

I fiumi costituiscono le principali vie di trasporto dei detriti di plastica che vengono convogliati al mare, Una frazione molto piccola del totale dei detriti plastici (2-3%) è trasportata sulla superficie dell’acqua per galleggiamento, mentre la parte più rilevante costituita dalla componenti più pesanti è trasportata all’interno della corrente.

La riduzione degli accumuli di plastica in mare può pertanto essere raggiunta solo limitando gli apporti di materiale plastico convogliato dai corsi d’acqua. Di qui la necessità di individuare criteri e tecnologie idonei a quantificare e intercettare il materiale plastico che viene riversato nei fiumi durante il loro percorso nell’entroterra, soprattutto in corrispondenza dei centri urbani.

Il problema è attualmente oggetto di ricerca anche se le conoscenze raggiunte non sono ancora in grado di fornire soluzioni soddisfacenti.

Un gruppo di ricerca condotto dal prof. Enio Paris del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Firenze, ha svolto vari studi in riferimento agli obiettivi di identificazione e quantificazione dei volumi di materiale plastico che vengono immessi nei corsi d’acqua.

Gli studi in corso riguardano i rilasci di particelle plastiche (macro e micro) nei fiumi generati dagli effluenti degli impianti di depurazione, la quantificazione delle immissioni nel corso d’acqua provenienti dai sistemi fognari in ambito urbano, l’analisi delle modalità di trasporto e di deposito delle plastiche all’interno dell’alveo fluviale. Lo sviluppo di tali conoscenze potrà consentirà l’individuazione di idonee strategie per il contenimento del crescente inquinamento ambientale.

In particolare è decisamente interessante la ricerca effettuata con lo scopo di indagare il contenuto delle microplastiche presenti negli effluenti del principale impianto di trattamento delle acque reflue di Firenze (San Colombano).

I ricercatori hanno campionato le acque reflue durante la stagione secca per quantificare principalmente il contributo delle attività civili e comunali al rilascio di microplastiche. I campioni sono stati raccolti in continuo su un periodo di 24 ore all’uscita della linea di depurazione, utilizzando una serie di 8 setacci con maglie di diverse dimensioni (quasi 1000 litri di volume filtrato).

Il materiale campionato è stato analizzato mediante microscopia ottica e spettroscopia micro-Raman mediante strumenti portatili a basso costo. La risoluzione dello spettrometro corrisponde alla dimensione minima delle maglie in uso e cioé 38 µm (micrometri) [1 micrometro = un millesimo di millimetro]. L’analisi ha rilevato una concentrazione media di 5 microplastiche per litro nel diametro di 38-1000 µm di portata, corrispondente ad un rilascio giornaliero di circa 35 kg nel fiume Arno, risultato in linea con altri studi effettuati sui fiumi più importanti d’Europa.

E’ stata effettuata una classificazione della composizione polimerica dei frammenti rilevatiche mostra la presenza predominante di polipropilene (29%), polietilene (18%) e poliestere (14%).

Il numero di setacci utilizzati ha fornito un’accurata curva di distribuzione dimensionale dei campioni di microplastiche che consente di stimare, per estrapolazione, una quantità rilevante di microplastiche più fini di 38 µm, la cui determinazione sarebbe altrimenti richiedono metodi molto più sofisticati.


Sul tema della emergenza plastica segnaliamo una story map realizzata da Arpa Sardegna

L’argomento è sviluppato in quattro parti principali interconnesse tra loro e al contempo indipendenti. Dopo un’introduzione nella quale vengono date informazioni generali sull’impatto della plastica, si pone l’attenzione sulle attività di monitoraggio condotte dall’ARPAS con tre focus su: Strategia Marina, Rifiuti spiaggiati, Microplastiche. Non manca una parte relativa all’aspetto prettamente educativo, nella quale vengono declinate, attraverso il principio delle 5R della plastica (riduzione, riutilizzo, rimozione, raccolta differenziata e riciclo) , le buone abitudini che ciascuno dovrebbe adottare per diminuire l’impatto di questo materiale sull’ambiente. A questa si affianca una sezione tutta dedicata ai bambini, che si compone di due sceneggiature a fumetti e due giochi. Inoltre, i disegni realizzati per i fumetti sono stati caricati anche in bianco e nero in un’apposita sezione e sono scaricabili in modo da consentire ai bambini di colorarli. 

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