Ispra Rifiuti urbani

Raccolta differenziata e tariffazione puntuale

Nel Rapporto sui rifiuti urbani edizione 2021, è pubblicato un importante capitolo sulla “tariffazione puntuale” del servizio di raccolta dei rifiuti. ISPRA, infatti, ha effettuato, in riferimento al 2020, un approfondimento sui Comuni italiani che hanno adottato il sistema della tariffazione puntuale (di seguito TP).

L’indagine ISPRA, se pur non esaustiva dell’intero universo del numero di Comuni italiani che, per l’anno 2020, hanno adottato il sistema di tariffazione puntuale ha lo scopo di fornire una fotografia, il più dettagliata possibile, della diffusione a livello nazionale di questo sistema di tariffazione che è considerato tra gli strumenti più idonei ad assicurare la corretta applicazione della gerarchia europea per la gestione dei rifiuti: Prevenzione, Riutilizzo e preparazione per il riutilizzo; Riciclo; Recupero; Smaltimento.

Inoltre, risponde pienamente ai principi europei “chi inquina paga” e “paga per quello che butti (PAYT – “Pay-As-You-Throw”)”, in quanto basato sull’utilizzo di sistemi di rilevazione e quantificazione della produzione dei rifiuti, riferiti a ogni singola utenza- servita.

Nella Direttiva 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30/05/2018, il principio “Pay-As-You-Throw”è declinato così: “regimi di tariffe puntuali che gravano sui produttori di rifiuti sulla base della quantità effettiva di rifiuti prodotti e forniscono incentivi alla separazione alla fonte dei rifiuti riciclabili e alla riduzione dei rifiuti indifferenziati”.

La scelta da parte dei soggetti interessati, di investire sul sistema della tariffazione puntuale risulta essere una strategia virtuosa che implica un radicale mutamento di prospettiva: il passaggio da un sistema economico “lineare” a uno “circolare”.

In particolare sono state censite le seguenti forme di tariffazione:

  • Tari tributo puntuale, la cui natura indica che la parte variabile del tributo è calcolata attraverso sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferita; l’applicazione dei sistemi di misurazione previsti dal DM 20 aprile 2017 per il tributo puntuale è facoltativa e non obbligatoria;
  • Tariffa puntuale corrispettiva, la quale si basa su una controprestazione del servizio avente natura patrimoniale (non tributaria), volontariamente istituita dalle autorità comunali che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale: è specificatamente diretta a garantire l’effettiva commisurazione tra la tariffa richiesta a ciascuna utenza e il servizio in concreto ad essa offerto e/o da essa usufruito. L’applicazione dei sistemi di misurazione previsti dal DM 20 aprile 2017 è obbligatoria;
  • Tariffa puntuale corretta, indica una tariffa rifiuti di natura patrimoniale (non tributaria). In questo caso la ripartizione dei costi del servizio di gestione rifiuti tra le utenze tiene conto, oltre che della misurazione puntuale, della quantità di rifiuti conferiti da ciascuna di esse, anche dei sistemi correttivi conformi alla previsione dell’art. 9 del DM 20 aprile 2017.

I risultati dell’indagine ISPRA

Secondo l’indagine ISPRA, i Comuni che nel 2020 adottano il sistema di tariffazione puntuale (TP) del servizio di gestione dei rifiuti urbani, sono 1.001, con una popolazione complessiva di 7.096.101 abitanti, pari rispettivamente al 12,7% del totale dei Comuni italiani e al 12% della popolazione nazionale (dati ISTAT 2020).

Nella prima tabella interattiva che segue il dettaglio per le singole regioni, in quelle successive le diverse tipologie di tariffa puntuale utilizzate per numero di comuni e popolazione interessata.

Nelle due tabelle che seguono, sono messi a confronto i comuni con tariffazione puntuale rispetto al totale dei comuni italiani, in relazione alla popolazione dei comuni, alla percentuale di raccolta differenziata ed alla produzione pro-capite di rifiuti urbani.

Lo scostamento evidente maggiore fra i due insiemi di comuni considerati (quelli a tariffazione puntuale e l'insieme di tutti i comuni italiani) è costituito dalla percentuale di raccolta differenziata.

Nei primi circa il 92% supera l'obiettivo europeo del 65% di differenziata, ed addirittura il 77% dei comuni a tariffazione puntuale supera il 75% di differenziata, percentuali molto maggiori rispetto a quelle del complesso dei comuni italiani, a conferma che questo sistema di tariffazione favorisce la raccolta differenziata.

Nella mappa interattiva il dettaglio della situazione dei comuni interessati dalla tariffazione puntuale, che come si vede chiaramente riguarda essenzialmente il Nord Italia. Nella tabella interattiva successiva i dati di tutti i comuni (è possibile ordinare i dati per ogni colonna e ricercare un singolo comune).

Una regione che non risulta aver adottato al 2020 questo sistema, la Sardegna - che peraltro risulta essere la più virtuosa d'Italia con il 97% dei comuni con + del 65% di differenziata, rispetto al 17,2% del 2011 - come abbiamo visto in Rifiuti urbani (2011-2020): i dati comunali, si sta muovendo in questa direzione: “In particolare, l'attivazione della tariffazione puntuale, intesa come la tariffa applicata mediante metodi di calibrazione basati sui rifiuti effettivamente conferiti dalla singola utenza, è stata identificata come azione di base per lo sviluppo a livello locale di sistemi di gestione indirizzati non solo alla minimizzazione della produzione complessiva dei rifiuti urbani ma anche all'innalzamento delle percentuali di separazione delle frazioni recuperabili e riciclabili, con contestuale minimizzazione della frazione residuale da avviare allo smaltimento.” (deliberazione n.9/44 del 24.3.2022).

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