Biodiversità Commissione Europea Ispra

Salviamo le api!

Negli ultimi anni l’attenzione del pubblico è stata richiamata sulla drammatica situazione in cui versano le api, le cui popolazioni hanno subito perdite in Europa e in tutto il mondo. Le principali associazioni ambientaliste si sono mobilitate e hanno promosso iniziative a favore delle api e degli altri impollinatori: Greenpeace, WWF, Legambiente.

Il problema è di ampia portata: un evidente declino nella presenza e nella diversità di tutti gli impollinatori selvatici europei, fra cui api selvatiche, sirfidi, farfalle e falene. Numerose specie di impollinatori sono estinte o minacciate di estinzione.

Questa situazione è fonte di grave preoccupazione, perché gli impollinatori sono parte integrante di ogni ecosistema sano. Senza di loro, si assisterebbe al declino e all’eventuale estinzione di molte specie vegetali e degli organismi che da loro dipendono, con gravi implicazioni ecologiche, sociali ed economiche.

Le colture che dipendono dagli impollinatori si basano, in misura diversa, sull’impollinazione animale. Si stima che dal 5 all’8% dell’attuale produzione agricola mondiale sia direttamente attribuibile all’impollinazione animale.

Nella sola Unione Europea, circa l’84% delle specie coltivate e il 78% della flora selvatica dipendono, almeno in parte, dall’impollinazione animale. Una quota pari a fino quasi 15 miliardi di euro della produzione agricola annuale nell’UE è direttamente attribuibile agli insetti impollinatori.

Le maggiori minacce indicate nella prima relazione mondiale sugli impollinatori pubblicata dalla Piattaforma intergovernativa di politica scientifica sulla biodiversità e sui servizi ecosistemi sono:

  • il cambiamento della destinazione dei suoli,
  • l’agricoltura intensiva e l’uso dei pesticidi,
  • l’inquinamento ambientale,
  • le specie esotiche invasive (vespa vellutina, ape resinosa gigante, formica faraone, formica argentina, ecc.)
  • gli agenti patogeni,
  • i cambiamenti climatici.

La convenzione sulla diversità biologica ha approvato le conclusioni della relazione e messo in risalto l’importanza degli impollinatori e dei servizi ecosistemici che essi forniscono per conseguire diversi obiettivi di sviluppo sostenibile tra quelli stabiliti dalle Nazioni Unite.

L’UE nel 2018, con una comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo ha lanciato una iniziativa della UE a favore degli insetti impollinatori, individuando obiettivi strategici e azioni da avviare per affrontare il declino degli impollinatori nell’UE e contribuire agli sforzi mondiali in materia di conservazione.

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Recentemente l’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente ha pubblicato il rapporto Piante e insetti impollinatori: un’alleanza per la biodiversità.

Alla sua realizzazione hanno contributo numerosi esperti di importanti istituzioni, enti di ricerca, università e associazioni, che svolgono da anni attività di informazione, formazione e ricerca sul tema impollinatori. Nel rapporto sono analizzati importanti aspetti del delicato rapporto pianta/insetto, entrando nel dettaglio dell’ambiente mediterraneo e trattando argomenti come l’appropriata gestione degli ecosistemi (compresi quelli urbani) per salvaguardare gli impollinatori e il ruolo dei prodotti dell’alveare, in primis il miele, in tutte le sue particolari e numerose tipologie.

Il rapporto sottolinea come l’impollinazione animale è la base fondamentale dell’ecologia delle specie, del funzionamento degli ecosistemi e della conservazione degli habitat e dunque della generazione di una vasta gamma di contributi essenziali per l’uomo. Senza gli impollinatori molte piante non sarebbero in grado di riprodursi, causando una riduzione della diversità della vegetazione, privando molti animali di una fonte primaria di cibo e scatenando effetti a catena nell’alimentazione. Perderemmo anche molti frutti, semi e verdure dalla nostra dieta e molti altri alimenti e materiali importanti, come oli vegetali, cotone e lino, legna da ardere e da opera.

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