Citizen science Rumore SNPA

Smartphone per misurare l’inquinamento acustico

Abbiamo visto in precedenti articoli come l’inquinamento acustico è un grave problema ambientale in Europa ed in Italia, illustrando i dati resi disponibili dall’Agenzia Europea per l’Ambiente e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente. È causato dal rumore proveniente da una varietà di fonti ed è ampiamente presente non solo negli ambienti urbani più frequentati, ma sempre più in ambienti naturali.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha classificato il rumore del traffico, compreso il traffico stradale, ferroviario e aereo, come la seconda causa più importante di cattiva salute in Europa occidentale, dietro solo l’inquinamento atmosferico causato da particolato fine. L’esposizione prolungata al rumore ambientale può portare a effetti negativi cardiovascolari e metabolici, a prestazioni cognitive ridotte nei bambini e a gravi disturbi del sonno.

Oltre ai dati ufficiali un ruolo importante lo possono avere anche esperienze di citizen science o scienza partecipata che permette di misurare il rumore esterno che arriva nelle abitazioni.

E’ il caso di #Sciendalbalcone, uno studio realizzato dall’Istituto nanoscienze e dall’Unità comunicazione e relazioni con il pubblico del Consiglio nazionale delle ricerche, dagli Istituti clinici scientifici “Maugeri” e da Arpa Piemonte. E’ stato messo a punto un protocollo sperimentale in grado di misurare – utilizzando uno smartphone e l’App OpeNoise (disponibile sia per Android o iOS) sviluppata da Arpa Piemonte – il rumore ambientale in modo semplice e anonimo e di analizzare al contempo i dati raccolti associandolo alla valutazione soggettiva del benessere acustico nel momento della misurazione.

Per questo progetto di citizen science in un mese sono state ricevute 1258 misurazioni, effettuate dai partecipanti nelle proprie abitazioni e con i propri smartphone personali, ha spiegato il coordinatore della ricerca Carlo Andrea Rozzi del Cnr-Nano di Modena. La procedura ha permesso di raccogliere i dati anonimamente e di introdurre elementi di verifica incrociata della qualità dei dati raccolti, come la “misura del silenzio” (cioè la misura del livello sonoro nel luogo e nel momento più silenzioso a finestre chiuse), in grado di calibrare, grazie al lavoro svolto in precedenza in laboratorio, le misure di rumore grezze per ogni modello di dispositivo.

L’attendibilità di OpeNoise è stata verificata attraverso numerosi test in laboratorio e sul campo condotti su diversi dispositivi, confrontando i risultati con fonometri professionali. Pur con alcune differenze, tutti gli apparecchi analizzati hanno fornito una buona risposta nella gamma di livelli sonori tipica dei rumori ambientali (45 – 80 dBA) e nel range di frequenza 200-5000 Hz.

Il protocollo sperimentale ideato dai ricercatori è ripetibile. “Il protocollo si può adattare ad altri contesti ambientali e l’esperienza ci dice che può essere migliorato. Il metodo può inoltre essere utilizzato per monitorare eventi potenzialmente rumorosi o con scopi didattici e di sensibilizzazione ai problemi ambientali”.

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