Mobilità

Verso la mobilità ad emissioni zero nel 2030: a confronto 36 città europee

Clean Cities è una coalizione europea di ONG e gruppi di base che mira a incoraggiare le città a passare alla mobilità a zero emissioni entro il 2030.

Quasi tre europei su quattro vivono nelle città, dove si concentra anche la maggior parte delle attività economiche e dei consumi. La transizione energetica ed ecologica, quindi, passa necessariamente per le aree urbane. A partire da come ci muoviamo. Il settore dei trasporti, infatti, contribuisce a un quarto delle emissioni di gas serra in Italia e in Europa, ed è l’unico ad aver registrato un aumento delle emissioni dal 1990.

La campagna promuove la mobilità attiva, condivisa ed elettrica per un futuro urbano più vivibile e sostenibile, che richiede anche l’eliminazione graduale dei veicoli inquinanti dalle città entro un decennio.

Alcuni degli impatti ambientali e sanitari più critici che derivano dai veicoli inquinanti – l’aumento delle emissioni che alimenta la crisi climatica e i livelli di inquinamento atmosferico che infrangono i limiti legali – sono concentrati nelle città. Eppure, le città sono quelle in cui lo slancio per l’aria pulita e la mobilità a emissioni zero sta crescendo maggiormente. Le iniziative della società civile hanno assicurato più di 250 zone a basse emissioni in tutta l’UE, mentre 7 cittadini europei su 10 vogliono che i loro sindaci intensifichino gli sforzi per proteggerli dall’inquinamento atmosferico. Siamo a un punto critico per garantire le città sostenibili di domani.

Fra le più recenti iniziative di Clean Cities è il rapporto Benchmarking delle città europee sulla creazione delle giuste condizioni per la mobilità a emissioni zero, nel quale sono state messe a confronto 36 città europee per vedere se sono sulla strada giusta per raggiungere la mobilità a emissioni zero entro il 2030.

Clean Cities ha selezionato una serie di cinque categorie, per un totale di 11 indicatori. Tra le variabili considerate: lo spazio urbano dedicato a pedoni e biciclette; i livelli di sicurezza per pedoni e ciclisti sulle strade urbane; i livelli di congestione del traffico urbano; l’accessibilità ed economicità del trasporto pubblico locale; l’infrastruttura per la ricarica dei veicoli elettrici; le politiche di riduzione del traffico, dei veicoli inquinanti e l’offerta di servizi di sharing mobility. Di seguito la descrizione di tutti gli indicatori.

I principali risultati sono riepilogati nella seguente tabella e suggeriscano diverse importanti riflessioni riguardo alla mobilità urbana e alle politiche a livello locale:

  • tutte le città devono apportare miglioramenti significativi in diverse aree per avere la possibilità di raggiungere la mobilità a emissioni zero entro il 2030;
  • le azioni a livello locale fanno la differenza, anche se le città del Nord Europa generalmente sono più avanti in molti campi, anche città dell’Europa meridionale ed orientale come Barcellona e Lubiana registrano buoni risultati;
  • ci sono molti percorsi diversi per il successo, infatti le città applicano strategie diverse quando si tratta di mobilità urbana. Alcune città hanno puntato principalmente sulla promozione della bicicletta, mentre altre hanno dato la priorità ai trasporti pubblici o alla mobilità pedonale. Tuttavia, le città con strategie diverse possono ottenere risultati ugualmente positivi.
  • È urgente disporre di dati migliori per condurre politiche efficaci. Questo progetto ha confermato che è difficile ottenere dati coerenti e affidabili nelle città europee.

Mentre alcune grandi città europee, come Parigi, hanno fatto significativi passi avanti, investendo nella riduzione drastica del traffico veicolare e nella promozione della mobilità pedonale e ciclistica. (vedi anche Il piano bici 2021-2026 mira a rendere Parigi una città al 100% ciclabile, Circa 900 km di linee tranviarie in 24 città francesi con più di centomila abitanti, La città dei quindici minuti.)

Le quattro città italiane analizzate sono tutte nella parte bassa della classifica: Milano al 20esimo posto; Torino al 23esimo; Roma al 32esimo; e Napoli ultima in classifica, al 36esimo posto.

Il primo posto è stato conquistato da Oslo, seguita da Amsterdam, Helsinki e Copenaghen. Ma nessuna delle 36 città può dirsi soddisfatta. Infatti un punteggio inferiore al 100% indica che si sta facendo troppo poco per raggiungere la mobilità a emissioni zero entro il 2030. I punteggi vanno dal 71,5% di Oslo al 37,8% di Napoli.

La crisi climatica impone scelte radicali. Secondo la Clean Cities Campaign, azzerare le emissioni della mobilità urbana entro il 2030 sarà essenziale per tenerci sulla strada degli obiettivi sul clima di Parigi: -55% CO2 entro il 2030 e neutralità climatica a metà secolo.

Una mobilità non sostenibile significa anche congestione urbana e inquinamento dell’aria. Delle trenta città con la peggiore qualità dell’aria in Europa, dieci sono italiane. E infatti il nostro Paese è oggetto di molteplici procedure d’infrazione europee per l’assenza di politiche adeguate in materia

“Le città italiane sono tra le più inquinate e congestionate d’Europa. Non si tratta di un incidente di percorso, ma del prodotto di decenni di centralità dell’auto e di dipendenza dai combustibili fossili. Abbiamo progettato le nostre città, e le abbiamo modificate negli anni, con in mente l’automobile” conclude il responsabile di Clean Cities Italia. “È il momento di invertire questo paradigma, ripensando lo spazio urbano e la mobilità, a favore degli spostamenti a piedi, in bici e con i mezzi pubblici o di sharing mobility. Ma per farlo, e rapidamente, i sindaci italiani dovranno dimostrare più coraggio e lungimiranza”.

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