A Bari prende il via “Andiamo a scuola: Bari per la sostenibilità”, un progetto di educazione ambientale rivolto alle scuole dell’infanzia e alle famiglie, promosso dall’associazione culturale Everything is Connected in collaborazione con il WWF Levante Adriatico e sostenuto dal Comune di Bari, con il coinvolgimento degli assessorati al Clima, Transizione ecologica e Ambiente e alla Conoscenza, insieme alla Consulta comunale per l’Ambiente.
Il programma, presentato a Palazzo di Città, coinvolgerà circa 180 bambine e bambini tra i 3 e i 6 anni, insieme ai loro genitori, con l’obiettivo di promuovere comportamenti quotidiani più sostenibili e contribuire alla costruzione di una coscienza ambientale collettiva. Al centro del progetto c’è l’idea che la transizione ecologica non possa basarsi solo su norme o politiche pubbliche, ma debba nascere anche da scelte quotidiane consapevoli, capaci di incidere sulla qualità ambientale e sanitaria delle comunità.
Secondo Maria Teresa Salvati, presidente dell’associazione Everything is Connected, il progetto punta a lavorare sul momento in cui si formano le prime relazioni con il mondo: l’infanzia e la vita familiare. Per questo il percorso coinvolgerà contemporaneamente bambini e genitori attraverso laboratori creativi, incontri informativi e un sistema di misurazione scientifica dell’impatto delle scelte quotidiane, con l’obiettivo di verificare come la somma dei comportamenti individuali possa contribuire alla riduzione delle emissioni di CO₂ e di altri inquinanti.
Il progetto rappresenta anche la prima applicazione strutturata dell’Emozionario Ambientale®, uno strumento educativo sviluppato per cambiare la narrazione della crisi ecologica, passando dall’eco-ansia alla partecipazione attiva. L’obiettivo è trasformare gesti come ridurre i rifiuti o fare correttamente la raccolta differenziata da semplici azioni tecniche a atti culturali e civici, capaci di generare consapevolezza e responsabilità condivisa.
Per l’assessora alla Conoscenza Elda Perlino, l’iniziativa rappresenta un investimento sulle nuove generazioni: educare alla cura dell’ambiente significa promuovere uno stile di vita che tenga conto degli equilibri tra comunità umane, ecosistemi e biodiversità. Partire dai bambini permette inoltre di attivare un effetto positivo anche sulle famiglie e sulla comunità più ampia.
L’assessore al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Vito Lacoppola sottolinea come la scuola sia il luogo in cui costruire fin dai primi anni una cultura della sostenibilità. Attraverso attività pratiche – come orti didattici, laboratori sul riciclo e momenti di scoperta del territorio – i bambini sviluppano un rapporto diretto con l’ambiente e comprendono il valore dei piccoli gesti quotidiani.
Il progetto vede anche il contributo del WWF Levante Adriatico, che da decenni promuove percorsi di educazione ambientale rivolti ai più giovani. Come ricorda Maria Panza, referente regionale per l’educazione ambientale del WWF, il coinvolgimento diretto dei bambini in attività manuali e pratiche rappresenta uno strumento fondamentale per trasmettere conoscenze scientifiche e valori legati alla tutela degli ecosistemi.
Laboratori e partecipazione delle famiglie
Il programma prevede otto moduli educativi destinati alle scuole dell’infanzia, articolati in attività rivolte sia ai bambini sia ai genitori. Tra le iniziative principali il laboratorio “Piccoli Guardiani del Riciclo”, un percorso esperienziale che porterà i bambini a scoprire il ciclo dei materiali e il valore del riuso attraverso giochi, classificazione dei rifiuti e attività manuali di produzione di carta riciclata.
Durante i laboratori, i bambini realizzeranno anche contenitori per la raccolta differenziata, che resteranno a disposizione delle classi come strumenti permanenti di educazione ambientale.
Parallelamente sono previsti incontri formativi per i genitori, dedicati ai temi dei rifiuti, della plastica, della raccolta differenziata e degli impatti ambientali e sanitari legati alla gestione dei rifiuti.
Citizen science per valutare i risultati
Uno degli elementi più innovativi del progetto è l’introduzione di un percorso di citizen science, che permetterà di valutare in modo scientifico i cambiamenti nei comportamenti delle famiglie coinvolte. Ai genitori saranno somministrati questionari prima e dopo il percorso educativo per verificare eventuali miglioramenti in ambiti come:
- riduzione dei rifiuti domestici
- correttezza della raccolta differenziata
- diminuzione dell’uso della plastica
- riduzione degli sprechi alimentari.
L’obiettivo è trasformare l’educazione ambientale in un processo misurabile e verificabile, capace di produrre dati utili per la comunità e per la definizione di future politiche pubbliche.
Bari città pilota di un nuovo modello educativo
Con “Andiamo a scuola: Bari per la sostenibilità”, il capoluogo pugliese diventa città pilota di un modello che integra educazione ambientale, innovazione sociale e valutazione dell’impatto. L’iniziativa dimostra come la transizione ecologica possa partire anche dai gesti quotidiani e dalle nuove generazioni, trasformando comportamenti individuali in azioni collettive capaci di incidere concretamente sulla sostenibilità delle città.

