La campagna “Stop Food Oils and Fats in the Sea” entra nel 2026 con un nuovo slancio e una missione chiara: contrastare la dispersione degli oli alimentari esausti nel mare e rafforzare la raccolta sia lungo le coste sia nelle case. L’iniziativa, promossa da Nuova C.Plastica, è stata riconosciuta dall’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile come Buona Pratica Territoriale 2025, un sigillo di qualità che valorizza il lavoro svolto in questi mesi tra porti, lidi, scuole e comunità costiere.
Una campagna nata sulle coste italiane che ora guarda al Paese intero
Lanciata l’8 giugno 2025 a Sperlonga, nella cornice della Giornata Mondiale degli Oceani, la campagna ha coinvolto decine di porti turistici, stabilimenti balneari e migliaia di turisti e diportisti, puntando su una comunicazione semplice ma efficace: gli oli alimentari esausti (OAE) sono un rifiuto pericoloso per depuratori, fognature e ecosistemi marini, ma possono diventare una risorsa se recuperati correttamente.
Un messaggio particolarmente importante in Italia, dove ogni anno si consumano oltre 1,5 miliardi di conserve in scatola: il contenuto oleoso, dal 15% al 30%, spesso finisce in mare o negli scarichi domestici, mentre potrebbe essere trasformato in biodiesel o altre materie prime dell’economia circolare.
Il coinvolgimento delle scuole e dei giovani Chef: “dalla scatoletta alla tanichetta”
Una delle innovazioni più apprezzate è stata la partecipazione degli Istituti Alberghieri, con studenti e docenti Chef come ambasciatori della filosofia “Dalla scatoletta alla Tanichetta”: recuperare anche l’olio residuo delle conserve, non solo quello delle fritture.
La campagna, presentata anche a Ecomondo 2025, ha sviluppato strumenti didattici e materiali creativi per sensibilizzare le nuove generazioni, dalla mascotte Marino al gioco educativo “I Guardiani del Mare – Race to 2030”, fino alla Bandiera Stop Food Oils and Fats in the Sea che ha iniziato a sventolare in vari porti e lidi aderenti.
Comunicazione e simboli condivisi: una mobilitazione che unisce enti, associazioni e comunità
Il progetto ha ottenuto il sostegno dei Consorzi nazionali per la raccolta degli oli esausti, che hanno contribuito con mezzi, know-how e materiali informativi. La strategia comunicativa ha puntato su strumenti immediati, capaci di coinvolgere famiglie, operatori turistici, imprese e scuole:
- punti di raccolta negli stabilimenti balneari,
- kit informativi per porti e Comuni,
- eventi di sensibilizzazione,
- campagne social per raggiungere anche il pubblico più giovane.
Il 2026 segna la nuova espansione: porti, spiagge, scuole e cittadini protagonisti
Dopo il successo della prima fase, la campagna 2026 punta ad allargarsi ulteriormente:
- porti turistici e commerciali,
- stabilimenti balneari e lidi attrezzati,
- Comuni e amministrazioni locali,
- scuole e istituti alberghieri,
- famiglie, con particolare attenzione alla raccolta domestica degli oli.
L’obiettivo è duplice: aumentare i punti di conferimento e cambiare le abitudini quotidiane, portando la raccolta degli OAE a diventare un gesto naturale, al pari della raccolta differenziata.
Il nodo della raccolta domestica: “la sfida è culturale”
Nelle parole di Piero Camoli, Amministratore di Nuova C.Plastica, emerge chiaramente il salto di qualità necessario:
“Il premio ASviS ci stimola ad andare oltre. Ma resta un enorme divario sulla raccolta domestica: gran parte dell’olio finisce ancora negli scarichi, danneggiando depuratori e ambiente marino. Serve una comunicazione continua e capillare, che coinvolga enti, associazioni, istituzioni e cittadini”.
Camoli sottolinea inoltre:
“La sfida non è solo tecnica, ma culturale: ciò che oggi consideriamo scarto può diventare energia, biodiesel e nuove materie prime. Educare i giovani significa educare le famiglie. Per questo vogliamo rafforzare i social media e le campagne di comunità, creando un movimento diffuso che renda la raccolta degli oli alimentari esausti un’abitudine quotidiana”.
Un mare più pulito, un Paese più responsabile
“Stop Food Oils and Fats in the Sea” guarda al 2026 con un programma più ampio, più strutturato e più inclusivo. Il mare è un bene comune, e ogni piccolo gesto — dalla cucina di casa al porto turistico — può contribuire a proteggerlo.
Per adesioni, materiali informativi e aggiornamenti: www.stopfoodoils.it

