Ambiente

AIRES, il nuovo Centro dell’Atmosfera al Monte Cimone: un ponte tra scienza, scuola e società

È stato presentato il progetto AIRES – Atmosphere and Climate International Research and Educational Center, il nuovo Centro dell’Atmosfera e del Clima che nascerà alla Rocca di Sestola (Modena).
L’obiettivo è ambizioso: creare un punto di riferimento regionale, nazionale e internazionale per conoscere e comprendere l’atmosfera e il clima che cambia, promuovendo il dialogo tra ricerca scientifica, formazione e cittadinanza attiva.

Dalla vetta del Cimone al cuore dell’educazione climatica

AIRES nasce dall’esperienza pluridecennale degli Osservatori del Monte Cimone, gestiti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (Cnr-Isac) e dall’Aeronautica Militare, che da anni monitorano la composizione chimico-fisica dell’atmosfera nel contesto del programma internazionale Global Atmosphere Watch (GAW) dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO).
L’Osservatorio “O. Vittori”, a 2.165 metri, è infatti l’unica stazione di alta quota del Mediterraneo inclusa nella rete mondiale delle 13 “Global Stations”, piattaforme cruciali per comprendere l’evoluzione del clima e la qualità dell’aria nel Sud Europa e nel bacino del Po.

Il nuovo Centro, ospitato a 1.000 metri nella storica Rocca di Sestola, costituirà un’estensione divulgativa e formativa di quell’esperienza scientifica. Il progetto è promosso da Cnr-Isac e Aeronautica Militare, con la collaborazione di ART-ER Emilia-Romagna, del Parco del Frignano, del MAB UNESCO Appennino tosco-emiliano, del Comune di Modena e del Comune di Sestola, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.

Un luogo per vivere la scienza

AIRES sarà uno spazio di ricerca, educazione e divulgazione: una sala convegni, tre sale immersive, due laboratori per esperimenti, una caffetteria e una foresteria da 40 postiospiteranno attività per scuole, università e cittadini.
Il Centro sarà anche sede di campus, conferenze, incontri pubblici e attività aziendali, integrando il già noto “Sentiero dell’Atmosfera”, il percorso didattico all’aperto che collega da vent’anni la stazione di Sestola alla vetta del Cimone, lungo 300 metri e con 20 pannelli illustrativi sulle relazioni tra atmosfera, clima e ambiente.

AIRES vuole essere un riferimento aperto a studenti, docenti, tecnici e amministratori, per comprendere i fenomeni atmosferici e i cambiamenti climatici, offrendo esperienze dirette e percorsi di consapevolezza ambientale”, ha spiegato Paolo Bonasoni, presidente di Proambiente Tecnopolo Bologna-CNR e già responsabile dell’Osservatorio Cnr-Isac del Monte Cimone.

Scienza, consapevolezza e corresponsabilità

“La crisi climatica non è un orizzonte lontano, ma una realtà che tocca la vita quotidiana delle nostre comunità. AIRES rappresenta una risposta concreta e necessaria, capace di unire conoscenza, consapevolezza e azione”, ha sottolineato la senatrice Enza Rando durante la presentazione nella Sala “Caduti di Nassirya”.

Il Centro, che aprirà ufficialmente nella primavera 2026, ha già ospitato prime attività di formazione, tra cui due scuole internazionali di alta formazione promosse dal Cnr nell’ambito dei programmi ACTRIS, ITINERIS e ICOS, e giornate divulgative dedicate a studenti e turisti.
Nel prossimo futuro ospiterà anche un Parco della Biodiversità, nell’ambito del progetto NBFC del PNRR.

Un presidio scientifico e culturale per l’Appennino

AIRES si propone come laboratorio di cittadinanza scientifica, un luogo dove la conoscenza del clima si intreccia con la valorizzazione del territorio montano e delle aree interne.
La combinazione di ricerca avanzata, didattica e turismo ambientale farà della Rocca di Sestola un polo d’eccellenza per l’educazione climatica e un modello replicabile in altre regioni italiane.

Come ha ricordato Francesco Petracchini, direttore del Dipartimento Cnr-Dsstta: “AIRES è un’infrastruttura che coniuga scienza e società, promuovendo un nuovo modo di raccontare l’atmosfera e il clima: non solo attraverso dati e grafici, ma attraverso esperienze dirette e partecipate”.

Con la sua apertura, l’Appennino modenese si prepara dunque ad accogliere un centro europeo d’avanguardia nella comunicazione e nella formazione ambientale: un luogo dove comprendere il cielo per prendersi cura della Terra.

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