Da ottobre scorso l’Italia è ufficialmente entrata nel network di Global Biodiversity Information Facility (GBIF), la principale infrastruttura mondiale dedicata alla condivisione e all’uso dei dati sulla biodiversità. Un passo importante che apre nuove opportunità per la comunità scientifica nazionale, a partire dall’accesso a bandi e premi internazionali.
Tra questi, è appena stata lanciata la call “2026 GBIF Graduate Researchers Award”, rivolta a studenti universitari e dottorandi. Il premio, pari a 5.000 euro, sostiene progetti di ricerca che utilizzano dati provenienti da GBIF e che dimostrano un approccio innovativo all’analisi della biodiversità, includendo ambiti come tassonomia, biogeografia, ecologia e discipline affini.
Per l’Italia, la scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 15 maggio 2026. Il nodo nazionale italiano selezionerà le due migliori proposte, che saranno poi trasmesse a GBIF per la valutazione finale e l’individuazione dei vincitori a livello internazionale.
La partecipazione è aperta e relativamente semplice: è sufficiente inviare in lingua inglese la documentazione richiesta all’indirizzo diego.fontaneto@cnr.it. I materiali da presentare includono:
- un research summary (200 parole);
- una descrizione del progetto (massimo cinque pagine, carattere Arial 12);
- il curriculum vitae;
- la documentazione di supporto, comprensiva di certificazione dello status di studente e da una a tre lettere di sostegno.
L’ingresso dell’Italia in GBIF rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare la ricerca sulla biodiversità, valorizzare i dati aperti e favorire l’integrazione della comunità scientifica nazionale nelle reti internazionali. La diffusione di questo bando tra università, enti di ricerca e società naturalistiche può contribuire a far emergere nuovi progetti e competenze, in un momento cruciale per la conoscenza e la tutela degli ecosistemi.
Per maggiori dettagli è possibile consultare il bando ufficiale pubblicato da GBIF.

