Rifiuti

Dall’intelligenza artificiale un assist all’educazione ambientale: Dusty lancia il progetto Robidone

Un robot “riciclone”, costruito con materiali recuperati e guidato dall’intelligenza artificiale, per insegnare ai più giovani le regole della raccolta differenziata in modo semplice, immediato e coinvolgente. È Robidone, il progetto pilota lanciato da Dusty, presentato per la prima volta agli studenti della Scuola media Balsamo Pandolfini di Termini Imerese.

L’iniziativa punta a innovare l’educazione ambientale, sfruttando una tecnologia green basata sull’intelligenza artificiale per rendere più efficace l’apprendimento delle buone pratiche legate al corretto conferimento dei rifiuti. Un approccio che unisce sostenibilità, tecnologia ed etica, parlando il linguaggio delle nuove generazioni.

Un robot itinerante per imparare divertendosi

Robidone è stato ideato da Matteo Suzzi ed è interamente realizzato con materiali riciclati. Il suo aspetto simpatico e la capacità di interagire con gli studenti hanno subito catturato l’attenzione delle classi prime e seconde dell’istituto termitano, coinvolte in una lezione partecipata fatta di curiosità, consigli pratici e “regole d’oro” per una raccolta differenziata di qualità.

Grazie all’intelligenza artificiale, il robot è in grado di adattare i contenuti, stimolare domande e rendere l’esperienza formativa più dinamica rispetto ai tradizionali strumenti didattici. L’obiettivo è trasformare l’apprendimento in un’esperienza attiva, capace di lasciare un segno duraturo nei comportamenti quotidiani.

Tecnologia ed etica per una gestione più sostenibile dei rifiuti

«Ho voluto fortemente il progetto Robidone – spiega Rossella Pezzino de Geronimo, amministratore unico di Dusty – perché rappresenta la conferma di un impegno che la nostra azienda rinnova da quarant’anni. L’incontro tra tecnologia ed etica consente oggi un salto di qualità verso una gestione responsabile ed efficiente della raccolta differenziata e la progressiva riduzione del conferimento in discarica».

Secondo Pezzino de Geronimo, Robidone è in grado di trasferire in modo rapido e comprensibile un patrimonio di conoscenze ai più giovani, che possono diventare veri e propri ambasciatori dell’ambiente, condividendo quanto appreso con le loro famiglie e contribuendo ad attivare un circolo virtuoso orientato alla sostenibilità.

Il ruolo chiave delle scuole nei risultati ambientali

L’importanza dell’educazione ambientale emerge anche dai risultati raggiunti a livello locale. «Nel 2020, quando mi sono insediata, la percentuale di raccolta differenziata a Termini Imerese era ferma al 19% – ricorda la sindaca Maria Terranova –. Dopo cinque anni di lavoro intenso e di una sinergia proficua con Dusty siamo riusciti a superare il 65%».

Un traguardo che, secondo la prima cittadina, è frutto non solo dell’attenzione quotidiana al territorio, ma anche di un investimento costante nella formazione delle scuole. «Rispetto per la città, tutela dell’ambiente e decoro urbano – sottolinea – sono il risultato di processi culturali che richiedono tempo, pazienza e impegno».

Il progetto Robidone si inserisce proprio in questa visione di lungo periodo, dimostrando come l’innovazione tecnologica possa diventare un alleato prezioso per costruire una nuova cultura ambientale a partire dalle generazioni più giovani.

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