Dal Rapporto ENEA emerge un’Italia sospesa tra progresso tecnologico e ritardi strutturali
“Dobbiamo imparare a pensare come buoni antenati.” La citazione scelta in apertura del Rapporto annuale sull’efficienza energetica 2025 dell’ENEA non è casuale: sintetizza la sfida che il nostro Paese deve affrontare nei prossimi cinque anni. La transizione energetica non è più solo una questione di obiettivi ambientali, ma un progetto di civiltà, fondato su innovazione, giustizia sociale e sostenibilità economica.
L’Italia, sottolinea ENEA, è in una fase cruciale. Dopo il boom degli incentivi legati al Superbonus e la loro riduzione progressiva, il Paese deve passare da una logica emergenziale a una strutturale, costruendo un sistema stabile e duraturo per ridurre i consumi e decarbonizzare i settori edilizio, industriale e dei trasporti.
Edifici: il settore chiave per la decarbonizzazione al 2030
Il comparto edilizio rappresenta oltre il 40% dei consumi energetici nazionali e circa il 36% delle emissioni di CO₂, un dato in linea con la media europea ma che evidenzia un enorme potenziale di risparmio.
Nel 2024, grazie alle misure di efficienza e riqualificazione, si stima un risparmio cumulato di 3,6 Mtep, ma la riduzione complessiva dei consumi si è rallentata rispetto al biennio precedente. L’effetto trainante del Superbonus ha lasciato spazio a una nuova fase: quella della pianificazione selettiva e dell’efficacia degli interventi, più che della quantità.
Nuovi strumenti europei: passaporti di ristrutturazione e standard minimi
Il Rapporto dedica ampio spazio al recepimento della nuova Direttiva EPBD IV (2024/1275/UE), che introduce due novità decisive:
- Il “passaporto di ristrutturazione”, un documento digitale che accompagna l’edificio nel tempo, indicando le tappe progressive di efficientamento per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica.
- Gli standard minimi di prestazione energetica (MEPS) per gli edifici pubblici e residenziali, che diverranno vincolanti nei prossimi anni.
In Italia, ENEA prevede l’avvio sperimentale dei passaporti nel 2026, con priorità agli immobili della PA, alle scuole e agli edifici ERP. Parallelamente, si punta a creare una banca dati nazionale interoperabile per raccogliere informazioni su consumi, materiali, impianti e prestazioni reali, anche in vista del monitoraggio delle emissioni locali.
Il nodo del patrimonio esistente e delle disuguaglianze abitative
Il 74% degli edifici italiani è stato costruito prima del 1980, quindi prima delle prime norme sull’efficienza energetica. Solo l’8% del parco edilizio risulta oggi in classe energetica A o B.
ENEA sottolinea che la riqualificazione del patrimonio esistente non è solo una misura ambientale, ma anche una politica di salute pubblica e di contrasto alla povertà energetica.
Secondo le stime, 2,2 milioni di famiglie italiane vivono in abitazioni inefficienti, con spese energetiche sproporzionate rispetto al reddito.
L’Agenzia propone quindi di concentrare i futuri incentivi su interventi integrati (involucro + impianto + rinnovabili), favorendo l’adozione di pompe di calore, teleriscaldamento efficiente e comunità energetiche.
“L’efficienza non è solo un obiettivo tecnico – si legge nel Rapporto – ma una forma di giustizia sociale: riduce le disuguaglianze e migliora la qualità della vita.”
Mobilità sostenibile: accelerare l’elettrificazione e la pianificazione urbana
Il settore dei trasporti resta la principale fonte di emissioni climalteranti in Italia, responsabile del 25% del totale nazionale. Nonostante la crescita della mobilità elettrica, il ritmo di diffusione dei veicoli a zero emissioni resta insufficiente per centrare gli obiettivi Fit for 55.
Reti di ricarica e transizione infrastrutturale
Il Rapporto ENEA 2025 registra una forte crescita delle infrastrutture di ricarica: +18% nell’ultimo anno, con oltre 67.000 punti installati (dato 2025). Tuttavia, la distribuzione territoriale è ancora squilibrata: il 56% è concentrato nel Nord Italia, mentre Sud e Isole restano al di sotto del 20%.
Grazie ai decreti MASE 109 e 110/2024, sostenuti dal PNRR, nei prossimi due anni saranno realizzate 21.000 nuove stazioni di ricarica, di cui 7.500 in aree urbane e 13.500 su strade extraurbane e autostradali.
Un piano che, secondo ENEA, potrà finalmente ridurre le disuguaglianze territoriali e favorire la transizione delle flotte aziendali e pubbliche.
Mobilità collettiva e integrazione modale
Parallelamente, ENEA evidenzia l’importanza dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) e delle strategie MaaS (Mobility as a Service) per ridurre l’uso dell’auto privata e integrare trasporto pubblico, ciclabilità e sharing.
Le esperienze pilota in città come Milano, Bologna, Firenze e Torino mostrano che ogni 10 nuovi utenti del TPL si evitano 1,4 tonnellate di CO₂ l’anno, a fronte di costi infrastrutturali nettamente inferiori rispetto alle grandi opere stradali.
L’efficienza energetica, sottolinea ENEA, “non riguarda solo i motori o i combustibili, ma l’intero sistema urbano e comportamentale che regola gli spostamenti”.
Energia e salute: una sinergia necessaria
Nel Rapporto si segnala anche la crescente attenzione verso la mobilità attiva, intesa come strumento non solo di sostenibilità ambientale ma anche di prevenzione sanitaria.
Ridurre il traffico motorizzato urbano, sostiene ENEA, significa migliorare la qualità dell’aria, ridurre il rumore e incentivare stili di vita salutari.
Transizione 5.0: l’industria come laboratorio di efficienza
Il nuovo Piano Transizione 5.0, varato nel 2024 e operativo dal 2025, rappresenta il principale strumento per stimolare la decarbonizzazione industriale.
Il Rapporto ENEA ne valuta positivamente la struttura “a obiettivi misurabili”, ma invita a monitorare l’impatto reale dei progetti e a favorire la digitalizzazione energetica delle PMI, spesso ancora escluse per mancanza di competenze tecniche.
Conclusioni: l’efficienza come infrastruttura di futuro
L’ENEA conclude con un messaggio chiaro: “efficienza” oggi significa costruire resilienza, energetica, sociale e ambientale.
Non basta ridurre i consumi: serve una strategia integrata capace di connettere edilizia, mobilità e industria, trasformando il risparmio energetico in un motore di competitività e benessere collettivo.
Il 2025 segna dunque l’inizio del decennio decisivo: quello in cui l’Italia dovrà scegliere se limitarsi a contenere i costi dell’energia o diventare un Paese che produce futuro attraverso l’efficienza.

