Ambiente

Il pianeta visto dall’era dell’uomo

Presentato al Toronto International Film Festival e uscito nel 2018, Anthropocene: The Human Epoch è il terzo capitolo della trilogia documentaristica realizzata da Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky e Nicholas de Pencier, dopo Manufactured Landscapes e Watermark. Se i primi due film esploravano i paesaggi industriali e la risorsa acqua, qui lo sguardo si allarga: l’obiettivo è raccontare l’Antropocene, l’epoca geologica in cui le attività umane sono diventate la principale forza di trasformazione del pianeta.

Il documentario porta lo spettatore in un viaggio globale che mostra come l’uomo stia lasciando un’impronta indelebile: cave di marmo a Carrara, discariche in Africa, miniere a cielo aperto in Germania, barriere coralline distrutte, foreste abbattute, metropoli sterminate. Le immagini, girate in 20 Paesi, hanno una potenza estetica che lascia senza fiato: non solo denuncia, ma anche contemplazione del sublime, in cui la bellezza delle riprese contrasta con l’orrore del loro contenuto.

La narrazione, accompagnata dalla voce di Alicia Vikander, non indulge nel catastrofismo, ma documenta con rigore ciò che la scienza ormai riconosce: i segni dell’Antropocene sono geologicamente misurabili. La combustione di combustibili fossili, la plastica, i fertilizzanti, la perdita di biodiversità, le dighe e le megalopoli stanno cambiando irreversibilmente la Terra.

Il punto di forza del film sta nella capacità di unire arte, scienza e cinema. Burtynsky, fotografo celebre per i suoi paesaggi industriali, trasforma i luoghi di devastazione in quadri visivi di straordinaria potenza. Lo spettatore resta sospeso tra fascinazione estetica e coscienza morale: possiamo davvero ammirare la bellezza di una miniera che allo stesso tempo testimonia la distruzione del pianeta?

Per il dibattito ambientale, Anthropocene offre due spunti fondamentali:

  1. Rendere visibile l’invisibile: fenomeni che spesso percepiamo come astratti (perdita di biodiversità, inquinamento, consumo di suolo) prendono forma concreta davanti agli occhi.
  2. Interrogare la nostra responsabilità: se la specie umana è diventata una forza geologica, allora ha anche la responsabilità di gestire consapevolmente il proprio impatto.

Recensire questo documentario significa proporre ai lettori un’esperienza visiva che va oltre il dato scientifico: un invito a “vedere” davvero le trasformazioni del pianeta e a riflettere sulla scala delle nostre azioni quotidiane.

Anthropocene: The Human Epoch non è un film che lascia speranza immediata, ma uno specchio che ci costringe a guardare chi siamo diventati come specie. E forse, da questa consapevolezza, può nascere la volontà di cambiare.

Rispondi

Translate »

Scopri di più da Ambiente e non solo...

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere