Ambiente

Il primo rapporto nazionale sulle emergenze ambientali: cosa ci dicono i dati SNPA 2024

Nel 2024 il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) ha registrato oltre 2.000 attivazioni in situazioni di emergenza o urgenza ambientale: una fotografia inedita, dettagliata e soprattutto standardizzata grazie alla nuova scheda nazionale di rilevazione che, per la prima volta, consente una lettura omogenea del fenomeno sull’intero territorio.

Il rapporto, pubblicato a ottobre 2025, nasce proprio con questo obiettivo: offrire un quadro chiaro e comparabile delle emergenze ambientali affrontate da ISPRA e dalle Agenzie regionali, mettendo in evidenza le pressioni sul territorio e la capacità tecnica di risposta del Sistema.

Sversamenti e incendi: gli eventi più frequenti

La tipologia di emergenza più ricorrente sono gli sversamenti, che rappresentano circa il 40% degli interventi. Si tratta di eventi spesso localizzati ma ad alto impatto, che colpiscono principalmente i corpi idrici superficiali: la matrice più vulnerabile e più frequentemente coinvolta, con il 55% dei casi.

Seguono gli incendi (quasi il 20%), che coinvolgono simultaneamente più matrici: atmosfera, suolo, acque e, in alcuni casi, aree naturali o impianti di trattamento rifiuti. Una complessità che richiede risposte tempestive, rilievi in campo e supporto analitico di laboratorio.

Dove avvengono più emergenze? Le differenze tra regioni

Le attivazioni non sono distribuite in modo uniforme. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto da sole concentrano oltre il 60% degli interventi, un dato che tuttavia deve essere letto alla luce dei fattori territoriali: estensione geografica, densità abitativa e soprattutto concentrazione di attività produttive.

La normalizzazione dei dati mostra infatti che regioni meno popolose ma con un tessuto industriale rilevante, come Molise o Trentino, registrano incidenze più elevate rispetto al dato assoluto.

Chi attiva il Sistema? Il ruolo chiave dei Vigili del Fuoco

Il 25% delle attivazioni proviene dai privati cittadini (nei territori in cui è previsto), mentre la quota più consistente arriva da Vigili del Fuoco, forze dell’ordine e Comuni. ISPRA non è stata attivata per emergenze nazionali, ma ha svolto coordinamento tecnico e supporto metodologico.

Acque, aria e suolo: cosa viene campionato

Il rapporto mostra un’intensa attività di campionamento e misure in campo: analisi di acque superficiali, acque sotterranee, aria e suolo sono decisive sia nella fase emergenziale sia nel post-evento, per valutare la diffusione della contaminazione e individuare eventuali responsabilità.

Un sistema che funziona, ma che può migliorare

Il documento sottolinea l’esigenza di:

  • protocolli di attivazione più uniformi tra regioni;
  • banche dati interoperabili e condivise;
  • maggiore integrazione tra SNPA, Protezione civile e Comuni;
  • uso più esteso di droni, sensori e modellistica per la risposta rapida.

La fotografia 2024, pur non esaustiva (non tutte le emergenze generano un’attivazione formale), rappresenta un passo avanti decisivo verso un monitoraggio nazionale trasparente e confrontabile.

È un tassello importante per rafforzare la resilienza ambientale del Paese, in un contesto in cui eventi estremi, industrializzazione, pressione antropica e cambiamenti climatici rendono sempre più necessario un sistema capace di vedere, interpretare e comunicare rapidamente ciò che accade sul territorio.

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