Un luogo per fermarsi, riflettere, dialogare. Senza schermi. È questo lo spirito del nuovo think space “Decostruzione”, il padiglione sperimentale nato dal concorso internazionale Think Space e oggi ospitato nel giardino degli Istituti Filippin, a Pieve del Grappa, nel Trevigiano. Un progetto che unisce creatività, ricerca accademica e intelligenza artificiale, proponendo un’esperienza di interazione sociale “smartphone free” rivolta a studenti e comunità.
Il padiglione è il risultato della collaborazione tra IU International University, Università IUAV di Venezia e 593 Studio, ed è stato realizzato nell’ambito delle iniziative per il centenario degli Istituti Filippin, confermando la vocazione dell’istituto a coniugare didattica, sperimentazione e innovazione.
Un concorso internazionale per pensare lo spazio contemporaneo
Il concorso Think Space, promosso all’interno del corso “ThinkSpace for Contemporary Developments” guidato dal professor Thorsten Klooster, ha coinvolto studenti della rete tedesca della IU International University in un percorso progettuale durato quattro mesi. La sfida: immaginare uno spazio di riflessione capace di affrontare i grandi temi del presente – dall’Antropocene all’intelligenza artificiale, dai diritti LGBTQIA++ alle migrazioni, dal cambiamento climatico alle relazioni sociali nell’epoca dei social network – intervenendo su un’area massima di 12 metri quadrati, senza vincoli su materiali e tecniche costruttive.
Il percorso è iniziato nel 2023 con un viaggio di studio in Veneto, durante il quale gli studenti hanno visitato alcuni luoghi simbolo dell’architettura contemporanea, come la Tomba Brion, la Gypsoteca di Possagno e la Biblioteca dei Tolentini dello IUAV. Il contatto diretto con il territorio e con le realtà locali ha posto le basi per una progettazione concreta e radicata nel contesto.
“Decostruzione”: una scultura abitabile che invita al pensiero
Tra le venti proposte presentate, la giuria – composta da docenti dello IUAV, della IU International University, da 593 Studio e dalla dirigenza scolastica – ha selezionato il progetto “Decostruzione”, firmato da Aaron Mielke, Julian Schwarz e Maximilian Johr. Il risultato è una struttura di 9 metri quadrati, smontabile e riciclabile, concepita come una scultura abitabile che interpreta il tema del movimento in rapporto alla sosta e alla riflessione.
Elemento centrale del progetto è la scala, riletta come metafora architettonica del pensiero: un dispositivo che invita a salire, fermarsi, osservare e cambiare prospettiva. Il processo progettuale ha integrato anche l’uso di DALL·E, impiegato per esplorare varianti spaziali e visualizzazioni iterative, stimolando una riflessione profonda sull’interazione tra creatività umana e intelligenza artificiale.
Un luogo simbolico per la comunità educativa
«Decostruzione non è solo un padiglione, ma un dispositivo spaziale che invita a interrogarsi sulle forme del pensiero contemporaneo», sottolinea Michele Sbrissa, CEO di 593 Studio, evidenziando come l’uso dell’intelligenza artificiale abbia arricchito il processo progettuale e l’immaginario degli studenti.
Per il dirigente scolastico Sileno Rampado, il progetto dimostra il valore di una didattica che mette gli studenti al centro: «Il think space è la prova concreta di come la scuola possa trasformarsi in un laboratorio reale di idee, responsabilità e partecipazione».
Con “Decostruzione”, gli Istituti Filippin si dotano di un nuovo spazio simbolico e funzionale: un ambiente aperto, inclusivo e libero dagli smartphone, che invita a rallentare e a costruire relazioni e pensiero critico. Un piccolo padiglione che racconta, in modo potente, la sensibilità delle nuove generazioni e il dialogo tra formazione, territorio e progettualità internazionale.

