Ambiente

JUNK. Il futuro in discarica: l’arte di Uter tra Intelligenza Artificiale e coscienza ecologica

Prosegue il filone di AmbienteNonSolo dedicato a arte e ambiente, uno spazio in cui raccontiamo come la creatività possa farsi strumento critico di lettura della crisi ecologica. In questo solco si inserisce JUNK. Il futuro in discarica, la mostra personale di Arturo Ursumando, in arte Uter, a cura di Velia Littera, ospitata dalla Galleria Pavart di Roma dal 19 marzo al 10 aprile 2026 (vernissage il 18 marzo).

Rifiuti, visioni, artificio

JUNK affronta uno dei nodi più urgenti del nostro tempo: l’inquinamento globale e l’accumulo dei rifiuti. Ma non lo fa attraverso la documentazione tradizionale. Uter sceglie la meta-fotografia, una pratica che supera la registrazione del reale e trasforma l’immagine in riflessione sul proprio linguaggio.

Le opere, generate con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, presentano due registri distinti:

  • scenari apparentemente realistici che rivelano una dimensione surreale e disturbante;
  • composizioni di oggetti e figure trasformate in icone drammatiche dall’estetica quasi pop.

Il risultato è un cortocircuito visivo: ciò che sembra familiare diventa inquietante. L’eccesso, l’accumulo, l’artificio emergono come segni di un mondo che consuma e scarta senza misura.

L’Intelligenza Artificiale come pittura digitale

In questo progetto l’Intelligenza Artificiale non è gadget tecnologico, ma strumento concettuale. Diventa una sorta di pittura digitale, capace di generare scenari che nessuna macchina fotografica potrebbe catturare. Non si limita a mostrare rifiuti: li trasforma in simboli.

Le immagini non documentano una discarica. Mettono lo spettatore di fronte alla propria responsabilità nel ciclo del consumo. Il rifiuto materiale diventa metafora di rifiuti culturali, politici, etici: ciò che la società preferisce rimuovere e accumulare ai margini.

In questo senso JUNK dialoga con molte delle esperienze artistiche che abbiamo raccontato su AmbienteNonSolo: opere che non illustrano l’emergenza ambientale, ma la interrogano, la rendono esperienza emotiva, la trasformano in domanda collettiva.

Lo sguardo del “Bambino”

Nato a Napoli nel 1972, Uter vive e lavora tra Roma. La sua poetica ruota attorno allo sguardo del “Bambino”, capace di oltrepassare le apparenze e cogliere i pensieri nascosti nella realtà quotidiana. Formato in montaggio cinematografico all’Istituto Roberto Rossellini e diplomato in teatro con Fiorenzo Fiorentini, integra fotografia, arti digitali e sperimentazione tecnologica in un linguaggio personale che definisce Photo Painting.

La contaminazione tra arte e vita è cifra costante del suo percorso, così come l’uso consapevole delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza Artificiale come strumenti creativi, non sostitutivi dello sguardo umano.

Un’esperienza critica e sensoriale

La curatrice Velia Littera concepisce JUNK come un percorso immersivo che stimola una fruizione attiva. La meta-fotografia diventa dispositivo critico: l’immagine non chiede solo di essere guardata, ma interrogata.

In un’epoca in cui la crisi ecologica rischia di diventare rumore di fondo, l’arte può ancora produrre uno scarto – visivo, emotivo, culturale. Può rendere visibile ciò che preferiamo non vedere.

JUNK non parla soltanto di discariche. Parla del futuro che stiamo costruendo. E ci chiede, con urgenza, se vogliamo davvero abitarlo.


Mostra: JUNK
Artista: Arturo Ursumando (Uter)
Curatrice: Velia Littera
Sede: Galleria Pavart, Via Giuseppe Dezza 6b, Roma
Date: 19 marzo – 10 aprile 2026
Vernissage: 18 marzo 2026, ore 18.00
Wine tasting: Casa vinicola Borgo del Baccano

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