Ambiente e salute Emergenza climatica

L’inazione climatica costa milioni di vite: l’allarme del Lancet Countdown 2025

Ogni frazione di grado in più ha un prezzo in vite umane. Ondate di calore, insicurezza alimentare, perdita di lavoro e crisi sanitaria globale: la nona edizione del Lancet Countdown on Health and Climate Change, pubblicata in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), descrive un mondo che sta già pagando il prezzo dell’inazione climatica.

La salute come misura del cambiamento climatico

Presentato a Ginevra il 29 ottobre 2025, il rapporto — frutto del lavoro di oltre 100 scienziati di 71 istituzioni accademiche e agenzie ONU coordinate dall’University College London — analizza 20 indicatori chiave che collegano salute e clima. In 12 casi su 20 i valori hanno raggiunto livelli record, segnalando come il riscaldamento globale stia minando la salute, la sicurezza alimentare, la stabilità economica e la coesione sociale.

“La crisi climatica è una crisi sanitaria,” afferma Jeremy Farrar, vicedirettore generale dell’OMS. “Ogni frazione di grado in più costa vite e mezzi di sussistenza. Ma la stessa azione per il clima può essere la più grande opportunità sanitaria della nostra epoca.”

Ondate di calore e mortalità: una curva in salita

Negli ultimi trent’anni il tasso di mortalità legato al calore è aumentato del 23%.
Il 2024 è stato l’anno con il più alto numero di decessi da caldo mai registrato: in media 546.000 morti ogni anno nel mondo.

Il dato è ancora più allarmante se si considera l’esposizione:

  • il cittadino medio ha vissuto 16 giorni di caldo pericoloso che non si sarebbero verificati senza il cambiamento climatico;
  • bambini e anziani hanno affrontato oltre 20 giornate estreme ciascuno, un incremento di quattro volte rispetto a vent’anni fa.

Il rapporto sottolinea inoltre che il rischio di mortalità da calore è triplicato per le persone sopra i 65 anni e che le città europee sono tra le più esposte, con una crescita media di +1,5 °C delle temperature estive urbane rispetto alla media globale.

Siccità, incendi e insicurezza alimentare

Oltre all’aumento delle temperature, gli eventi estremi amplificano le crisi sanitarie indirette.
Le siccità e le ondate di calore del 2023 sono state associate a 124 milioni di persone in più esposte a insicurezza alimentare moderata o grave, aggravata dal calo dei raccolti e dalla perdita di biodiversità agricola.

Gli incendi boschivi, in crescita del 21% negli ultimi cinque anni, hanno prodotto picchi record di particolato fine (PM2,5) e gas tossici, aumentando le patologie respiratorie e cardiovascolari.
Il Lancet Countdown stima che il 70% delle aree urbane globali abbia sperimentato nel 2024 almeno un episodio di inquinamento da fumo di incendi, con impatti stimati in 1,2 milioni di ricoveri ospedalieri aggiuntivi.

L’impatto economico del caldo: lavoro e salute in perdita

La crisi climatica non uccide solo le persone, ma anche la produttività.
Nel 2024 il calore estremo ha causato la perdita di 640 miliardi di ore lavorative, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, con un danno economico di 1.090 miliardi di dollari.
In parallelo, i costi sanitari dei decessi tra gli anziani dovuti al caldo hanno superato i 261 miliardi di dollari.

Il rapporto avverte che, senza un adattamento rapido, la perdita di ore di lavoro potrebbe raddoppiare entro il 2040, compromettendo la sicurezza alimentare e la stabilità sociale.

Fossili ancora sovvenzionati: 956 miliardi di dollari nel 2023

Il Lancet Countdown mette in luce la più grave contraddizione delle politiche globali:
mentre le morti da caldo e inquinamento aumentano, i governi continuano a finanziare i combustibili fossili.
Nel 2023 le sovvenzioni nette ai fossili hanno raggiunto 956 miliardi di dollari, più del triplo dei fondi promessi per sostenere i Paesi più vulnerabili al clima.
In 15 Stati queste spese superano l’intero bilancio sanitario nazionale.

“È un paradosso tragico: investiamo per alimentare la malattia invece che la cura,” commenta Marina Romanello, direttrice esecutiva del Lancet Countdown.

I benefici misurabili dell’azione climatica

Nonostante l’inazione di molti governi, i dati mostrano che le soluzioni funzionano:

  • tra il 2010 e il 2022 la riduzione del carbone nella generazione elettrica ha evitato 160.000 morti premature all’anno;
  • le energie rinnovabili hanno raggiunto il 12% della produzione elettrica mondiale, con 16 milioni di nuovi posti di lavoro;
  • trasporti attivi e pubblici stanno riducendo le emissioni e migliorando la salute urbana;
  • due terzi degli studenti di medicina nel 2024 hanno ricevuto formazione specifica su clima e salute.

Il Countdown propone una serie di azioni prioritarie:

  1. eliminare progressivamente i combustibili fossili a favore di fonti rinnovabili;
  2. promuovere diete sane e sostenibili, con meno carne rossa e più vegetali;
  3. rafforzare i sistemi sanitari resilienti e a basse emissioni;
  4. investire nella protezione sociale per i lavoratori colpiti dal caldo e dalle crisi ambientali.

Secondo le stime, una rapida transizione energetica combinata a una trasformazione dei sistemi alimentari potrebbe salvare oltre dieci milioni di vite all’anno.

Città e sanità in prima linea

Il rapporto segnala anche una crescente leadership locale.
Nel 2025, 834 città su 858 hanno completato o avviato piani di valutazione dei rischi climatici.
Le amministrazioni urbane, spesso più rapide dei governi nazionali, stanno introducendo misure come ombreggiamenti, corridoi verdi, riduzione del traffico e sistemi di allerta sanitaria per le ondate di calore.

Il settore sanitario stesso ha ridotto le proprie emissioni del 16% tra il 2021 e il 2022, migliorando al contempo l’efficienza energetica e la qualità delle cure.
Inoltre, 58% dei Paesi membri dell’OMS ha completato una valutazione di vulnerabilità sanitaria climatica, e 60% dispone ora di un Piano nazionale di adattamento sanitario.

Un messaggio per i decisori

Dopo nove edizioni, il Lancet Countdown on Health and Climate Change rimane la più completa valutazione globale delle connessioni tra clima e salute.
La sua conclusione non lascia spazio all’ambiguità:

l’inazione climatica è già oggi la principale causa di morte evitabile del XXI secolo.


Fonte:
The Lancet Countdown on Health and Climate Change 2025, in collaborazione con World Health Organization (WHO)University College London.
DOI: 10.1016/S0140-6736(25)01919-1

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