Acqua Commissione Europea

Più tutela per fiumi e falde: il Consiglio Ue adotta nuove regole contro pesticidi, farmaci e Pfas

Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato in via formale la direttiva che aggiorna l’elenco delle sostanze inquinanti nelle acque superficiali e sotterranee, introducendo standard più severi e un sistema di monitoraggio rafforzato in tutta l’Unione.

Il provvedimento modifica la Direttiva quadro sulle acque, la Direttiva sulle acque sotterranee e la Direttiva sugli standard di qualità ambientale, allineando la normativa europea alle più recenti evidenze scientifiche.

Nuovi inquinanti sotto controllo

La lista europea delle sostanze pericolose viene ampliata e aggiornata: entrano pesticidi, prodotti farmaceutici (come analgesici e antidolorifici), bisfenoli e le sostanze per- e polifluoroalchiliche (Pfas), i cosiddetti “forever chemicals”, noti per la loro persistenza nell’ambiente.

Per la prima volta, la direttiva introduce regole per valutare il rischio cumulativo delle miscele chimiche, riconoscendo che in fiumi, laghi e falde gli inquinanti non agiscono isolatamente ma in combinazione.

Per diverse sostanze già presenti in elenco vengono inoltre fissati standard di qualità ambientale più stringenti.

Microplastiche e resistenza antimicrobica nelle watchlist

In vista dei futuri aggiornamenti, la direttiva inserisce microplastiche e indicatori di resistenza antimicrobica nelle liste di osservazione europee, strumenti utili a monitorare contaminanti emergenti prima che diventino un problema strutturale.

Si tratta di un passaggio rilevante anche in chiave sanitaria: l’inquinamento chimico delle acque è associato a rischi per la salute umana e a effetti acuti e cronici sugli organismi acquatici.

Monitoraggi più avanzati e maggiore trasparenza

Il testo rafforza gli obblighi di monitoraggio e rendicontazione per gli Stati membri. Tra le novità:

  • monitoraggio “effect-based” delle acque superficiali, per valutare l’impatto delle miscele chimiche;
  • possibilità di utilizzare tecnologie di telerilevamento e osservazione della Terra;
  • obbligo di riportare dati su qualità biologica, chimica e stato complessivo dei corpi idrici, per garantire maggiore comparabilità a livello europeo.

“L’acqua è una priorità assoluta della presidenza cipriota”, ha dichiarato Maria Panayiotou, ministra dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e dell’Ambiente della Repubblica di Cipro, sottolineando come la qualità delle acque sia fondamentale per la resilienza degli ecosistemi, l’accesso all’acqua potabile e la tutela della salute dei cittadini europei.

Un quadro ancora critico

Secondo i dati dei Piani di gestione dei bacini idrografici – strumento centrale della Direttiva quadro sulle acque – il 46% delle acque superficiali e il 24% delle acque sotterranee nell’Unione europea non rispettano gli attuali standard di qualità ambientale, con forti differenze tra Stati membri.

La nuova direttiva punta a colmare queste lacune, rafforzando la protezione contro inquinanti emergenti e miscele chimiche, in un contesto in cui la pressione su fiumi, laghi e falde resta elevata.

Prossimi passaggi

Con l’adozione formale da parte del Consiglio si conclude la procedura in questa sede. Il Parlamento europeo dovrebbe votare in via definitiva entro la fine di marzo.

Gli Stati membri avranno tempo fino al 2039 per adeguarsi ai nuovi standard per acque superficiali e sotterranee. Per le sostanze soggette a standard più severi nelle acque superficiali, la scadenza è fissata al 2033.

Un orizzonte temporale ampio, che apre però una questione cruciale: tradurre rapidamente le nuove regole in controlli efficaci, investimenti nei sistemi idrici e riduzione alla fonte degli inquinanti, per garantire davvero acqua pulita alle generazioni presenti e future.

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