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Ambiente, Salute e Mobilità Sostenibile, intervista a Marco Talluri

Marco Talluridirettore del blog giornalistico Ambientenonsolo, intervistato da Chiara Rossi e Ettori Paoletti, del corso in Marketing sociale presso l’Università degli studi di Bologna.

Continua la collaborazione con Giuseppe Fattori, che nell’ambito delle attività di insegnamento del marketing sociale presso l’Università degli studi di Bologna, ha promosso l’iniziativa “Ambiente e salute in 100 secondi” – realizzata in collaborazione anche con ISDE Italia -, brevi interviste curate dagli studenti del corso di Marketing sociale UNIBO e pagine di approfondimento sui temi di Agenda 2030 e One Health per lo sviluppo sostenibile.

Ettore Paoletti: Buonasera, il 22 maggio come lei ben sa è stato pubblicato il consueto rapporto annuale “Mobilitaria”, che ci fornisce i dati in questo caso del 2024, circa la mobilità e la qualità dell’aria delle 14 città metropolitane italiane, potrebbe illustrarci quali sono i dati emersi secondo lei più significativi

Marco Talluri: Si, ben volentieri, avendo partecipato alla redazione del rapporto poi anche alla presentazione. Il rapporto tradizionalmente si occupa di qualità dell’aria e di mobilità. Due parole sulla qualità dell’aria, la situazione non è affatto buona, tanto è vero che Kyoto Club insieme con ISDE, stiamo monitorando la situazione anche nel 2025. I dati che emergono è che i nuovi limiti introdotti dalla Direttiva Europea 28/81 approvata nell’ottobre scorso, sono ampiamente superati già dopo quattro mesi anche nel 2025 in più di 18 città sulle 26 che monitoriamo, quindi, i dati della qualità dell’aria indicano delle criticità. Per quanto riguarda invece gli aspetti della mobilità dobbiamo tener conto che nel rapporto si presentano i dati per tutti i vari aspetti e quello che emerge, in primo luogo la mobilità automobilistica cioè il tasso di motorizzazione, dovrebbe diminuire per poter permettere uno sviluppo della mobilità sostenibile, una migliore qualità della vita nelle nostre città, sta continuando ad aumentare. Abbiamo il tasso di motorizzazione più elevato di Europa e continuiamo ad andare avanti in quel senso, ci sono città come Catania dove ci sono più auto e moto che abitanti. Sul versante della mobilità sostenibile, invece, il dato eclatante che emerge è che nell’ultima legge di bilancio il governo ha fatto una scelta, che si commenta da sola, cioè ha azzerato tutte le risorse che ci potevano essere per la realizzazione di tram, metropolitane e piste sciabili e le ha destinate tutte al ponte per lo Stretto cioè quindi in sostanza, anche sul versante della mobilità non va affatto bene, anche se ci sono città soprattutto con i fondi del PNRR, ma anche quelli  finiranno ormai l’anno prossimo, che stanno facendo quello che deve essere fatto, cioè come ad esempio a Firenze e a Bologna che sta andando avanti sulla realizzazione delle reti di tram. Mi fermo qui per stare dentro i tempi, ma potrei tenervi su tante altre questioni relative alla mobilità sostenibile.

Chiara Rossi: Salve, nel suo blog affronta spesso temi quali l’inquinamento ambientale, le microplastiche e la qualità dell’aria, quindi, vorrei chiederle quale ritiene siano oggi le principali sfide ambientali, a volte sottovalutate nel dibattito pubblico, e quali azioni concrete sarebbe necessario invece attuare in modo più efficace?

Marco Talluri: Mi occupo di ambiente e di crisi climatica a 360 ° e devo dire, quando si parla di sottovalutazione, tutte sono sottovalutate. Ogni volta, che vedo un telegiornale mi viene il mal di fegato, perché vedo trattati argomenti che sono anche interessanti ma come dire, non di primo interesse, di prima importanza mentre temi ambientali anche della crisi climatica sono totalmente sottovalutati. Si parlava prima di qualità dell’aria, non se ne parla quasi per niente, se non in casi eccezionali, parlavi giustamente di microplastica, in generale di plastica, ormai in tutti gli studi di cui parlo anche in “Ambiente non solo” si ritrovano le microplastiche, dappertutto: nel sangue, negli animali e quindi sono ormai entrate nell’aria, ovunque. Entrano nel ciclo vitale e quindi nell’acqua, nei pesci e poi li ingeriamo e si ritrovano quindi nel sangue delle persone, quindi, sicuramente l’emergenza plastica è un tema importante ma non solo quella, in generale parlerei di inquinamento chimico. Un argomento di cui si parla pochissimo se non per gli addetti ai lavori, ad esempio quello del PFAS, un inquinante che in Italia sono emersi qualche anno fa. In Veneto, dove hanno inquinato qualcosa come 200 km² di acquedotti che devono essere sostituiti interamente, PFAS che sono sostanze tossiche si ritrovano ormai dappertutto, nelle acque, nei nostri fiumi, nel mare, si ritrovano nei pesci e si trovano nelle persone. Per dire, solo questi due temi microplastiche e PFAS meriterebbero una grande attenzione ma ce ne sono molte altre che quando si parla di crisi climatica e di eventi estremi, tutte le volte che succede qualcosa andiamo a vedere che è necessario fare qualcosa di più, in termini di prevenzione e anche qui mi fermo ma potremmo continuare a lungo a parlare di questi temi.

Per chi vuole approfondire:

https://ambientenonsolo.com

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