Come abbiamo visto nel precedente articolo Inquinamento Atmosferico: Situazione Gennaio 2025 nelle Città Italiane, l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile gestito da Kyoto Club e Clean Cities Campaign, in collaborazione anche con l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE Italia), dall’inizio del 2025 ha iniziato a rilevare mensilmente i dati diffusi dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria gestite dalle ARPA/APPA che fanno parte del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, per quanto riguarda le medie giornaliere relative alle polveri sottili ed al biossido di azoto.
Tale iniziativa potrà essere utile alla rete di associazioni presenti sul territorio che potranno promuovere iniziative di sensibilizzazione della popolazione e delle amministrazioni locali, in presenza del superamento dei valori di riferimento OMS ed europei di questi inquinanti, al fine di adottare le opportune iniziative per ridurre l’inquinamento atmosferico.


Gli inquinanti rilevati
Sono presi in considerazione come inquinanti da rilevare le polveri sottili (PM10 e PM2,5), il biossido di azoto (NO2) e l’Ozono, quest’ultimo solamente nel periodo estivo quando presenta tipicamente valori più elevati.
L’Istituto Superiore di Sanità definisce il PM10 come frazione toracica in quanto, passando per il naso, è in grado di raggiungere la gola e la trachea (localizzate nel primo tratto dell’apparato respiratorio), mentre il PM2,5 è chiamato anche frazione respirabile, in quanto queste particelle più piccole possono invece arrivare in profondità nei polmoni e quindi ancora più dannose per la salute.
Le polveri sottili sono originate da varie fonti di inquinamento (impianti di riscaldamento, attività industriali, traffico, ecc,) mentre il biossido di azoto è più strettamente connesso alle emissioni del trasporto stradale alimentato dai combustibili fossili.
Sono monitorate 25 città (Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pescara, Prato, Roma, Terni, Torino, Trento, Trieste, Venezia e Vicenza), attraverso i dati di una centralina di traffico ed una di fondo per ogni città (per Venezia in realtà sono 4 per coprire sia la terraferma di Mestre che la città lagunare). [ad esse si dovrebbe aggiungere anche Reggio Calabria, ma per la Calabria dal 2024 il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria di ARPA non risulta funzionante dal 2023].
I dati sono rilevati sui siti pubblici delle ARPA/APPA; in alcuni casi non essendo presenti (in particolare alcune agenzie non pubblicano ancora i dati relativi alle medie giornaliere del biossido di azoto) sono acquisiti richiedendoli direttamente alle medesime.
Come è andata a febbraio 2025
Nelle venticinque città monitorate la situazione è riassunta nei seguenti grafici interattivi (cliccando sulla intestazione di qualsiasi colonna è possibile ordinare le tabelle per quell parametro).
PM10
Il valore limite previsto dalla normativa attuale richiede che non sia superata più di 35 volte in un anno solare la media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. A fine febbraio a Milano e Modena si sono già registrati più di venti superamenti, a Padova, Mestre (VE), Vicenza, Brescia e Parma 15 o più superamenti.
Se però si confrontano i dati rilevati con la nuova media giornaliera di 45 microgrammi per metro cubo d’aria previsto dall’OMS e dalla Direttiva UE, si può osservare che il numero di superamenti è più elevato e già – dopo due soli mesi – in 7 città (Milano, Modena, Vicenza, Torino, Parma, Padova, Brescia) su 25 è già stato superato il limite previsto dalla Direttiva Europea (18 volte) mentre il valore raccomandato dall’OMS da non superare (tre – quattro volte l’anno) è già superato in 21 città su 25.
PM2,5
Attualmente non sono previsti limiti dalla normativa in vigore, il valore indicato da OMS da non superare per tutelare la salute umana è di 15 microgrammi per metro cubo d’aria, non più di 3/4 volte l’anno, mentre il valore limite dal 2030 stabilito dalla Direttiva Europea 2024/2881 è di 25 microgrammi per metro cubo d’aria, da non superare più di 18 volte l’anno.
Per queste polveri così insidiose per la nostra salute 11 città su 25 hanno già superato il limite previsto dalla Direttiva UE (Torino, Milano, Padova, Brescia, Modena, Vicenza, Parma, Terni, Brescia, Trento, Bologna).
Se invece guardiamo ai valori raccomandati dall’OMS per tutelare la salute umana, vediamo che praticamente tutte le città hanno già superato quei limiti.
NO2
Attualmente non sono previsti limiti dalla normativa in vigore per questo inquinante che è strettamente correlato con il traffico stradale. Il valore indicato da OMS da non superare per tutelare la salute umana è di 25 microgrammi per metro cubo d’aria, non più di 3/4 volte l’anno, mentre il valore limite dal 2030 stabilito dalla Direttiva Europea 2024/2881 è di 50 microgrammi per metro cubo d’aria, da non superare più di 18 volte l’anno.
A Palermo, Napoli, Messina, Torino, Catania, Genova e Trento è già stato superato il limite previsto dalla Direttiva UE, ma anche a Napoli, Messina, Trento e Genova.
Se invece confrontiamo la situazione con i valori raccomandati dall’OMS vediamo che nessuna città li rispetta, addirittura si hanno 59 superamenti (su 59 giorni) a Torino, Bergamo e Vicenza; 58 a Milano, Messina, Catania e Palermo; 57 a Bergamo, Trento, Brescia, Modena; e così via.


a Padova sono presenti 2 centraline installate nel 2011 per monitorare l’inceneritore denominate APS1 e APS2, gestite da Arpav in convenzione, ma che non compaiono – o meglio a volte sì a volte no – nelle statistiche ufficiali della regione.
spesso queste centraline registrano i valori peggiori, come superamenti del limite giornaliero di PM10 i peggiori anche della regione.