Ambiente

Rémi Camus, l’avventuriero dell’acqua che sfida i PFAS: dal Rodano una spedizione scientifica per rendere visibile l’inquinamento invisibile

È conosciuto in Francia come l’“éco-aventurier”, un esploratore che trasforma ogni impresa sportiva in una missione di tutela ambientale.
Rémi Camus, 39 anni, ex maître d’hôtel diventato atleta e attivista, ha corso 5.400 km attraverso l’Australia, è disceso in hydrospeed il Mekong e ha attraversato a nuoto il Mediterraneo per denunciare l’inquinamento delle acque.
Nel 2025, la sua nuova sfida si chiama “Le Rhône nous livre ses secrets”: un viaggio in packraft (canoa gonfiabile) lungo 812 chilometri, dalla sorgente del Rodano in Svizzera fino al delta della Camargue, per mappare la presenza dei PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni”.

Un’avventura tra scienza e sensibilizzazione

Dal 15 settembre 2025, Rémi Camus percorre il fiume in solitaria, raccogliendo circa cento campioni d’acqua in diversi punti e profondità. Non è una semplice impresa sportiva, ma un progetto di scienza partecipativa: l’obiettivo è contribuire alla ricerca scientifica e allo stesso tempo coinvolgere l’opinione pubblica in una delle emergenze ambientali più gravi e meno percepite.

Il viaggio è documentato ogni giorno sui social, con immagini, video e incontri pubblici lungo le tappe. Alla fine del percorso, Camus realizzerà anche un documentario di 52 minuti, per raccontare i risultati e le testimonianze raccolte lungo il fiume.

PFAS: i “veleni invisibili” dell’acqua

PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono composti chimici altamente persistenti, usati da decenni in prodotti di largo consumo – rivestimenti antiaderenti, tessuti impermeabili, schiume antincendio.
Definiti “polluants éternels”, restano nell’ambiente per decenni, si accumulano nei corpi umani e animali e sono associati a disturbi endocrini, malattie cardiovascolari e tumori.
In Francia, come in Italia, la contaminazione da PFAS è ormai diffusa in fiumi, falde e catene alimentari.

Il supporto scientifico e la metodologia

L’impresa di Camus è realizzata in collaborazione con il laboratorio Wessling, che analizza i campioni raccolti, e con il laboratorio di ricerca DEEP (Déchets, Eaux, Environnement et Pollutions) dell’INSA di Lione, che ne cura la validazione scientifica.
Vengono testate oltre 50 molecole PFAS, tra cui l’acido trifluoroacetico (TFA), il più diffuso e persistente.
“La forza di Rémi – spiega Mathieu Gautier, ricercatore del DEEP – è di essere un ponte tra la scienza e la società. Il suo lavoro amplifica la raccolta dei dati e la consapevolezza pubblica su un tema complesso e invisibile.”

Il valore scientifico dell’iniziativa sta anche nella continuità temporale dei campionamenti (effettuati lungo tutto il corso del fiume) e nella uniformità delle analisi, affidate a un solo laboratorio, così da ottenere dati più comparabili e affidabili.

L’acqua come missione personale

Durante il viaggio, Rémi Camus incontra scienziati, ricercatori, attivisti e aziende che si occupano di soluzioni per ridurre la contaminazione, come Filtrabio, che ha già installato filtri anti-PFAS in vari comuni del Rodano.
Pur evitando di accusare direttamente le industrie chimiche coinvolte, come Arkema o Daikin, Camus punta a educare e sensibilizzare:

“Non voglio puntare il dito, ma mostrare la bellezza del fiume e ricordare che va protetto. Voglio che mia figlia possa un giorno nuotare nel Rodano senza paura.”

Dopo anni di spedizioni estreme, l’esploratore ha scelto un approccio diverso: meno adrenalina, più empatia. “Questa volta – dice – non si tratta di superare me stesso, ma di difendere ciò che amiamo.”

Rendere visibile l’invisibile

Il viaggio di Rémi Camus dimostra quanto il giornalismo ambientale e la comunicazione scientifica possano intrecciarsi con la dimensione dell’avventura.
In un mondo in cui i dati sulla contaminazione chimica restano difficilmente accessibili, la sua impresa contribuisce a dare un volto umano alla crisi ecologica, portando nel dibattito pubblico un tema tecnico ma vitale: la qualità dell’acqua.

📖 Fonte: “Vert”, reportage di Lucas Martin-Brodzicki, 3 ottobre 2025 – “Rémi Camus, l’éco-aventurier qui descend le Rhône en canoë gonflable pour traquer les PFAS

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