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Rinnovabili e industria: elettrificare il calore a bassa temperatura è la chiave della decarbonizzazione

Gran parte delle emissioni industriali non nasce dalla produzione di elettricità, ma dal calore. Processi come essiccazione, lavaggio, pastorizzazione, tintura o produzione di vapore richiedono temperature relativamente basse, spesso inferiori ai 200 °C, che oggi vengono ancora soddisfatte in larga misura da gas e altri combustibili fossili.
Il nuovo rapporto Renewables for industry: electrification of low-temperature heat and steam dell’International Renewable Energy Agency (IRENA) mostra come l’elettrificazione del calore industriale a bassa temperatura, alimentata da fonti rinnovabili, rappresenti una delle leve più immediate ed efficaci per ridurre le emissioni del settore.

Perché il calore industriale conta così tanto

Secondo il rapporto, oltre il 50% del fabbisogno energetico industriale globale è legato al calore, e una quota molto rilevante riguarda proprio temperature medio-basse. Si tratta di un segmento spesso sottovalutato nel dibattito sulla transizione, ma cruciale per settori come:

  • alimentare e bevande
  • chimica di base
  • carta e cellulosa
  • tessile
  • farmaceutica

Qui la decarbonizzazione non richiede tecnologie futuristiche: le soluzioni esistono già e sono mature.

Tecnologie pronte: dalle pompe di calore all’elettrificazione diretta

Il rapporto IRENA evidenzia come una combinazione di tecnologie possa coprire gran parte del fabbisogno di calore e vapore a bassa temperatura:

  • pompe di calore industriali, in grado di fornire calore efficiente anche sopra i 100 °C;
  • caldaie elettriche e sistemi a resistenza per la produzione di vapore;
  • integrazione con fotovoltaico ed eolico, anche attraverso contratti di fornitura dedicati;
  • accumuli termici, utili a gestire la variabilità delle rinnovabili e aumentare la flessibilità dei processi.

Queste tecnologie consentono non solo di ridurre le emissioni, ma anche di migliorare l’efficienza energetica complessiva dei processi industriali.

Un vantaggio economico che cresce nel tempo

Uno degli aspetti più rilevanti del rapporto è il messaggio economico: l’elettrificazione del calore industriale può già oggi essere competitiva, soprattutto in contesti caratterizzati da:

  • elevati prezzi del gas,
  • disponibilità di elettricità rinnovabile a basso costo,
  • politiche di carbon pricing e standard ambientali più stringenti.

Nel medio periodo, con il continuo calo dei costi delle rinnovabili e delle pompe di calore industriali, il vantaggio economico è destinato ad aumentare, riducendo l’esposizione delle imprese alla volatilità dei mercati fossili.

Il nodo delle infrastrutture e delle politiche

IRENA sottolinea però che la tecnologia, da sola, non basta. Per accelerare l’elettrificazione del calore industriale servono:

  • reti elettriche adeguate, capaci di sostenere nuovi carichi industriali;
  • segnali di prezzo coerenti, che valorizzino l’elettricità rinnovabile e penalizzino le emissioni;
  • politiche industriali mirate, con incentivi agli investimenti e supporto alla riconversione degli impianti esistenti;
  • programmi di formazione, per sviluppare competenze tecniche e gestionali.

Senza questo quadro abilitante, il potenziale rischia di rimanere inespresso.

Un’opportunità strategica anche per l’italia

Per un Paese come l’Italia, caratterizzato da un tessuto industriale diffuso e da una forte presenza di settori ad alta intensità di calore a bassa temperatura, il messaggio del rapporto è particolarmente rilevante. L’elettrificazione dei processi industriali, combinata con la crescita delle rinnovabili, può:

  • ridurre le emissioni climalteranti,
  • migliorare la sicurezza energetica,
  • aumentare la competitività delle imprese,
  • ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas.

Dalla teoria alla pratica

Il rapporto IRENA mostra chiaramente che decarbonizzare il calore industriale non è una sfida del futuro, ma una scelta possibile oggi. Spostare l’attenzione dal solo mix elettrico ai consumi termici dell’industria significa affrontare uno dei nodi più difficili – e decisivi – della transizione energetica.

Elettrificare il calore a bassa temperatura con fonti rinnovabili non è solo una soluzione tecnica: è una strategia industriale, capace di coniugare clima, competitività e resilienza economica.

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