Citizen science Emissioni ISDE Qualità dell'aria

San Teodoro, il quartiere che respira il porto di Genova

Chi vive a San Teodoro, quartiere collinare affacciato sul porto di Genova, lo sa da sempre: quando il vento soffia dal mare, l’aria cambia odore e fuliggine nera si deposita su balconi e finestre.

Nel luglio 2025, la Rete Associazioni del quartiere ha deciso di andare oltre le sensazioni, avviando – con la guida del chimico ambientale Federico Valerio – un progetto di monitoraggio dal basso, autofinanziato e condiviso con i residenti. L’obiettivo era semplice ma cruciale: capire quanto le emissioni di navi da crociere e traghetti incidano davvero sulla qualità dell’aria respirata dentro le case.

Per farlo sono stati utilizzati i campionatori passivi Radiello, piccoli dispositivi facilmente collocabili su balconi e finestre. Sei famiglie del quartiere hanno ospitato per una o due settimane questi strumenti silenziosi, trasformando i loro appartamenti in punti di raccolta dati. Le strade coinvolte – da via Buozzi a via Don Minetti, da Asilo Garbarino a San Francesco da Paola – rappresentano la linea di contatto tra la città e il porto, tra la vita quotidiana e il traffico incessante di traghetti e crociere.

Cosa è emerso

I risultati parlano chiaro: più ci si avvicina ai moli, più aumenta il biossido di azoto (NO₂), inquinante prodotto anche dalle navi. Nei palazzi a meno di 500 metri dalle banchine, i valori settimanali medi oscillavano tra i 30 e i 34 µg/m³. A distanza maggiore, oltre i 600 metri, le concentrazioni scendevano ma restavano comunque alte (22–25 µg/m³). In un caso, in via Dino Col, sul balcone e nella stanza accanto, si e’ arrivati, si è arrivati a 46 µg/m³, praticamente a ridosso del limite giornaliero di 50 ug/m3, introdotto nella nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria UE 2024/2881, che dovrà essere rispettato, a partire dal 2030.

Il confronto con le centraline ufficiali è sorprendente: mentre ARPAL, in via Bari registrava valori più bassi (20–25 µg/m³), i dati raccolti dai cittadini dimostrano che nelle case in fronte porto si respira un’aria ben diversa. Un segnale inequivocabile: la collocazione delle stazioni di monitoraggio “istituzionali” non riesce a fotografare l’esposizione reale delle famiglie che abitano a ridosso delle navi.

Perché è importante

Questo studio pilota conferma due aspetti fondamentali. Da un lato, l’utilità dei campionatori passivi Radiello, strumenti semplici e accessibili che permettono di ottenere dati robusti senza ottenere dati robusti senza ingombranti stazioni di monitoraggio.

Dall’altro, la forza della citizen science: quando i cittadini diventano parte attiva della ricerca, emergono informazioni preziose che altrimenti rischierebbero di restare invisibili.

Non si tratta solo di numeri, ma di salute. Esporsi quotidianamente a concentrazioni elevate di NO₂ significa aumentare il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari. Ecco perché lo studio chiede con forza che i quartieri come San Teodoro vengano riconosciuti come zone vulnerabili, da monitorare con attenzione e da proteggere con misure concrete: l’elettrificazione delle banchine, il rinnovamento delle flotte navali, incentivi per il trasporto pubblico, politiche urbane capaci di ridurre l’impatto combinato di traffico e attività portuali.

Un esempio che viene dal basso

La storia di San Teodoro è anche la dimostrazione che i cittadini non sono solo spettatori, ma possono diventare sentinelle ambientali. Grazie a un progetto condiviso, la comunità ha trasformato balconi e soggiorni in laboratori diffusi, restituendo una fotografia inedita e più autentica dell’aria che si respira in città.

È un messaggio che va oltre Genova: se vogliamo città più sane, non possiamo più permetterci di ignorare ciò che accade nelle zone di confine tra porto e quartieri. E, soprattutto, dobbiamo valorizzare la scienza che nasce dalla collaborazione tra esperti e cittadini, perché è lì che spesso si accendono le luci sui problemi più urgenti.

[Le due foto inquadrano il box ( per proteggere i campionatori dalla pioggia ) fissato alla ringhiera del balcone su via Buozzi,  con due campionatori passivi all’interno ( esposti per 7 e per 14 giorni) , e la vista sul porto dallo stesso balcone. In questo sito, i Radiello hanno registrato una concentrazione media di 34 ug/m3 di biossido di azoto, dopo 7 e 14 giorni di campionamento.]

Rispondi

Translate »

Scopri di più da Ambiente e non solo...

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere