Ambiente e salute

Eco-sistemi urbani, fumo e mozziconi

Recentemente appiamo parlato di Una bella esperienza di cittadinanza attiva per rimuovere le cicche di sigaretta a Nervi (Genova), tornando su un tema al quale cerchiamo di dare attenzione ad esempio evidenziando come Fumare in spiaggia fa male alla salute e all’ambiente,

Questa volta prendiamo spunto dall’articolo “Eco-sistemi urbani. Petali, fumo e mozziconi” di Maria Grazia Alloisio, Mara Bonazzola (ISDE Italia), pubblicato sulla rivista “La Salute umana”.

L’articolo esordisce annunciando “Ti racconto storie di oggi: esperienze di fine inverno” e prosegue raccontando tutta una serie di piccoli episodi di vita vissuta. Esperienze personali di persone che di lavoro operano nel settore sanitario e son ben consapevoli di quanto il fumo sia pericoloso per la salute umana, e che osservano, incontrano, hanno esperienze con persone che invece sono fumatori e del loro “vizio” coinvolgono gli altri, con comportamenti assai discutibili, “esempi che raccontano l’esperienza nella vita quotidiana del fumo di tabacco e fumo da sigarette elettroniche in coloro i quali hanno scelto di proteggere la propria e altrui salute.”

Ci concentriamo in particolare sulla seconda parte dell’articolo, quella in cui le autrici si soffermano sull’aspetto che lega maggiormente il “vizio” del fumo all’ambiente, e cioè l’abitudine incivile di fìgettare ovunque i mozziconi di sigaretta. Una pratica che ricordano è severamente vietata: “L’ art. 232-bis Rifiuti di prodotti da fumo del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n°152 Norme in materia ambientale vieta l’abbandono di mozziconi dei prodotti da fumo sul suolo, nelle acque e negli scarichi.” prevedendo una sanzione amministrativa pecuniaria da euro trenta a euro centocinquanta. 

Le autrici quindi affermano che con “Questo scritto, sostenuto dagli scatti fotografici (per motivi di spazio ne sono pubblicati solo alcuni) del mese di aprile 2025, che fermano in immagini ciò che è visibile in alcuni spazi della città , seppur pochi e limitati ai luoghi frequentati dalle osservatrici, crediamo possa essere considerato un piccolo contributo di Citizen Science (Scienza partecipata dai cittadini) la cui realizzazione si è avvalsa di una contaminazione di metodi: partendo dalla conoscenza del territorio e dalle esperienze del quotidiano documenta e narra. Documentare il contesto territoriale con la fotografia può aiutare l’analisi del problema, ad evidenziare bisogni di salute del territorio ed individuare azioni volte a contrastare o almeno arginare un fenomeno sociale che, da quanto vediamo in città, pare diffondersi ingabbiando nella dipendenza da nicotina gli adolescenti e i giovani.

Ma le due operatrici sanitarie non si fermano alla denuncia affrontando il “Cosa fare (…) proponendo alcune idee per un progetto di Comunità locale per tutelare la salute pubblica. Aiutare i giovani a non iniziare. Creare una cultura sempre più lontana dal fumo e rispettosa degli Altri e dell’ambiente.” (vedi il dettaglio delle proposte nell’articolo integrale)

Auspichiamo che la elaborazione di Policy locali possa rappresentare sempre più l’espressione e la ricerca convinta di benessere e salute di coloro i quali abitano quel contesto e che la loro attuazione mantenga la prerogativa della vitalità e generatività. Qualità queste ultime, che possono essere favorite e sostenute con il monitoraggio progressivo, sia delle risorse attribuite e sia della valutazione dell’impatto di efficacia delle azioni messe in atto, da parte delle Istituzioni assieme alle associazioni dei cittadini e ai cittadini volenterosi di condividere il proprio impegno ed il proprio punto di vista per una città libera dal fumo.” 

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