L’ultima crisi energetica legata all’escalation del conflitto in Medio Oriente sta mettendo in luce, ancora una volta, quanto la dipendenza dal gas renda vulnerabile il sistema elettrico europeo. Secondo un’analisi del think tank Ember, nei primi dieci giorni della crisi il costo della produzione di elettricità da gas nell’Unione europea è aumentato di oltre il 50%, a causa dell’impennata dei prezzi internazionali del combustibile.
Ma l’impatto di questo shock non è lo stesso in tutti i Paesi. Il confronto tra Italia e Spagna mostra chiaramente come lo sviluppo delle energie rinnovabili possa ridurre l’esposizione alle crisi energetiche globali.
Italia: l’elettricità resta legata al prezzo del gas
Nel mercato elettrico europeo il prezzo dell’energia è determinato dal sistema del prezzo marginale: la tecnologia più costosa necessaria per soddisfare la domanda – spesso le centrali a gas – stabilisce il prezzo per tutta l’elettricità prodotta.
Per questo motivo i Paesi con una forte dipendenza dal gas sono anche i più esposti alle oscillazioni dei prezzi.
In Italia il gas continua a giocare un ruolo centrale nel sistema elettrico: nel 2026, finora, ha influenzato il prezzo dell’elettricità nell’89% delle ore del mercato. Questo significa che quando il gas aumenta di prezzo, l’effetto si trasmette rapidamente alle bollette elettriche.
L’aumento registrato dopo l’inizio della crisi ha già contribuito a far salire i prezzi dell’elettricità in diversi Paesi europei, tra cui proprio l’Italia, oltre a Germania, Paesi Bassi e Belgio.

Spagna: rinnovabili e minore dipendenza dal gas
La situazione è molto diversa in Spagna. Grazie alla rapida crescita di eolico e fotovoltaico negli ultimi anni, il gas ha influenzato il prezzo dell’elettricità soltanto nel 15% delle ore del 2026.
Questo significa che il sistema elettrico spagnolo è riuscito in gran parte a “sganciarsi” dal prezzo del gas. Anche dopo l’inizio della crisi energetica, i prezzi dell’elettricità nel Paese sono rimasti inferiori rispetto a quelli di altri mercati europei con forte presenza di centrali a gas.
Il risultato è che la Spagna appare oggi più protetta dagli shock dei combustibili fossili, proprio grazie alla maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili nel mix elettrico.

La lezione della crisi energetica
L’analisi di Ember evidenzia che il vero problema per l’Europa non è tanto il funzionamento del mercato elettrico o il costo delle emissioni di carbonio. Il fattore determinante resta la dipendenza dal gas, che rende il sistema vulnerabile alle tensioni geopolitiche e alla volatilità dei mercati internazionali.
Accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, accompagnata da sistemi di accumulo, flessibilità della domanda ed elettrificazione dei consumi, è la strategia indicata per ridurre in modo strutturale questa vulnerabilità.
Il confronto tra Italia e Spagna dimostra che questa transizione non è solo una questione climatica, ma anche una scelta di sicurezza energetica e stabilità economica.

