Nell’articolo Danni alla salute umana dall’inquinamento atmosferico in Europa abbiamo visto come l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) misurare gli impatti sulla salute dell’inquinamento atmosferico.
Nell’articolo Morti premature, anni di vita persi e anni vissuti con disabilità per l’esposizione alle polveri sottili PM2,5 nei Paesi europei abbiamo visto la situazione per quanto riguarda le polveri sottili PM2,5, e in Morti premature, anni di vita persi e anni vissuti con disabilità per l’esposizione al biossido di azoto NO2 nei Paesi europei lo abbiamo fatto per il biossido di azoto (NO2).
In questo articolo invece, vediamo la situazione per entrambi questi inquinanti nelle città italiane.
Le tabelle pubblicate in questo articolo sono prodotte sulla base di quanto presente nella banca dati sull’onere di malattia dall’inquinamento atmosferico EEA. Banca dati che presenta le stime dal 2005 delle cifre di mortalità e morbilità attribuibili all’esposizione a PM2.5, NO2 e O3 per i singoli paesi (fino al dettaglio della singola città) e diversi gruppi di paesi. In particolare presentiamo i dati relativi a due indicatori (per le informazioni di dettaglio sul significato di tali indicatori e sugli inquinanti vedi gli articoli precedentemente citati):

- numero di decessi – morti attribuibili (AD);
- Anni di vita sana persi (DALY) che indica il numero di persone colpite da una malattia e di quelle che muoiono da essa.

Nella banca dati sopra citata l’EEA fornisce le informazioni per vari livelli (nazionale, regionale e per unità amministrative locali intese come come città, paesi e sobborghi e aree rurali sulla base di una combinazione di contiguità geografica e densità di popolazione (grado di urbanizzazione). La base per la classificazione sono i dati per le celle della griglia di popolazione di 1 km². Ogni cella ha la stessa forma e superficie, evitando così distorsioni causate dall’uso di unità territoriali di dimensioni variabili.

Nelle tabelle che seguono facciamo riferimento agli “Urban Centres” italiani presenti nella banca dati EEA, cioè alle città con più di 50.000 abitanti, dove però le aree urbanizzate corrispondenti non sono esattamente coincidenti con i confini amministrativi comunali, per questo nelle tabelle è indicata la relativa quantità di popolazione presente in tali zone.

Il particolato fine (PM2,5)
Morti attribuibili
I morti attribuibili o numero di decessi (AD) sono i casi che si sono verificati a causa di una specifica malattia o gruppo di malattie, in questo caso per l’esposizione al particolato fine (PM2,5).
Per l’esposizione al PM2,5 il tasso per 100mila abitanti di morti attribuibili è superiore a 200 in sei città: Vicenza, Brescia, Cremona, Torino, Milano e Monza. In termini assoluti Milano registra 3.320 morti attribuibili nel 2022, seguita da Napoli con 2.014.
Anni di vita sana persi
Un DALY è un anno perso di vita sana a causa di malattie o lesioni. I DALY sono un indicatore standardizzato per gli effetti sulla salute derivanti sia dal numero di persone colpite da una malattia che dal numero di persone che muoiono da essa.
Per il PM2,5 le cause considerate sono:
- Malattia polmonare ostruttiva cronica (negli adulti ≥25 anni);
- Cardiopatia ischemica (negli adulti ≥25 anni);
- Cancro ai polmoni (negli adulti ≥25 anni);
- Diabete mellito (negli adulti ≥25 anni);
- Infarto (negli adulti ≥25 anni).
Milano registra il maggior numero di anni di vita sani persi, in particolare a causa di infarti, diabete melllito e cardiopatia ischemica.
Il biossido di azoto (NO2)
Morti attribuibili
Per l’esposizione al biossido di azoto, inquinante strettamente correlato con le emissioni del trasporto stradale, il maggior numero di morti attribuibili per 100mila persone è registrato a Milano, dove risulta anche il maggior numero di decessi in valore assoluto, 1148.
In termini di DALY (anni di vita sana persi) Milano si conferma al top di questa poco gradevole classifica, con una prevalenza di cause dovute al diabete mellito ed all’infarto.



Dell’Umbria non compare nulla! eppure abbiamo in provincia di Perugia: due grandi cementifici nella stesso territorio (Conca Eugubina), una fonderia (Santa Maria degli Angeli) ed una distilleria (Pontevalleceppi nel comune stesso di Perugia). Terni con Fonderia ed inceneritore già segnalata dallo studio SENTIERI come zona SIN. Inoltre riguardo alla conca eugubina il Registro Tumori Umbro fatto per distretti mostra un numero di casi +33/anno rispetto alla media Umbra.
In realtà se guarda nella seconda pagina di ciascuna tabella trova anche i dati relativi a Perugia e Terni
Ha ragione non avevo visto che c’era la freccia per la 2° pagina. Grazie