Il nuovo report su Napoli presentato da Kyoto Club e Clean Cities Campaign nel ciclo “ZTL – Zone a transizione limitata” racconta una città divisa, dove la mobilità sostenibile non è distribuita in modo equo e dove traffico e qualità dell’aria restano criticità strutturali.
All’incontro hanno partecipato Marco Talluri e Clementina Taliento (Kyoto Club), Claudio Magliulo (Clean Cities Campaign), Giada Maio (ANCI) e Luca Simeone (Napoli Pedala).
Una città a più velocità
L’analisi su 25 zone CAP mette in relazione reddito, densità abitativa, motorizzazione privata, ciclabilità, pedonalità e trasporto pubblico.
Il dato più significativo riguarda l’indice sintetico di mobilità sostenibile: nelle cinque zone con condizioni peggiori vive oltre un terzo della popolazione cittadina.
Le periferie risultano meno servite da infrastrutture ciclabili e pedonali, mentre il centro concentra gran parte delle aree dedicate alla mobilità attiva.
Inquinamento e traffico: una questione sanitaria
Durante il webinar sono stati richiamati i dati sui superamenti dei limiti per biossido di azoto e polveri sottili, come rilevati nel corso del 2025 dall’iniziativa “Cambiamo Aria” La mobilità privata, ancora fortemente diffusa e con una quota rilevante di veicoli più inquinanti, incide in modo diretto sulla qualità dell’aria.
Il tema non è solo ambientale, ma sanitario e sociale: le aree con minore reddito risultano spesso anche quelle con minori alternative di mobilità e maggiore esposizione agli impatti del traffico.
Trasporto pubblico e scelte politiche
Il confronto ha evidenziato criticità nell’offerta di trasporto pubblico e la necessità di rafforzare non solo le infrastrutture ma anche il servizio effettivo.
Giada Maio ha sottolineato l’importanza della cultura del dato e dell’integrazione tra mobilità e politiche contro la povertà energetica e di trasporto. Claudio Magliulo ha richiamato la responsabilità delle scelte nazionali e locali nel ritardo accumulato rispetto ad altre città europee. Luca Simeone ha portato esempi concreti delle difficoltà quotidiane vissute nei quartieri.
Transizione giusta o disuguaglianza permanente?
Il report pone una domanda chiara: la transizione verso una mobilità più sostenibile sarà anche una transizione giusta?
Ridurre la dipendenza dall’auto privata significa offrire alternative reali, accessibili e capillari. Senza un riequilibrio territoriale, le politiche ambientali rischiano di accentuare le disuguaglianze.
Napoli ha già dimostrato, con esperienze di pedonalizzazione e riqualificazione, che il cambiamento è possibile. La sfida ora è renderlo strutturale, integrando mobilità, salute e giustizia ambientale in una visione coerente di città.

