Associazioni ambientaliste Emergenza climatica Greenpeace Kyoto Club Legambiente Transport & Environment WWF

Per una legge quadro sul clima anche in Italia

L’Italia è uno dei pochi Paesi europei a non avere una legge sul clima sebbene le associazioni ambientaliste la chiedano da anni. Già dalla scorsa legislatura si è aperta con il Parlamento un’interlocuzione che ha portato ad una prima bozza il cui iter si è bloccato alla fine della legislatura.

Le associazioni auspicano un appoggio largo ad un testo di legge quadro che contenga pochi ma decisivi elementi per incardinare la crisi climatica tra i metri di giudizio che informeranno le decisioni oggi e in futuro. La legge Quadro sul Clima, analogamente ai Paesi europei, deve dare un orizzonte, un percorso e strumenti di governance per contrastare la crisi climatica, programmare la riduzione dei gas serra, a partire dalla CO2, così come già avvenuto nella grande maggioranza dei paesi europei, a cominciare dal Regno Unito nel 2008 (Climate Change Act).

Le associazioni ambientaliste WWF, Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club e Transport&Environment, nelle scorse settimane hanno presentato una proposta di legge in tale senso.

Il testo proposto stabilisce, sulla base degli accordi di Parigi, l’obiettivo inderogabile della neutralità climatica al 2050 [per neutralità climatica si intende emissione netta di gas ad effetto serra pari a zero] e due obiettivi intermedi, anch’essi inderogabili, al 2030 [meno 60% rispetto al 1990] e al 2040 [meno 90% rispetto al 1990]; indispensabili per il raggiungimento del traguardo finale.

La legge dovrebbe prevedere quindi l’istituzione di un organismo consultivo indipendente (Consiglio Scientifico del Clima) che agisce da base e supporto per le scelte di Governo e Parlamento. Nella proposta, il Consiglio composto da esponenti del mondo scientifico rappresenta uno strumento a disposizione delle istituzioni per l’analisi e la previsione dei rischi climatici nei diversi settori dell’economia in modo da favorire la mobilitazione e una corretta pianificazione degli investimenti di prevenzione e di mitigazione degli impatti climatici. Inoltre, il Consiglio propone il carbon budget al Governo il cui meccanismo prevede il calcolo del budget di carbonio totale aggiornati per ciascun settore con cadenza triennale e costantemente monitorati. Sulla base di questi obiettivi, la proposta prevede che il Consiglio proponga il Piano di Azione sul Clima finalizzato a coordinare e allineare a tutti i livelli le varie politiche per il contrasto al cambiamento climatico.

In linea con molte altre esperienze europee e nella consapevolezza che la transizione ecologica e il contrasto al cambiamento climatico possa realizzarsi solo attraverso la piena consapevolezza e coinvolgimento di tutta la società, la proposta introduce l’istituzione di una Assemblea dei Cittadini per l’elaborazione di piani, programmi, strategie e disposizioni di carattere generale riferiti alle politiche climatiche assicurando la più ampia partecipazione dei cittadini e degli attori sociali ed economici.

Infine la proposta di legge propone una delega per la riforma complessiva del sistema fiscale che vada nel senso di una maggiore attenzione alle problematiche ambientali, a cominciare dalla questione dei sussidi ai combustibili fossili per i quali l’Italia ha sottoscritto con il G7, che presiederà il prossimo anno, l’impegno a eliminarli entro il 2025.

Sarà onere dei gruppi parlamentari ampiamente rappresentati nell’intergruppo e dei parlamentari impegnati a sostenere il progetto di legge interessare i rispettivi legislativi per ottenere un testo base da offrire al dibattito nelle commissioni e in Aula. Sarà poi l’iter parlamentare ad arricchire ed emendare tale testo base, con il contributo di tutti coloro che oggi esprimono apprezzamento per l’iniziativa e di coloro che si aggiungeranno strada facendo.

Alla presentazione della proposta di legge erano presenti i parlamentari Michele Fina (PD), Andrea De Priamo (FDI), Giulio Cesare Sottanelli (AZ-IV-RE), Antonio Salvatore Trevisi (M5S) e Angelo Bonelli (AVS).

La legge europea sul clima

Nel giugno 2021 il Parlamento europeo ha approvato, in via definitiva, la Legge sul Clima. Questa decisione dà ai cittadini e alle imprese europee la certezza giuridica e la prevedibilità di cui hanno bisogno per pianificare la transizione decisa con il Green Deal europeo.  La legge fissa un obiettivo sfidante: il raggiungimento  della neutralità climatica del nostro continente entro il 2050, vincolante a  livello UE.

Fissa inoltre l’obiettivo intermedio al 2030 di riduzione delle emissioni nette del 55%, con un limite esplicito al ricorso agli assorbimenti (le percentuali si intendono rispetto ai livelli del 1990).  Obbliga gli Stati membri a rivedere i propri Piani nazionali per l’energia e il clima in modo da allinearsi al  target europeo complessivo.

Nel 2023 la Commissione presenterà una proposta per un obiettivo per il 2040 indicando la quantità massima di emissioni di gas serra che l’UE può emettere fino al 2050 senza mettere in pericolo gli impegni dell’UE nell’ambito dell’accordo. Questo cosiddetto “bilancio dei gas serra” sarà uno dei criteri per definire l’obiettivo rivisto dell’UE per il 2040.

A partire dal 2023, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuterà i progressi collettivi fatti da tutti i paesi dell’UE, così come la coerenza delle misure nazionali verso l’obiettivo UE per la neutralità climatica entro il 2050.

Il testo della proposta presentata dalle associazioni ambientaliste

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