Sono entrate in vigore le nuove norme europee sui rifiuti, che modificano la Direttiva quadro 2008/98/CE con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dei settori tessile e alimentare e rafforzare la circolarità dell’economia europea.
Si tratta di un passo decisivo verso modelli di produzione e consumo più sostenibili, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e del Piano d’azione per l’economia circolare.
Responsabilità estesa dei produttori nel tessile
Il settore tessile europeo, responsabile di circa 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno, è al centro della riforma.
Tutti gli Stati membri dovranno introdurre un regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per i prodotti tessili e le calzature.
Le aziende dovranno contribuire economicamente alla raccolta, al riutilizzo e al riciclaggio dei propri prodotti a fine vita, attraverso contributi proporzionati all’impatto ambientale dei materiali.
Un’altra novità riguarda la definizione uniforme di “rifiuto tessile”: ora, tutti i prodotti tessili raccolti separatamente saranno considerati rifiuti, da sottoporre a operazioni di cernita preventiva prima di ogni possibile riutilizzo o spedizione.
L’obiettivo è garantire tracciabilità, ridurre le esportazioni illegali e favorire filieri europee di recupero e riciclo.
Obiettivi vincolanti contro gli sprechi alimentari
La direttiva fissa anche obiettivi obbligatori di riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030:
- -10% nella fase di trasformazione e produzione;
- -30% pro capite nella distribuzione e nel consumo finale (ristoranti, mense e famiglie).
Ogni Stato membro dovrà aggiornare i propri programmi di prevenzione e monitorare i progressi, mentre la Commissione europea effettuerà una revisione nel 2027 per valutare l’efficacia delle misure adottate.
Secondo i dati europei, tra il 2020 e il 2023 non si è ancora registrata una riduzione significativa degli sprechi alimentari: la riforma vuole invertire questa tendenza, incoraggiando pratiche di consumo più consapevoli e una migliore redistribuzione delle eccedenze.
Verso un’economia circolare più equa e trasparente
Con queste misure, l’Unione europea punta a trasformare due filiere ad alto impatto ambientale in motori di innovazione e sostenibilità.
La direttiva, oltre a stimolare nuovi modelli di business circolari nel tessile, promuove responsabilità condivisa tra produttori, cittadini e amministrazioni pubbliche nella gestione delle risorse e nella riduzione degli sprechi.
Un’opportunità per ridurre le pressioni ambientali, creare occupazione verde e avvicinare l’Europa agli obiettivi climatici al 2030.

