Trasporto pubblico

Trasporto pubblico locale e mezzi meno inquinanti

La mobilità urbana è una delle componenti essenziali della qualità della vita di chi vive in città. Il trasporto stradale (veicoli privati, trasporto merci ed anche autobus per il trasporto pubblico) è una delle fonti principali sia di emissioni di CO2 che di inquinanti atmosferici.

Nell’articolo “Trasporto pubblico locale 2013-2019, eppur qualcosa si muove” abbiamo visto, grazie ai più recenti (2019) dati ISTAT disponibili per i 109 comuni capoluogo di provincia o città metropolitana, a situazione del trasporto pubblico locale, ed in tale ambito anche la composizione dei parchi autobus circolanti per classi di emissioni.

Nell’articolo si evidenziava come a fine 2019, dei circa 14mila autobus circolanti nelle città capoluogo di provincia, poco meno di un terzo avevano una motorizzazione Euro 6 (comprendendo anche i veicoli considerati a basse emissioni (elettrici, ibridi ed a metano), mentre poco più di un terzo erano Euro 4 (o meno) ed i restanti mezzi Euro 5. Gli autobus elettrici ed ibridi erano poco più del 3% del totale, in valore assoluto meno di 500.

Ora è possibile, grazie al monitoraggio attivato dal Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili, nella seconda metà del 2021, avere un quadro aggiornato (a marzo 2022), che tuttavia è solo parzialmente confrontabile con quello fornito da ISTAT (che si riferisce solamente alle città capoluogo di provincia), mentre i dati del Ministero – che attingono alle informazioni della Motorizzazione Civile relative alle immatricolazioni – sono riferite a tutti gli autobus destinati al trasporto pubblico locale (TPL) a livello nazionale, e comprendono quindi sia i mezzi in servizio urbano che extraurbano.

Il parco complessivo di tali mezzi circolanti in Italia ammontava a poco più di 44mila veicoli, di questi 535 risultavano essere elettrici (+99 rispetto ad ottobre 2021) e 602 ibridi (+122). Il numero di autobus più inquinanti (Euro 1-3) è di 13.586 (-1.078 rispetto ad ottobre 2021).

La trasformazione in senso ecologico del parco mezzi del TPL è uno degli obiettivi principali del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (Mims), che, solo nell’ultimo anno, ha destinato a tale finalità 1,9 miliardi di euro di nuovi fondi ai comuni attraverso il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR), 0,6 miliardi di euro alle regioni attraverso il Fondo Complementare e ha ripartito 1,1 miliardi di euro destinati alle città con più di 100.000 abitanti del fondo relativo al Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile (PSNMS) – approvato con il DPCM 30 aprile 2019, che consentiranno agli enti locali di acquistare nei prossimi anni circa 8.000 mezzi a basse e zero emissioni. 

“La scelta a favore di mezzi di trasporto pubblico locale moderni e non inquinanti rappresenta uno degli assi principali dell’azione di questo Ministero – ha dichiarato il Ministro, Enrico Giovannini – per migliorare la qualità dell’aria nelle città e aumentare l’utilizzo da parte dei cittadini della mobilità condivisa. La scelta a favore di autobus a zero emissioni deve essere comune a tutte le amministrazioni locali e alle aziende di trasporto locale, anche per stimolare la nascita di una produzione nazionale che crei occupazione e reddito. Va in questa direzione l’investimento di 300 milioni di euro per l’avvio di contratti di sviluppo per la creazione di una filiera di produzione di autobus elettrici, con una destinazione del 40% a favore di progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno”. 

Al 31 dicembre 2021 l’età media dei mezzi assicurati era di 10,1 anni, in calo rispetto agli anni passati, ma con evidenti disparità territoriali. Il Molise, la Basilicata, la Calabria e la Sardegna mostrano un parco veicoli con un età media complessiva superiore ai 12 anni, mentre in Friuli-Venezia-Giulia, nella Provincia Autonoma di Bolzano e nella Valle D’Aosta circolano mezzi con un’età media di 7 anni, che a livello europeo è lo standard normalmente presente.

A livello di città metropolitana, Milano e Torino guidano la transizione verso un TPL a zero emissioni, rispettivamente con 177 e 103 autobus elettrici circolanti a marzo 2022, mentre Roma, Napoli, Firenze e Genova presentano una quota di veicoli Euro 6 superiore al 40%. La quota di mezzi maggiormente inquinanti è invece superiore al 50% nelle città metropolitane di Catania e Venezia. 

Di seguito i dati pubblicati dal MIMS.

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