Istat Mobilità condivisa

Mobilità condivisa 2013-2019: si espandono i servizi di car, bike e scooter sharing

Un possibile alternativa alla tradizionale mobilità motorizzata individuale che ha caratterizzato il nostro Paese dal “miracolo economico” del dopoguerra ad oggi, oltre alla mobilità dolce. di cui abbiamo parlato in un precedente articolo, è costituita dalla cosiddetta mobilità “condivisa“, cioè dal superamento della logica della “proprietà” di un veicolo e il passaggio all’idea che muoversi, anche individualmente, possa avvenire attraverso l’acquisto di un “servizio” nel momento in cui questo ci risulta necessario.

Naturalmente questo può essere realizzato sia con le auto che con le biciclette o, ultimi arrivati i ciclomotori ed i monopattini. Nel primo caso, poi, in diversi casi il servizio di car sharing viene effettuato con mezzi a basse emissioni, il più delle volte con veicoli elettrici, quindi in modo sostenibile.

Sia per le auto che per le biciclette, negli ultimi anni si sono sviluppati più flessibili, a “flusso libero”(detti anche free flow o free-floating) che consentono il prelievo e la riconsegna del veicolo in qualsiasi stallo di sosta compreso entro un perimetro dato.

Un sistema che ne semplifica l’uso, incoraggiandolo, rispetto ai sistemi a postazione fissa (detti anche “tradizionali”, “convenzionali” o station-based) che prevedono il prelievo e la riconsegna del veicolo esclusivamente in postazioni prestabilite (anche in modalità one way, ossia con possibilità di riconsegna in postazione diversa da quella di prelievo).

Sulla mobilità condivisa è stato costituito anche un Osservatorio, promosso dai Ministeri della Transizione Ecologica e delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, che ogni quattro anni predispone un “Rapporto sulla sharing mobility” ed ha anche formulato i 10 principi descritti nell’immagine sopra.

L’ISTAT ha messo a disposizione i dati 2013-2019 (in precedenza avevamo visto una fotografia dei servizi esistenti al 2018) che ci permettono di analizzare la situazione ed i trend.

Car sharing

Nel 2019 esistevano servizi di car-sharing in 37 città capoluogo su 109 complessive, quasi il doppio rispetto al 2013 quando erano solamente 21. Solamente 14 i comuni nei quali sono presenti servizi più innovativi del tipo a “flusso libero”, in sette dei quali sono presenti anche servizi a postazione fissa.

In termini quantitativi si tratta di più di ottomila veicoli nel 2019, con una crescita considerevole rispetto al 2013, quando erano meno di duemila. L'incremento è sostanzialmente interamente dovuto dall'aumento dei veicoli offerti con servizi "a flusso libero", che sono passati da meno di mille più di settemila.

Va comunque osservato che il servizio è fondamentalmente concentrato in cinque città: Milano, Roma. Torino, Firenze e Bologna. Da sole monopolizzano il 95% dell'offerta di veicoli "a flusso libero" ed il 50% di quella "a postazioni fisse".

Anche considerando l'offerta dei servizi normalizzata per il numero di abitanti (veicoli per 10mila abitanti), si osserva che il servizio offerto ha una densità significativa solo nelle cinque suddette città, con 234 mezzi / 100.000 abitanti a Milano, 144 a Firenze, 86 a Torino, 78 a Roma e 71 a Bologna. In tutti gli altri comuni si hanno valori inferiori.

Nel 2019, su un totale di 8.229 utilizzati in tutta Italia per i servizi di car sharing, 2.158 (26%) erano quelli a basse emissioni, e cioè: veicoli a trazione elettrica (integrale o ibrida) e veicoli alimentati a gas (GPL, metano, bi-fuel benzina/GPL, bi-fuel benzina/metano).

Nelle cinque città che hanno servizi di car sharing più estesi in valore assoluto si ha anche un notevole numero di veicoli a basse emissioni, ma nel complesso delle flotte, quindi in percentuale molto meno, a parte Bologna nella quale tutti i veicoli per il car sharing sono a basse emissioni: Firenze (36%), Roma (24%), Torino (20%), Milano (16%).

Bike sharing

Esistono servizi di bike-sharing, invece, in 53 città capoluogo su 109 complessive, solamente 15 i comuni nei quali sono presenti servizi più innovativi del tipo a "flusso libero"; in cinque comuni esistono anche servizi di scooter sharing.

Complessivamente le biciclette disponibili erano nel 2019 circa 34.000 (due terzi delle quali per servizi a flusso libero) ed i ciclomotori quasi 5mila.

Per quanto riguarda i servizi "tradizionali" di bike sharing a postazione fissa, quasi la metà delle biciclette sono concentrate nella sola città di Milano, seguita a distanza da Torino con 1.330, dietro tutte le altre.

I servizi invece più innovativi di big sharing a flusso libero, oltre che nella solita città di Milano, vedono numeri piuttosto consistenti, nell'ordine di migliaia di biciclette, anche a Firenze, Roma, Bologna e Torino.

I servizi di scooter sharing sono essenzialmente ad appannaggio di Milano e Roma, ed in misura assai minore di Torino e Genova.

Recentemente si è tenuta la 5a Conferenza nazionale della Sharing Mobility con la presentazione del 5° Rapporto nazionale sulla sharing mobility, che aggiorna i dati e le tendenze della sharing mobility in Italia.

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: