Citizen science Rumore

Citizen science e aree quiete

Abbiamo visto in precedenti articoli come l’inquinamento acustico è un grave problema ambientale in Europa ed in Italia, illustrando i dati resi disponibili dall’Agenzia Europea per l’Ambiente e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, e come, oltre ai dati ufficiali, un ruolo importante lo possono avere anche esperienze di citizen science che permettono di misurare il rumore esterno che arriva nelle abitazioni, come l’esperienza di #Sciendalbalcone che ha utilizzato l’App OpeNoise (disponibile sia per Android o iOS) sviluppata da Arpa Piemonte.

In questo articolo vediamo invece un’altra esperienza di citizen science realizzata per individuare le cosiddette “aree quiete”, presentata in occasione dell’incontro nazionale sulla Citizen science Italia, dalla ricercatrice Antonella Radicchi.

La direttiva europea sul rumore ambientale (EC END 49/2002) identifica la protezione delle aree di quiete come una misura valida per ridurre l’inquinamento acustico. Tuttavia, come identificare correttamente le aree di quiete (quiet areas) è ancora una questione aperta a livello di politica europea, come indicato dall’Agenzia europea dell’ambiente, che ha invitato gli studiosi a proseguire una ricerca approfondita in questo campo sperimentando approcci integrati.

Ma che cos’è la quiete? E come può essere definita e affrontata? Allo stesso modo che la salute non può essere definita come “semplicemente l’assenza di malattia” (definizione OMS), la mera assenza di rumore non è sufficiente a definire la quiete e garantire un buon ambiente sonoro per la nostra salute fisica e mentale, e il benessere sociale.

Attraverso lo sviluppo del progetto Beyond the Noise: Open Source Soundscapes (https://www.opensourcesoundscapes.org) è stata validata una metodologia innovativa e partecipativa per identificare, valutare e pianificare “aree di quiete” nelle città.

Questa metodologia combina l’approccio soundscape, la citizen science e l’implementazione di una nuova app mobile gratuita: l’app Hush City. Attraverso la App è possibile segnalare le proprie aree di quiete preferite e condividerle con la comunità di Hush City, attraverso l’inserimento nella mappa aperta Hush City Map.

dalla presentazione di Antonella Radicchi all’incontro sulla Citizen science Italia

Nello studio pilota, condotto a Berlino nel 2017-2018, sono stati applicati metodi come interviste semi-strutturate, soundwalk di gruppo e l’uso dell’app Hush City per consentire ai partecipanti di identificare e valutare “aree di quiete quotidiana” sulla scala del quartiere.

Immagine tratta da Hush City Map © Antonella Radicchi

Hush City è ora utilizzata a livello internazionale e disponibile in 5 lingue: inglese, tedesco, italiano, spagnolo e portoghese. Hush City è stata adottata dai Consigli Comunali di Berlino (2018) e Limerick – Irlanda – (2020-2021) nel contesto della creazione dei Piani per le Aree di quiete.

Nella mappa sono presenti più di 5.000 aree di quiete, condivise dai cittadini che comprendono più di 14.700 audio e fotografie raccolte nelle aree quiete e più di 98.000 “percezioni” condivise.

Consultando la mappa è possibile selezionare le aree di quiete in base ai loro livelli sonori, ai descrittori utilizzati per presentarle (es. quiete percepita, qualità visiva, accessibilità) percepite dagli utenti che hanno inserito le loro aree “quiete”.

Immagine tratta da Hush City Map © Antonella Radicchi
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