Acqua Ispra SNPA

SINTAI: il portale delle acque di Ispra

Recentemente, ISPRA ha presentato, attraverso un Webinar, il SINTAI – Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane. Un sistema realizzato con tecnologie open source, disponibile su rete Internet, che consente l’accesso alle informazioni ed ai servizi di trasmissione, standardizzazione e certificazione delle informazioni relative alla tutela delle acque interne e marine.

Infatti, sulla base delle norme vigenti, ISPRA è il soggetto istituzionale responsabile di tutta la gestione a scala nazionale delle informazioni sulla tutela delle acque in Italia. Per gestione dell’informazione si intende l’insieme delle attività volte a raccogliere, archiviare, elaborare e diffondere le informazioni relative alla tutela delle acque dall’inquinamento. Tali attività sono codificate in specifiche norme e si sviluppano attraverso linee organizzative ed operative ben definite.

Nel sistema SINTAI sono disponibili tutti i dati prodotti dal sistema delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente, che insieme a ISPRA costituiscono il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA).

I dati nazionali confluiscono a livello europeo, nel WISE (Water Information System for Europe), il sistema informativo comunitario di reportistica sulle acque, curato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA).

Le norme fondamentali che costituiscono il quadro legislativo di riferimento sono costituite dalle direttive europee e dalle norme italiane di recepimento, in primo luogo il D.Lgs 152/2006:

Il portale sembra soprattutto rivolto ad un pubblico di addetti ai lavori, come in parte deve certamente essere, perché attraverso di esso le ARPA trasmettono i dati dei loro monitoraggi, e ha bisogno di essere maggiormente “pensato” anche per il pubblico generale (analogamente a quanto fatto dall’EEA a livello europeo con il WISE), che certamente è interessato ai dati sulla qualità delle acque interne e marine del Paese. Tuttavia è possibile rilevare numerose informazioni di grande interesse, a tal fine ho scaricato i dati disponibili relativamente ai monitoraggi inerenti:

  • la presenza di nitrati (direttiva 91/676/CE) nelle acque per il quadriennio 2016-2019,
  • il trattamento delle acque reflue (direttiva 91/271/CE) per l’anno 2018,
  • la presenza dell’alga tossica Ostreopsis ovata,

sui quali mi soffermerò in dettaglio in successivi articoli, mentre in questo cercherò di dare una panoramica delle opportunità date dal portale.

Di particolare interesse è la consultazione del WebGis, attraverso il quale utilizzando una base cartografica, è possibile effettuare interrogazioni sulle banche dati presenti e visualizzarle con notevoli dettagli nella mappa stessa. Purtroppo, al momento non è disponibile un sistema per incapsulare queste mappe o scaricare i dati in formato aperto (come avviene in Wise); è auspicabile che ciò sia reso possibile quanto prima.

Ad esempio è possibile effettuare una ricerca (sotto la voce WISE-6) per Regione (ma anche per tutte le regioni), per tipo di acqua (superficiale o sotterranea), per anno (sono disponibili in questo caso i dati 2017, 2018 e 2019), per tipologia di sostanza (es. idrocarburi, metalli, fitofarmaci, PFAS, ecc.), e infine per specifica sostanza (es. gliphosate).

Cliccando su “visualizza su mappa” appaiono tutti i punti di monitoraggio nel quale la sostanza indicata è stata ricercata. Se si clicca invece su “Report sostanza selezionata” viene visualizzata una tabella con i risultati di tutti i campionamenti effettuati. Selezionando sulla mappa (usando lo zoom) uno dei punti di campionamento, si visualizzano tutti i risultati dei campionamenti effettuati in quel punto.

Dalla tabella riepilogativa dei risultati, facendo di necessità virtù, è possibile fare “copia e incolla” in un foglio elettronico e scaricare in modo “artigianale” i dati per una successiva rielaborazione.

Ad esempio in questo caso ho potuto rilevare che nel 2019 il Glifosate è stato ricercato dalle ARPA di dieci regioni, in 620 stazioni di campionamento, nelle quali è stata effettuata una media di 5 campionamenti per un totale complessivo di tremila campioni. Nel 40% di questi campioni sono stati rilevati residui di glifosate in quantità maggiore del Limite di quantificazione (LOQ) che varia – in relazione alla strumentazione disponibile ed al metodo di prova utilizzato – da 0,0005 microgrammi per litro in Toscana a 1 in Piemonte.

Nella tabella successiva sono riportati tutti i risultati dei campionamenti che hanno rilevato residui di Glifosate maggiore del LOQ. Nella tabella interattiva è possibile anche la ricerca, ad esempio di tutti i campioni di una determinata regione; scrivendo nell’apposita casella “TOS” appaiono tutti i risultati >LOQ della Toscana.

Nel sistema è possibile ricercare i risultati dei monitoraggi per numerose altre sostanze - oltre ai parametri di base - come clorurati, diossine, fitofarmaci, idrocarburi, inquinanti inorganici, metalli, PCB, PFAS. Ad esempio nelle mappe seguenti sono indicati tutti i punti di campionamento dove nel 2019 in Veneto e Lombardia sono stati ricercati i PFAS, composti che, a partire dagli anni cinquanta, si sono diffusi in tutto il mondo, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa. Le loro proprietà e caratteristiche chimiche hanno però conseguenze negative sull’ambiente e a causa della loro persistenza e mobilità, questi composti sono stati rilevati in concentrazioni significative negli ecosistemi e negli organismi viventi.

E’ possibile, inoltre, consultare il monitoraggio (aggiornato al 2020) delle sostanze chimiche emergenti previste nella Watch List (2013/39/UE), fra cui alcuni principi attivi presenti nei medicinali.

Print Friendly, PDF & Email

3 thoughts on “SINTAI: il portale delle acque di Ispra

  1. vedendo l’articolo sembra che, almeno per il Glifosato ricercato, abbiano lavorato solo le ARPA Lombardia, E R, Toscana e Campania… almeno in modo importante. E Mi pare di capire che la nostra Toscana Bio (!!) abbia delle gran concentrazioni nelle acque ! o ho capito male? grazie e buon lavoro

    1. Nell’articolo e’ linkato un rapporto precedente al 2019 che coinvolse quasi tutte le agenzie, successivamente non tutte lo ricercano anche per la complessità delle relative analisi.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: